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Ma non sarà il caso che la sindaca Chiara Frontini si dimetta?

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Viterbo – La democratura a sfondo religioso/messianico mostra il suo vero volto. E la sindaca Chiara Frontini continua a tentare di fare propaganda sulle poche cose fatte e fatte pure male.

Due questioni politiche e di deterioramento della vita politica cittadina non possono a questo punto non essere poste. La prima si basa sulla vicenda giudiziaria che vede indagata la sindaca Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini per minaccia a corpo politico. La seconda riguarda una devianza politico amministrativa di non poco conto che esplicitiamo con una domanda: quale è stato e qual è il ruolo di Fabio Cavini, marito della sindaca, nella vita politica interna a palazzo dei Priori? In base all’intervista di ieri al consigliere Marco Bruzziches, Cavini era “il consulente politico della maggioranza e tutti i consiglieri lo vedevano come il “risolutore””. Manco fosse il signor Wolf di Pulp Fiction di Quentin Tarantino. Ricordate? Si presentava così: “Sono Wolf, risolvo problemi…”.

Incredibile, un signore non votato da nessuno, non passato da nessun vaglio democratico, che, da quello che dichiara il consigliere, incideva pesantemente sull’amministrazione comunale. Andava persino a fare dei sopralluoghi. Ma a che titolo? 

Chiara Frontini festeggia la vittoria con Vittorio Sgarbi e Fabio Cavini

Chiara Frontini festeggia la vittoria con Vittorio Sgarbi e Fabio Cavini


Prima questione.

Si è passati dall’articolo del codice penale 612 al 338. Sembra un nonnulla, ma si è passati da un reato a querela di parte e punibile con un’ammenda, e solo se la minaccia è grave con la reclusione fino ad un anno, a un reato che prevede una pena massima di 7 anni. Come dire, un reato grave: violenza o minaccia ad un corpo politico, amministrativo o giudiziario, ai singoli componenti o ad una rappresentanza di esso. 

Dalla pena si percepisce la gravità del reato: 7 anni di carcere la pena massima. 7 anni sono molti. E il legislatore deve esserci andato così pesante proprio perché in gioco ci sono i meccanismi fondamentali delle istituzioni che rendono reale lo stato di diritto. La democrazia. E allora la democrazia si difende. Senza se e senza ma. 

Visto il cambiamento di reato su cui la procura sta lavorando e reso noto dagli stessi avvocati difensori dei due indagati. E visto che gli indagati per il reato, gravissimo, minaccia ad un corpo politico, sono la sindaca Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini, ci si sarebbe aspettati un minimo di riflessione politica. Per molto meno e senza alcun rinvio a giudizio e condanna si sono dimessi dei ministri. Non si può non ricordare la campionessa Josefa Idem, ministra per le Pari opportunità, lo Sport e le Politiche giovanili che, per una semplice irregolarità nel pagamento delle tasse per una palestra, si dimise. Questione chiusa poi con il pagamento di qualche migliaio di euro.

Il reato per il quale sono indagati la sindaca Chiara Frontini e il marito, da un lato è dal legislatore considerato molto grave, dall’altro risulta per la sua stessa natura pericoloso per la stessa vita democratica e istituzionale di una comunità. E allora ci appare incredibile che nessuno ponga la questione della compatibilità e opportunità. Diciamola chiara: è opportuno che la sindaca Chiara Frontini, indagata di un reato grave, come minaccia ad un corpo politico, continui a guidare l’amministrazione comunale? È politicamente compatibile il ruolo di sindaca e quello di indagata per un reato così grave? 

Ovviamente ognuno avrà la sua opinione. Ma in qualsiasi comunità più o meno democratica, la questione sarebbe stata posta. A Viterbo tutto fila liscio. Come nulla fosse accaduto. Silenzio quasi totale.

Si badi bene: la giustizia farà il suo corso e non entriamo nella questione giuridica e penale. La questione che poniamo è tutta squisitamente politica: è normale che chi è indagato di minaccia ad un corpo politico sia alla guida delle stesse istituzioni che sono messe in pericolo, secondo l’ipotesi di reato formulato dalla procura, dal suo agire?

Sgarbi, per fare un altro esempio, indagato per reati, se si vuole molto meno significativi sul piano politico, si è dimesso da sottosegretario. E parliamo di Sgarbi.

Possibile che per Chiara Frontini, indagata per un reato che lede la vita democratica dello stesso ente che lei stessa guida, nessuno si ponga la questione? 

Non sarà il caso che qualcuno ponga la questione delle dimissioni della sindaca? Non sarà il caso che la sindaca si dimetta, anche per affrontare con più serenità la questione legale che appare di giorno in giorno più grave? 

Ma al di là di tutto: la vicenda giudiziaria, per un reato molto grave, insieme a quasi due anni di amministrazione fallimentare della città, pongono un chiaro problema politico. Problema che in questi termini non sembra che nessuno voglia porre. Come mandare a casa una giunta e una maggioranza che ha fatto solo danni alla città, non riesce neppure a mandare avanti l’ordinaria amministrazione, e ha leso l’immagine della città, da ultimo con la vicenda dell’inchiesta della procura? Ma è solo l’ultimo caso.

La sindaca Frontini non fa che svicolare per evitare il problema politico, che solo un cieco potrebbe non vedere. Tanto che continua a pubblicizzare la normale manutenzione e asfaltatura di qualche strada, l’ordinaria amministrazione, come fatti politici importantissimi. Tanto importanti da meritare dei video/spot sui social. Tutto incredibile e paradossale. La città è a pezzi e per ogni metro di asfaltatura non manca l’autocelebrazione. Manco fosse un atto politico/amministrativo significativo.

