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L’avvocato Stefano Falcioni: “Se l’ipotesi di reato nei confronti di Frontini e Cavini verrà accertata, emergerebbe un lato oscuro nella gestione della maggioranza”

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Viterbo – “Se dovesse essere accertata l’ipotesi di reato di minaccia a corpo politico emergerebbe, a mio parere, anche a un possibile lato oscuro nella gestione dei rapporti all’interno della coalizione di maggioranza”. A dirlo è Stefano Falcioni, avvocato del consigliere Marco Bruzziches.

“In sintesi – prosegue poi Falcioni – da chi potremmo essere governati? Chi è che prenderebbe le decisioni? La sindaca e i consiglieri che sono stati votati o un altro soggetto che non ha nessuna investitura popolare ma che sarebbe comunque importante e presente?” 

L’altro ieri sia la sindaca Chiara Frontini che il marito Fabio Cavini sono stati sentiti dalla procura di Viterbo. L’ipotesi di reato è minaccia a corpo politico, articolo 338 del codice penale. “Mi sono recata presso gli uffici della procura della repubblica – ha detto Frontini in consiglio comunale – in relazione alla denuncia del consigliere Bruzziches nei miei confronti e alla successiva indagine tutt’ora in corso”. Frontini ha inoltre fatto sapere d’essersi recata negli uffici di via Falcone e Borsellino “su richiesta della procura”.


Viterbo - Il matrimonio di Chiara Frontini e Fabio Cavini

Viterbo – Fabio Cavini e Chiara Frontini


La sindaca Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini sono stati sentiti in procura in merito alla denuncia presentata dal consigliere Marco Bruzziches. Che idea si è fatto di questo ulteriore passaggio?
“Si tratta di un passaggio assolutamente normale. Nel corso delle indagini il pubblico ministero può sentire gli indagati per cercare dei riscontri e sentire la loro versione”.

Che ne pensa invece della nuova ipotesi di reato, vale a dire l’articolo 338 del codice penale, ossia la minaccia a un corpo politico?
“Evidentemente la procura ha precisato l’ipotesi di reato. Perché, quando a suo tempo Bruzziches fece il 335, che consente di ricevere comunicazione circa l’iscrizione del proprio nome nel registro delle notizie di reato in qualità di indagato o di persona offesa, risultava l’ipotesi di reato di minacce. Si vede che il pm, dagli accertamenti svolti ulteriormente, ha ritenuto di affinare l’ipotesi di reato con quanto previsto dall’articolo 338 del codice penale. Un’ipotesi che, rispetto alla precedente, è più specifico”.

Perché, secondo lei, questo passaggio da minaccia a minaccia a corpo politico?
“Perché probabilmente il pm ritiene che, essendo Bruzziches un consigliere comunale, l’ipotesi di reato vada qualificata, come fa appunto l’articolo 338”. 

La fattispecie ipotizzata dall’articolo 338 potrebbe essere considerata, tra virgolette, una specie di “reato politico”?
“Potrebbe essere considerato “politico” nella misura in cui i soggetti coinvolti, come possibili vittime, svolgono attività politica. È indubbiamente un reato più grave rispetto alla minaccia rispetto all’articolo 612 del codice penale. Basti pensare che quest’ultimo è di competenza del giudice di pace, mentre l’ipotesi prevista dall’articolo 338 è del tribunale e le pene sono più alte. Si va infatti da uno a 7 anni di reclusione”.

Un’ipotesi di reato come quella prevista dall’articolo 338 ve l’aspettavate?
“Per mio costume, quando presento una denuncia l’individuazione dell’ipotesi di reato la lascio al pm che ha un quadro a 360 gradi e una conoscenza migliore di tutta la situazione rispetto a chi presenta querela”. 

Secondo lei quale sarà la strategia difensiva che adotteranno i legali di Frontini e Cavini?
“Bisognerebbe chiederlo ai colleghi”.

La vostra strategia invece quale sarà, alla luce, soprattutto, questa nuova ipotesi di reato?
“Non credo cambi molto. Potrei invece dire che frasi che sarebbero state pronunciate da Cavini durante la cena a casa di Bruzziches potrebbero essere considerate un fatto acclarato. Mi pare che nessuno degli indagati abbiano negato quanto sarebbe stato detto. Quindi le cose, oggettivamente, sarebbero state dette”.


