Viterbo – Vicenda Marco Bruzziches, per Chiara Frontini e Fabio Cavini “l’ipotesi di reato è l’articolo 338 del codice penale, ossia minaccia ad un corpo politico o ai suoi singoli componenti”. A dirlo è Giovanni Labate, avvocato di Fabio Cavini. Si aggrava l’accusa per la coppia di politici. Inizialmente l’accusa era di minaccia.
“L’articolo 338 del codice penale – spiega poi Labate – configura un’ipotesi in cui viene minacciato il componente del corpo politico, amministrativo o giudiziario, in questo caso di un corpo politico, per condizionare le decisioni dello stesso, quindi del consiglio comunale”.
“Un’ipotesi di reato – ha poi aggiunto l’avvocato – che secondo noi non sussiste”.
Ieri sia la sindaca Chiara Frontini che Cavini sono stati sentiti dalla procura di Viterbo. “Mi sono recata presso gli uffici della procura della repubblica – ha detto Frontini in consiglio comunale – in relazione alla denuncia del consigliere Bruzziches nei miei confronti e alla successiva indagine tutt’ora in corso”. Frontini ha inoltre fatto sapere d’essersi recata negli uffici di via Falcone e Borsellino “su richiesta della procura”.
“Se io voglio fare male, capisco chi del tuo stato di famiglia è più debole e poi vado a colpire quella persona”. “Purtroppo io sono la sua anima nera ed è per questo che sono molto odiato, perché a volte devo fare delle cose anche molto brutte”. Sono solo due delle frasi che, secondo quanto affermato da Marco Bruzziches e dalla moglie Anna Maria Formini, sarebbero state dette dal marito della sindaca Fabio Cavini durante una cena nella casa del consigliere. Cena alla quale era presente anche Frontini.
La pena, per il reato ipotizzato dall’articolo 338 del codice penale è “la reclusione da uno a sette anni”.
Viterbo – Fabio Cavini e Chiara Frontini
La sindaca Chiara Frontini ha detto in consiglio comunale di essersi “recata in procura in relazione alla denuncia del consigliere Marco Bruzziches…”
“Il mio assistito è Fabio Cavini – spiega Labate -. Ieri c’è stato da parte della procura l’invito a rendere l’interrogatorio. Abbiamo presentato le memorie difensive con cui abbiamo confutato la sussistenza del reato così come rappresentato e ipotizzato dal pubblico ministero nella sua oggettività e soggettività e quando, ovviamente, avremo modo di prendere visione dei copiosi atti di indagine compiuti dal pm ci riserviamo di fare ulteriori approfondimenti”.
Oltre alla sindaca Chiara Frontini, il pm ha sentito anche Fabio Cavini?
“Sì, è stato sentito anche Fabio Cavini. Nello stesso giorno”.
Che ne pensa del reato ipotizzato dalla procura, vale a dire l’articolo 338 del codice penale?
“Secondo noi il reato ipotizzato dalla procura non sussiste. Assolutamente no”.
Viste le possibili prove, le registrazioni, le testimonianza…
“Prove, registrazioni, testimonianze… noi non abbiamo preso visione di niente, perché non c’hanno fatto vedere nulla”.
Immagina un rinvio a giudizio della sindaca e di Cavini?
“Non lo so quali saranno le valutazioni. Abbiamo presentato le memorie difensive e speriamo che possano convincere il pubblico ministero a ripensare certe determinazioni. Poi, quando avremo modo di prendere visione di tutte le dichiarazioni delle persone informate sui fatti, di prendere visione e leggerci queste tre ore di conversazione registrata dal signor Bruzziches durante questa famosa cena e di poter leggere tutti gli atti di indagine compiuti dal pm, potremo aggiungere altre cose rispetto a quelle che abbiamo già detto. E abbiamo già detto delle cose che possono essere molto interessanti. Questo è il nostro modo di vedere, sia il mio che quello dell’avvocato Massatani”.
Laddove dovesse esserci un rinvio a giudizio, quali saranno le vostre strategie difensive?
“Lo vedremo. Facciamo un passo alla volta. Io spero che, tra un po’, la procura ci possa mettere a disposizione gli atti prima della richiesta di rinvio a giudizio. Quindi gli scenari sono ancora aperti e sono valutazioni che deve fare la procura”.
Viterbo – L’avvocato Giovanni Labate
Le indagini sono state chiuse?
“No, ancora no. Non abbiamo ancora ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini”.
Che ne pensa del lavoro che sta facendo la procura?
“Non posso fare valutazioni sull’operato della procura. A me interessa soprattutto la tutela del mio assistito allo stato attuale. Per quello che è il nostro dato conoscitivo ritengo che la fattispecie contestata non sussiste”.
Può spiegare in cosa consiste l’articolo 338, ipotesi per la quale Cavini e Frontini sono indagati?
“L’articolo 338 del codice penale configura un’ipotesi in cui viene minacciato il componente del corpo politico, amministrativo o giudiziario, in questo caso di un corpo politico, per condizionare le decisioni dello stesso, quindi del consiglio comunale. Secondo me, siamo lontanissimi da tutto questo”.
L’articolo 338 è l’unica ipotesi di reato che viene contestata?
“Al momento sì. Contestano soltanto l’articolo 338 del codice penale”.
Quando potrebbe arrivare la decisione della procura in merito al rinvio a giudizio o all’archiviazione?
“Non si sa. In teoria si tratta di un fascicolo giovane. La denuncia è del dicembre 2023 e siamo solo ad aprile. La procura potrebbe tenerlo altri due-tre mesi, oppure fare altri tipi di valutazione. Non lo so. Non c’è una regola. Io mi auguro che venga fatto un avviso di conclusione delle indagini che ci consenta di poter leggere tutti gli elementi raccolti nei confronti del mio assistito”.
È possibile un giudizio immediato?
“Per il giudizio immediato si suppone una scelta in tal senso del pubblico ministero. Altrimenti c’è l’udienza preliminare. Ma prima di tutto questo, eventualmente c’è l’avviso di conclusione delle indagini. Noi confidiamo che la procura ci mandi l’avviso per consentirci di prendere visione di tutti gli atti. Anche se riteniamo che già le memorie di per sé costituiscano un elemento sul quale speriamo che la procura riveda i suoi convincimenti”.
Il giudizio immediato comunque è possibile?
“Certo che il giudizio immediato è possibile. È un’opzione della procura”.
Ci sono altri indagati oltre a Chiara Frontini e Fabio Cavini?
“No, non ci sono altri indagati”.
Daniele Camilli
Articoli: L’avvocato di Chiara Frontini: “La sindaca si è dichiarata completamente innocente e del tutto estranea ai capi d’imputazione” – Chiara Frontini: “Poco fa mi sono recata in procura in relazione alla denuncia del consigliere Bruzziches”
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

