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Civita Castellana – (sil.co.) – Residente in Italia da soli quattro anni e non da almeno dieci, un uomo di nazionalità romena residente a Civita Castellana nel febbraio del 2021 ha chiesto e ottenuto indebitamente il sussidio del reddito di cittadinanza. Per questo è finito a processo per truffa aggravata allo stato italiano.
Secondo quanto emerso al processo, si tratterebbe soltanto di uno dei tantissimi stranieri che sono finiti nei guai dopo essere stati sorpresi senza il requisito principale per accedere al beneficio, ovvero la residenza nel nostro paese da almeno dieci anni.
A spiegarlo in aula, durante l’udienza di mercoledì del procedimento in cui il romeno è imputato per l’appunto di truffa aggravata allo stato davanti al giudice Jacopo Rocchi, è stato uno dei militari che hanno svolto a suo tempo indagini a tappeto per scovare i “furbetti” del reddito di cittadinanza tra i percettori stranieri dell’erogazione pubblica.
“Tramite il comune di Civita Castellana abbiamo scoperto che l’imputato si era stabilito in Italia soltanto quattro anni prima, nel 2017, e che Civita Castellana era il primo e unico luogo di residenza nel nostro paese”, ha confermato il testimone.
“Monitoravamo con particolare attenzione i percettori di reddito di cittadinanza stranieri – ha proseguito – perché ci siamo resi conto che spessissimo avevano ottenuto il sussidio nonostante non spettasse loro per la mancanza del requisito dei dieci anni in Italia”.
“Scovarli era facile, mentre era più difficile risalire ai Caf conniventi”, ha proseguito il testimone dell’accusa. “Nel caso specifico, come nella maggior parte degli altri, non abbiamo trovato riscontri”, ha quindi concluso. Il processo riprenderà a giugno per sentire la versione dell’imputato.
Lo scorso 25 gennaio, nel frattempo, per l’imputato si è aperto uno spiraglio, in seguito alla pubblicazione delle conclusioni dell’avvocato generale della corte di giustizia dell’Ue relative al rinvio pregiudiziale disposto nel maggio 2022 dal tribunale di Napoli, sezione penale, in cui il giudice italiano chiedeva alla Cgue se il requisito di residenza di 10 anni previsto per fruire del reddito di cittadinanza fosse compatibile con il diritto europeo. Secondo l’avvocato generale, la corte dovrebbe ritenere il requisito in contrasto con la normativa Ue.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
