Soriano nel Cimino – (sil.co.) – Omicidio di Salvatore Bramucci, killer in ferie per il sopralluogo sulla scena del crimine mentre è stato commesso di domenica il delitto.
– “Salvatore Bramucci ucciso con una pistola da borsetta, il primo colpo sparato in faccia”
Intanto è comparsa per la prima volta davanti alla corte d’assise la vedova Elisabetta Bacchio, considerata la mandante dell’assassinio del marito, pianificato con la sorella Sabrina Bacchio e il cognato Dan Constantin Pomirleanu e portato a termine da un commando armato formato secondo l’accusa da esponenti della piccola criminalità capitolina composto tra gli altri da Alessio Pizzuti e dai presunti sicari Tonino Bacci e Lucio La Pietra.
Omicidio Bramucci – Nel riquadro, da sinistra in alto: Elisabetta Bacchio, Sabrina Bacchio, Alessio Pizzuti, Dan Constantin Pomirleanu, Lucio La Pietra e Antonio Bacci
La moglie di Bramucci, detenuta dal 26 settembre nel carcere femminile di Civitavecchia, è difesa dall’avvocato Maurizio Filiacci, ora affiancato dal collega Valter Pella, entrambi del foro di Viterbo. La sorella Sabrina intanto, da lunedì, quando il processo è entrato nel vivo coi prima testimoni dell’accusa, è difesa da un legale viterbese, l’avvocato Paolo Delle Monache.
In aula, poco lontano, erano presenti il fratello di Bramucci, Isolino, parte civile con l’avvocato Antonio Maria Carlevaro, nonché la nipote Mascia, 37 anni, figlia di primo letto della vittima, parte civile con l’avvocato Antonio Filardi. Non c’erano invece i due figli maschi di Salvatore, Nico e Bryan, di 21 e 19 anni, avuti da Elisabetta, anch’essi parte civile e assistiti dal legale viterbese Andrea Marinelli.
Si è distinta per il piglio battagliero la difesa di Antonio “Tonino” Bacci, uno dei due presunti sicari giunti a Soriano nel Cimino con la Smart bianca a noleggio, scortati da una Giulietta grigia rubata. Gli avvocati Giancarlo Costa e Chiara Fiore, del foro di Roma, hanno chiesto tra l’altro l’acquisizione di un video girato dalla difesa sulla scena del delitto, che al momento è stata rigettata dalla corte d’assise. Dubbi anche sulla presunta via di fuga usata dai sicari e sulle strade più o meno bianche o asfaltate sulla scena del crimine.
Si è scoperto, nel frattempo, che la messaggistica Wkatsapp che ha incastrato gli imputati sarebbe stata estrapolata dal cellulare di Sabrina Bacchio. Bacci, invece, secondo la testimonianza della titolare dell’agenzia romana di autonoleggio, avrebbe chiesto la Smart, prima una due posti e poi una “forfour”, tra luglio e agosto.
Tra i testimoni, i datori di lavoro di Bacci e La Pietra, entrambi amici da sempre degli imputati, con cui si sarebbero conosciuti fin da ragazzi. I due presunti sicari, al momento del delitto, avrebbero avuto un impiego e uno stipendio regolari. ma sarebbero stati entrambi assenti il famoso giovedì del sopralluogo, che ha preceduto di tre giorni il delitto, commesso di domenica.
Bacci, un artigiano specializzato nelle controsoffittature, da circa un anno e fino all’arresto avrebbe lavorato per 80 euro a giornata, circa duemila euro al mese per un imprenditore 54enne di Fidene. “Una persona di fiducia, un professionista, serio e puntuale”, ha detto il teste, confermando però l’assenza del 4 agosto 2022, il giovedì precedente il delitto di domenica 7 agosto, quando l’operaio si sarebbe recato a Soriano nel Cimino per un sopralluogo sulla scena del futuro crimine.
Lavorava invece nell’edilizia Lucio La Pietra. “Giocavamo a calcio insieme da ragazzi”, ha detto il datore di lavoro romano 58enne, che lo avrebbe preso a gennaio 2022 e assunto a tempo indeterminato a luglio, un mese prima del delitto. “Facciamo asfalti, lui guida ruspe e ruspette”, ha spiegato l’imprenditore, confermando due “permessi”, anche lui il 4 agosto 2022 e poi di nuovo lunedì 8 agosto, il “giorno dopo”, giustificate con “ieri sera ho fatto tardi”. “Impeccabile sul lavoro, anche se spesso in carcere per la droga. Io l’ho sempre aiutato come potevo”, ha spiegato.
“Salvatore Bramucci è stato ucciso con una pistola da borsetta, il primo colpo sparato in faccia”. Sempre nel corso dell’udienza del 15 aprile, quando il processo è finalmente entrato nel vivo, è stata ricostruita in aula dall’esperto di scene del crimine del nucleo investigativo dei carabinieri la dinamica del delitto.
Il processo riprenderà il 29 aprile, quando sarà sentita anche il medico legale Benedetta Baldari, la cui deposizione è saltata lunedì, ma che la corte d’assise vuole sentire, trattandosi della relazione di un’autopsia eseguita sul cadavere di un uomo vittima di un omicidio.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
