Viterbo -“Poco fa mi sono recata presso gli uffici della procura della repubblica, in relazione alla denuncia del consigliere Bruzziches nei miei confronti e alla e successiva indagine tuttora in corso”. Vicenda registrazioni in una cena a casa dell’ex consigliere di maggioranza, oggi in apertura di consiglio comunale la sindaca Chiara Frontini ha fatto sapere d’essersi recata negli uffici della procura: “Su richiesta della procura”, ha specificato Frontini rispondendo al consigliere Andrea Micci (Lega).
Chiara Frontini
“In quella sede – continua la sindaca – ho depositato una memoria con i miei avvocati, nel convincimento fermo e solido di non avere commesso i fatti contestati, quindi di non avere mai minacciato e intimidito nessuno.
Questa memoria confuta in diritto e in fatto le contestazioni che mi sono state mosse e per le quali i pubblici ministeri stanno facendo i dovuti approfondimenti.
Ribadisco, che quello emerso dalla stampa non è un frasario che mi appartiene e non ho minacciato né detto alcunché”. La sindaca Frontini e il marito Fabio Cavini sono indagati per minacce dalla procura di Viterbo.
Molto di più Frontini non dice: “Non essendo le indagini ancora concluse, nel pieno rispetto dei magistrati, insieme ai miei legali abbiamo ritenuto opportuno non divulgare il contenuto”.
Un aspetto lo sottolinea: “È opportuno che il consiglio sappia, ho ribadito la mia innocenza rispetto alle contestazioni mosse, confermando la massima collaborazione e la totale disponibilità a rispondere a tutte le domande, quando avrò facoltà di accedere a tutti gli atti, quando avrò preso contezza di tutto quanto mi viene contestato, cosa che a oggi non posso fare. La possibilità di difesa, non conoscendo gli atti, è limitata.
Ci tenevo a informare il consiglio in tutta trasparenza. Dall’inizio di questa vicenda non ho mai nascosto niente e ritengo d’avere la coscienza pulita come ho sottolineato dal principio”.
Sempre rispondendo a Micci, la sindaca ha sottolineato: “È noto che c’è un’indagine nei miei confronti. Non c’è tuttavia ancora, non c’è un avviso di garanzia, ma ho ritenuto opportuno presentare le mie controdeduzioni. Ora aspettiamo fiduciosi l’esito delle indagini”.
Giuseppe Ferlicca
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
