Viterbo – Chiara Frontini-Fabio Cavini, le indagini sono concluse. Imminente la decisione dei pm che potrebbero richiedere l’archiviazione, il rinvio a giudizio o il giudizio immediato.
La sindaca Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini sono stati indagati per minaccia a corpo politico, questa l’ipotesi di reato, dopo la denuncia presentata dal consigliere comunale Marco Bruzziches a seguito di una cena svoltasi a casa sua. Di quell’incontro esiste anche una registrazione di 3 ore che Bruzziches ha consegnato alla procura di Viterbo. Ad occuparsi del caso i pm Massimiliano Siddi e Chiara Capezzuto.
La cena in questione risale al 26 settembre dell’anno scorso. In quel momento Bruzziches è consigliere comunale di maggioranza e delegato al patrimonio e sta lavorando, come lo stesso ha più volte dichiarato, per rimettere in sesto le proprietà di palazzo dei Priori.
Viterbo – Il matrimonio di Chiara Frontini e Fabio Cavini
La sera del 26 settembre a tavola ci sono Bruzziches, la moglie Annamaria Formini, la sindaca Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini. E uno degli argomenti in discussione sarebbe stato proprio il patrimonio comunale. A un certo punto dell’incontro Cavini avrebbe detto: “Se io voglio fare male, capisco chi del tuo stato di famiglia è più debole e poi vado a colpire quella persona”. E poi: “Purtroppo io sono la sua anima nera ed è per questo che sono molto odiato, perché a volte devo fare delle cose anche molto brutte”. Frasi rese note da Bruzziches il 12 marzo con un comunicato stampa.
Fabio Cavini ha svolto un ruolo importante, come riconosciuto da più parti, nel corso della campagna elettorale del 2022 che ha portato Frontini ai vertici di palazzo dei Priori. Secondo Bruzziches, successivamente alla vittoria elettorale, Cavini si sarebbe poi ritagliato “il ruolo di consulente politico della maggioranza” durante il primo ritiro dei consiglieri comunali di Viterbo 2020. “A proporlo – ha detto Bruzziches – fu la sindaca Chiara Frontini e tutti dissero di sì. Tutti si interfacciavano con Cavini, era la prassi, perché era visto come il risolutore”.
A dicembre del 2023 il consigliere Bruzziches va in procura e presenta denuncia contro ignoti ed esce dalla maggioranza in consiglio comunale, lasciando la delega al patrimonio. Giustificando il tutto, nel bel mezzo di un consiglio comunale, per “fatti gravi” che sarebbero accaduti a lui e alla sua famiglia.
Dopo la denuncia, la procura apre un fascicolo d’inchiesta contro ignoti e sente diverse persone informate dei fatti. Tra queste l’ex presidente del consiglio comunale Letizia Chiatti, anch’essa consigliera di maggioranza. Anch’essa passata poi all’opposizione.
A marzo il fascicolo d’indagine della procura passa da ignoti a persone note, vale a dire Chiara Frontini e Fabio Cavini. L’ipotesi di reato è minaccia, articolo 612 del codice penale che prevede una multa fino a 1032 euro e nei casi più gravi la reclusione fino a un anno. Successivamente, però, probabilmente dopo aver ascoltato le persone informate dei fatti e le registrazioni presentate da Bruzziches, l’ipotesi della procura diventa minaccia a corpo politico, articolo 338 del codice penale. Pena prevista in caso di colpevolezza, da uno a sette anni.
Per l’avvocato di Cavini, Giovanni Labate, si tratta di un’ipotesi di reato che “non sussiste”. Per l’avvocato di Frontini, Roberto Massatani, “la sindaca si è dichiarata completamente innocente e del tutto estranea ai capi d’imputazione”. Entrambi, Frontini e Cavini, sono stati ascoltati dalla procura. Entrambi hanno presentato delle memorie. A confermarlo è stata Frontini stessa nella seduta del consiglio comunale del 4 aprile.
Viterbo – Palazzo di giustizia
Cosa accade una volta concluse le indagini? Le prospettive sono diverse. La prima, la richiesta di rinvio a giudizio o di archiviazione davanti al gup. La seconda, la richiesta di giudizio immediato.
Laddove dovesse esserci la richiesta di rinvio a giudizio o di archiviazione si andrebbe davanti al giudice dell’udienza preliminare (gup). Prima verrebbe comunicato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, poi, una volta decorsi i termini che gli indagati hanno per le loro difese, verrebbe fatta la richiesta di rinvio a giudizio, dopodiché ci sarebbe l’udienza preliminare. In alternativa c’è la possibilità di archiviazione con la chiusura del caso.
Se i pm dovessero chiedere il giudizio immediato, qualora il giudice la dovesse accogliere emetterebbe un provvedimento che verrebbe notificato agli imputati che da quel momento in poi avrebbero un termine per decidere se chiedere riti alternativi, come ad esempio il rito abbreviato o il patteggiamento, oppure se fare direttamente il dibattimento.
La richiesta di giudizio immediato è quindi un esercizio dell’azione penale che, se accolta dal giudice, fa saltare la fase dell’udienza preliminare, mentre con la richiesta di rinvio a giudizio si fa l’udienza preliminare davanti al giudice per le udienze preliminari (gup).
Il giudizio immediato può essere azionato sia dal pubblico ministero che dall’imputato stesso. Il pubblico ministero avrebbe l’obbligo di chiedere al giudice l’emissione del decreto con cui viene disposto il giudizio immediato nel caso in cui, dalla brevità delle indagini, dovessero essere emerse prove di evidente reità. Sarebbe però necessario non soltanto che la prova appaia evidente, sussistendo così elementi idonei a sostenere l’accusa in giudizio, ma anche sia stato fatto l’interrogatorio delle persone nei cui confronti si siano svolte le indagini o che quanto meno siano state invitate a renderlo, così come che non siano decorsi più di 90 giorni dall’iscrizione della notizia di reato nel registro di cui all’art. 335 del codice di procedura penale.
Daniele Camilli
Articoli: Ma non sarà il caso che la sindaca Chiara Frontini si dimetta? di Carlo Galeotti – Marco Bruzziches: “Fabio Cavini era il consulente politico della maggioranza e tutti i consiglieri lo vedevano come il “risolutore”” – L’avvocato Stefano Falcioni: “Se l’ipotesi di reato nei confronti di Frontini e Cavini verrà accertata, emergerebbe un lato oscuro nella gestione della maggioranza” – L’avvocato Giovanni Labate: “Vicenda Bruzziches, l’accusa per Frontini e Cavini è minaccia a un corpo politico…” – L’avvocato di Chiara Frontini: “La sindaca si è dichiarata completamente innocente e del tutto estranea ai capi d’imputazione” – Chiara Frontini: “Poco fa mi sono recata in procura in relazione alla denuncia del consigliere Bruzziches”
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

