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Promette di fidanzarsi e gli fa fuori 25mila euro, a giudizio per circonvenzione di incapace

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Civita Castellana – Bionda, vistosa, con le labbra rosse e priva di scrupoli. Avrebbe circuito un cinquantenne di Civita Castellana. riuscendo a fargli fuori in tre mesi oltre 25mila euro provento dell’eredità del nonno, promettendogli che si sarebbero fidanzati per Natale e poi sarebbero andati a vivere insieme. Rinviata a giudizio per circonvenzione di incapace, sarà processata davanti al giudice Ilaria Inghilleri.


Guardia di finanza

Guardia di finanza


La vittima, un invalido civile convinto della sincerità della donna – una 38enne della zona, nullafacente secondo la guardia di finanza all’epoca dei fatti, tra giugno e settembre 2018 – le avrebbe comprato una Mini cabriolet, due cellulari, gioielli quindi le avrebbe dato i soldi per comprare mobili, lampadari, elettrodomestici nonché ristrutturarle la casa che, in prospettiva, sarebbe dovuta diventare il loro nido d’amore. 

Dopo avergli prosciugato il conto, la bella bionda lo avrebbe infine convinto a chiedere un prestito di 5mila euro alle poste, somma girata immediatamente e interamente a lei in contanti, per accontentare le sue sempre più pressanti richieste, arrivando anche a minacciarlo, avendo saputo che lui aveva confidato di avere dilapidato un piccolo patrimonio a suo favore, motivo per cui è già sotto processo davanti al giudice di pace del tribunale di Viterbo. “I cazzi mia a quello non glieli devi dì”, si legge in uno dei messaggi Whatsapp agli atti. Quindi minacce del tipo “ti ammazzo” e “levamelo di torno sennò lo ammazzo”, una volta saputo che la vittima aveva sporto querela, quando il datore di lavoro ha scoperto che non aveva più un centesimo. 

Giovedì scorso, su richiesta della pm Eliana Dolce, la 38enne è stata rinviata a giudizio dal gup Giacomo Autizi per circonvenzione di incapace, con la parte offesa che si è costituita parte civile con l’avvocato Andrea Racioppa. Grazie alla lm Paola Conti, nel frattempo, gli è stato nominato un amministratore di sostegno, per scongiurare che possa accadere di nuovo. Lui, che ci aveva creduto sul serio, conserva ancora nel telefonino le foto dell’imputata. 

Il reato ipotizzato dalla procura della repubblica, in seguito alle indagini condotte dalla guardia di finanza, è quello di circonvenzione di incapace. “In quanto l’imputata ha approfittato della fragilità e suggestionabilità del mio assistito – spiega l’avvocato di parte civile Andrea Racioppa – invalido civile ma persona di una bontà assoluta, conosciuto e benvoluto da tutti, chiamato affettuosamente col soprannome di “bello di zio”, cui nel giro di pochi mesi ha sottratto con l’inganno e la manipolazione tutti i suoi averi senza farsi alcuno scrupolo delle sue condizioni di fragilità e minorata difesa”.

Silvana Cortignani


L'avvocato Andrea Racioppa

L’avvocato di parte civile Andrea Racioppa


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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