La sindaca si guarda bene dal rispondere a questioni politiche che riguardano la sua maggioranza, sempre più risicata. Tanto nelle democrature religiose/messianiche si procede non per ragionamento politico ma per fede. Amen.

Seconda questione.

Chi è Fabio Cavini? A che titolo un signore non votato da nessuno, si relaziona con i consiglieri di maggioranza che sostengono Chiara Frontini? 

Fabio Cavini e abbraccia Chiara Frontini

Fabio Cavini e abbraccia Chiara Frontini


“Fabio Cavini si ritagliò il ruolo di consulente politico della maggioranza durante il primo ritiro che facemmo. A proporlo fu la sindaca Chiara Frontini e tutti i consiglieri di maggioranza dissero di sì. Soltanto Alfonso Antoniozzi pose un interrogativo”. Racconta il consigliere Marco Bruzziches

Una vicenda che pone molto chiaramente la questione dei meccanismi “democratici” che guidano il movimento politico Viterbo2020, ma pure una questione tecnico amministrativa: perché una maggioranza regolarmente eletta si deve rapportare a una persona senza nessun ruolo istituzionale e non si sa bene quale ruolo strettamente politico?
Pura fantascienza politica, con tanto di deterioramento del ruolo degli elettori che hanno votato i consiglieri e non il signor Fabio Cavini. Che va ricordato alla famigerata cena in casa Bruzziches disse, nessuno lo ha smentito tanto meno la sindaca: “Se io voglio fare male, capisco chi del tuo stato di famiglia è più debole e poi vado a colpire quella persona”. E poi: “Purtroppo io sono la sua anima nera ed è per questo che sono molto odiato, perché a volte devo fare delle cose anche molto brutte”.  

Insomma, un signore che si definisce “anima nera” e vuole far male colpendo il più debole di una famiglia, ora si scopre che era il “consulente politico della maggioranza”, “il risolutore”. La domanda che sorge spontanea non può non essere: in questi quasi due anni da chi siamo stati amministrati e con quali prassi politiche? Visto che il “consulente politico” si dice oltretutto dedito a fare “cose anche molto brutte”.

Anche per questo la sindaca, i suoi assessori, i consiglieri di maggioranza e di minoranza dovrebbero porsi qualche questione politica.

Per quanto riguarda la sindaca Chiara Frontini che non ha né negato quanto detto alla famosa cena dal marito, né stigmatizzato negativamente le frasi, né preso le adeguate distanze da quelle gravissime e politicamente orripilanti affermazioni, non possiamo riproporre alcune domande: 

1 Non crede che sia tempo di spiegare perché due suoi sostenitori di primo livello, come Letizia Chiatti e Marco Bruzziches, hanno deciso di lasciare la maggioranza che permette di vivere alla sua giunta? 

2  Ad oggi, sindaca, ha chiesto scusa a Bruzziches per le frasi di suo marito dette alla cena in casa del consigliere? Frasi da lei non smentite. E che anzi vengono avvalorate da un suo intervento difensivo, mistificante e minimizzante. Dopo l’uscita di Bruzziches tutti si aspettavano una smentita…

3 Perché non ha preso le distanze quella sera dalle affermazioni, politicamente e moralmente gravissime, di suo marito Fabio Cavini?  

4 Perché non ha preso le distanze, ma anzi ha minimizzato e tentato di giustificare quelle frasi terribili? Frasi che non ha smentito, come ci si sarebbe aspettati.

5 Perché non ne prende le distanze neppure ora, dicendo con chiarezza che quelle frasi sono una mostruosità politica, nel migliore dei casi?

6 Lei sa che in ogni famiglia, in ogni persona ci sono fragilità, non le sembra orrendo dire di voler colpire i punti deboli delle persone e delle famiglie? Lei che è al vertice del potere cittadino come può tollerare una cosa del genere?

7 Nella sua giunta in questo momento ci sono due indagati per reati non amministrativi. Uno degli indagati, Sgarbi, è anche un pregiudicato. Le sembra normale? Non era mai accaduto a memoria d’uomo. Perché non ritira le deleghe a Sgarbi, tenendo conto che non fa più parte neppure del governo? È questo il nuovo?

8 Lei parla sempre di chi vuole abbattere la sua amministrazione, ma si rende conto che è proprio lei, che, con le sue affermazioni a dir poco imbarazzanti, sta minando la sua amministrazione? Ma nessuno dei suoi glielo dice? Non si accorge che il dissenso più forte arriva proprio da chi l’ha sostenuta? Dentro e fuori da palazzo dei Priori. Bruzziches e Chiatti sono solo la punta dell’iceberg.

9 Non le pare normale che in democrazia, in una democrazia occidentale, ci sia la possibilità di mettere in discussione e criticare chi è andato al potere legittimamente col voto? Non le sembra venuto il tempo di dimettersi per il bene della città?

10 Che ruolo ha avuto e ha il signor Fabio Cavini, il risolutore, nell’amministrazione e nell’azione politica di palazzo dei Priori? Chi governa la città?

Due domande vanno fatte anche ai consiglieri di maggioranza e agli assessori: con tutto quello che sta accadendo ed emergendo, come potete continuare a contribuire a questa disastrosa azione politica, magari tacendo? Quali sono i vostri standard politico/morali, non vi viene qualche dubbio sull’operato della giunta Frontini?

Tutto questo se non si vuole che questa democratura a sfondo religioso/messianico non continui a imperversare e danneggiare la vita cittadina e la vita politica.

Carlo Galeotti


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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