Viterbo – “Chiara Frontini ha partecipato attivamente alla cena e ai discorsi che sono stati fatti”. Stefano Falcioni, avvocato del consigliere comunale Marco Bruzziches.
“Abbiamo una registrazione – spiega Falcioni – che copre tutta la cena del 26 settembre”. Per l’avvocato di Bruzziches, poi, “le circostanze sono piuttosto chiare e in un eventuale processo potrebbero essere dimostrate in maniera abbastanza semplice”.
I pm Massimiliano Siddi e Chiara Capezzuto nei giorni scorsi hanno chiesto il giudizio immediato per la sindaca Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini con l’accusa di minaccia a corpo politico, articolo 338 del codice penale. Un’indagine partita da una denuncia presentata da Bruzziches a dicembre.
Il tutto dopo una cena a casa del consigliere, il 26 settembre dell’anno scorso, durante la quale Cavini avrebbe detto: “Se io voglio fare male, capisco chi del tuo stato di famiglia è più debole e poi vado a colpire quella persona”. E aggiunto: “Purtroppo io sono la sua anima nera ed è per questo che sono molto odiato, perché a volte devo fare delle cose anche molto brutte”.
Per Roberto Massatani, avvocato di Chiara Frontini, “la sindaca si è dichiarata completamente innocente e del tutto estranea”. Per Giovanni Labate, legale di Fabio Cavini, “l’ipotesi di reato non sussiste”.
Viterbo – L’avvocato Stefano Falcioni
Che ne pensa della richiesta di giudizio immediato?
“È difficile commentare il provvedimento, perché non sappiamo cosa hanno raccolto i pm. Parlando in termini generali, per i pubblici ministeri probabilmente il corredo probatorio che accompagna la notizia di reato è importante”.
Quale sarà la vostra strategia da questo momento in poi?
“Penso che questa causa si giochi su profili di carattere giuridico. Le circostanze sono piuttosto chiare e in un eventuale processo potrebbero essere dimostrate in maniera abbastanza semplice. C’è infatti una registrazione che copre tutta la cena del 26 settembre”.
Roberto Massatani, l’avvocato di Frontini, dice: “da quel poco che sappiamo la sindaca non ha pronunciato nessuna minaccia. Non ha detto niente. E quando uno non dice niente non concorre, semmai è connivente, e la cosa non è punibile”.
“Dal punto di vista penale si chiama concorso. Laddove Frontini e Cavini dovessero essere andare a giudizio, il tutto si giocherà infatti in punta di diritto. E a quel punto bisognerà stabilire se anche il semplice silenzio o l’aver organizzato lei la cena possa ritenersi un concorso al reato. Tuttavia, il fatto che i pm abbiano richiesto il giudizio immediato per entrambi, almeno dal punto di vista della procura ci sono elementi tali da far pensare a un concorso”.
Secondo lei, che ha ascoltato la registrazione della cena, che ruolo avrebbe giocato Frontini quella sera?
“Frontini ha partecipato attivamente alla cena e ai discorsi che sono stati fatti. Non solo, ma, in base a ciò che racconta Bruzziches, sarebbe stata proprio la sindaca a caldeggiare la cena”.
Però caldeggiare una cena e ritrovarsi poi un marito che a tavola avrebbe detto determinate frasi non significa necessariamente che Frontini sia stata a conoscenza prima di ciò che sarebbe avvenuto.
“Torniamo al discorso del concorso. Bisognerà infatti stabilire, qualora ci fosse un processo, se il comportamento di Frontini è stato concorrente o penalmente neutro. Sarà necessario anche vedere cosa hanno detto gli indagati davanti ai pm”.
Viterbo – Chiara Frontini e Fabio Cavini
Dal suo punto di vista, la difesa di Frontini tenterà di distinguere la posizione della sindaca da quella di Cavini?
“Probabilmente sì. Anche perché sarebbe più facile difendere una persona solo concorrente rispetto a chi verrebbero attribuite le frasi dette in quella cena. Affermando appunto che Frontini non sapeva niente di quelle che sarebbero state le intenzioni del marito. Poi dipenderà dal libero convincimento del giudice. La legge non è matematica, altrimenti basterebbe un computer per pronunciare una sentenza”.
Come valuta il lavoro della procura?
“A sensazione, mi sembra un lavoro fatto con cura, con la procura che si è mossa molto rapidamente”.
Secondo lei, il giudice accoglierà la richiesta di giudizio immediato fatta dai pm?
“Di solito le richieste di giudizio immediato vengono accolte, perché i pm, prima di farla la ponderano”.
Daniele Camilli
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