Viterbo - L’avvocato Stefano Falcioni

Viterbo – L’avvocato Stefano Falcioni


Ferma restando la presunzione di innocenza, laddove l’ipotesi di reato di minaccia a corpo politico dovesse essere accertata, tutto questo, secondo lei, non potrebbe gettare un’ombra sul possibile modo di gestire i rapporti all’interno dell’attuale maggioranza consiliare?
“Nel caso specifico, se dovesse essere accertata l’ipotesi di reato di minaccia a corpo politico, emergerebbe, a mio parere, anche a un possibile lato oscuro nella gestione dei rapporti all’interno della coalizione di maggioranza. In sintesi, da chi potremmo essere governati? Chi è che prenderebbe le decisioni? La sindaca e i consiglieri che sono stati votati o un altro soggetto che non ha nessuna investitura popolare ma che sarebbe comunque importante e presente?”. 

Laddove, quindi, l’ipotesi di reato dovesse essere accertata, si porrebbe anche un problema di gestione democratica dei rapporti interni alla maggioranza e di conseguenza di un pezzo consistente del consiglio comunale?
“Certo. E probabilmente questo potrebbe giustificare la nuova ipotesi di reato, ritenendo che quanto sarebbe stato detto durante la cena a casa di Bruzziches potrebbe essere un modo per condizionare l’agire di un consigliere comunale. E sinceramente è quello che penso anche io. Perché le frasi che sarebbero state dette da Cavini potrebbero essere arrivate dopo una serie di questioni riguardanti ‘l’insistenza’, tra virgolette, di Bruzziches sulla necessità di una verifica delle condizioni e della gestione del patrimonio comunale, con locali occupati senza titolo, morosità, eccetera. Ovvero per il fatto che Bruzziches aveva deciso di informarsi in merito alle ragioni delle clamorose dimissioni di Letizia Chiatti dalla carica di presidente del consiglio. Ragioni che Bruzziches ha chiesto prima alla sindaca e successivamente direttamente a Chiatti, fra l’altro compagna di lista dello stesso Bruzziches. La cena del 26 settembre è arrivata dopo tutti questi avvenimenti. Ed è lì che Cavini avrebbe pronunciato quelle frasi che tutti conosciamo. Non solo, ma dopo la cena con Cavini e Frontini, Bruzziches, anche per il fatto che quelle frasi sarebbero state pronunciate davanti alla moglie, non ha più quella libertà d’animo che aveva prima nello svolgimento delle sue funzioni”.

Vi aspettate un rinvio a giudizio della sindaca e di Cavini?
“È una decisione che sta nelle mani della procura e non mi piace fare previsioni, ma di primo acchito direi di sì. Anche per una questione di chiarezza. Vista la natura dell’accusa e i personaggi coinvolti”. 

Nel comunicato fatto a suo tempo da Bruzziches, dove vengono riportate le frasi attribuite dallo stesso a Cavini, a parte un passaggio che riguarderebbe Frontini, in quell’occasione la sindaca sembrerebbe non aver detto altro. È così?
“Posso dirle che dal contesto della registrazione depositata in procura sembrerebbe, anche se non avrebbe pronunciato frasi simili a quelle che avrebbe detto il marito, la sindaca avrebbe mostrato una sostanziale adesione a queste iniziative”.


Marco Bruzziches

Viterbo – Il consigliere comunale Marco Bruzziches


Quali saranno i passaggi successivi da questo momento in poi?
“La procura ha ancora del tempo per ultimare le indagini. Di solito, l’ascolto dell’indagato è l’ultimo atto prima della decisione finale. A questo punto, penso che i pm abbiano tutte le carte per poter tirare le fila del discorso e decidere un’archiviazione o proseguire verso una fase dibattimentale del processo”. 

In caso di rinvio, è possibile un giudizio immediato?
“È una possibilità ed è una scelta che fa il pubblico ministero, laddove dovesse ritenere che ci siano elementi sufficienti per andare a dibattimento senza il filtro dell’udienza preliminare”.

Si potrebbe dire, in generale, che il giudizio immediato c’è laddove le prove dovessero essere ritenute evidenti?
“Sostanzialmente sì”.

Che ne pensa del lavoro che sta facendo la procura?
“Mi sembra un lavoro fatto con estremo scrupolo ed estrema serietà, vista la delicatezza dell’argomento. Ovviamente un giudizio sull’indagine si potrà dare quando, con la discovery, si scoprirà in che cosa si sono risolte le indagini”.

Che cos’è la discovery?
“È un termine inglese che indica il fatto che dal segreto istruttorio che copre gli argomenti in questione durante le indagini preliminari, il pubblico ministero scopre le carte e rende noto all’indagato, alle parti offese e al pubblico quali sono gli esiti della sua indagine”.

Qualora si dovesse arrivare a un processo, Bruzziches si costituirà parte civile?
“Assolutamente sì. Non solo, ma l’eventuale risarcimento verrebbe devoluto in beneficenza”.

Daniele Camilli


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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