Viterbo – Pasticciato, confuso, impresentabile: amministrazione Frontini bocciata sul regolamento scuolabus. Deve tornare a scuola e ripresentarlo.
Viterbo – Comune – Prima e quarta commissione
Le intenzioni erano buone, apportare modifiche per rendere la fruizione del servizio migliore alle famiglie viterbesi che ne usufruiscono. Bene la partenza, malissimo la conclusione. Proposta deragliata e ritirata in prima e quarta commissione riunione insieme.
La nuova versione del regolamento è caduta sotto i colpi inferti dall’opposizione, con Alessandra Troncarelli (Pd) che ha iniziato fatto notare incongruenze, errori. Poi si sono aggiunti i colleghi di minoranza.
La maggioranza non ha potuto che prenderne atto e alla fine la doppia commissione è stata sospesa dal presidente Gioiosi.
“Il vecchio regolamento – ha spiegato l’assessora Katia Scardozzi – è datato e diversi utenti sono rimasti fuori, noi abbiamo inserito priorità per l’accesso, non limitandoci solo al reddito Isee”. Quindi un punteggio più alto per bambini con disabilità e seguiti dai servizi sociali, nuclei abitativi con disabilità, nuclei familiari monoparentali o genitori lavoratori. Criteri su cui magari discutere, ma che possono avere un senso. Peccato come siano stati scritti. Da correzioni con penna rossa.
Alessandra Troncarelli
“Com’è stato predisposto è sbagliato – tuona Alessandra Troncarelli (Pd) – nell’articolo 1 si parla degli utenti di primaria e secondaria di primo grado, ma s’includono pure alunni della scuola dell’infanzia con disabilità”. Bene. Anzi, male. Malissimo. “Nell’articolo 3 del regolamento – continua Troncarelli – dove si parla dei destinatari del servizio, il riferimento alla scuola dell’infanzia è sparito. Non c’è più”. Bambini disabili scomparsi.
“Per nostra fortuna – prova a parare il colpo Scardozzi – non sono così tanti”. Quindi un regolamento che si basa sulla fortuna. “Ma che dice – replica Troncarelli – io mi auguro che siano zero gli alunni con disabilità, ma il regolamento deve disciplinare i casi, perché ogni anno non sappiamo, quando si iscrivono, quanti saranno. C’è un errore”.
Non è il solo. “Manca il riferimento all’infanzia, i punteggi sono sbagliati, i criteri discutibili e poi torno sull’infanzia, ai bambini disabili il servizio è garantito o no?”. Un mezzo pasticcio.
Modificarlo in commissione doppia è complicato, allora che fare? Emendare? Mi sa che non si può. Bisognerebbe ritirarlo e ripresentarlo. Dall’opposizione lo ribadiscono a più riprese.
Votarlo così è impensabile, Andrea Micci (Lega) lo fa notare: “È sbagliato, ripresentatelo con le modifiche”.
L’intoppo è generale: “Per com’è stata presentata la delibera – sostiene Letizia Chiatti (Gruppo misto) – se fosse stata predisposta come avrebbe dovuto, sarebbe stato possibile proporre un singolo emendamento a ogni articolo”.
Una sospensione non serve a chiarire le idee. Ma si è capito che ormai la mattinata è buttata: “Utilizziamo questo tempo – è la proposta di Umberto di Fusco (Viterbo 2020) – per verificare il resto degli articoli, un lavoro che non ha un senso tecnico, ma pratico di comprensione del documento”.
Seppure sempre molto attento e disposto al dialogo, Di Fusco non convince. “Ci sono superficialità enormi – ribatte Alvaro Ricci (Pd) – errori e incongruenze. Continuare a presentarlo così diventa una perdita di tempo, il regolamento è sbagliato e da rivedere”.
O in altri termini: “Non maturo – afferma Laura Allegrini (FdI) – per essere portato in commissione. Inutile leggerlo, va riscritto”.
Non manca un battibecco fra l’opposizione e Simone Onofri. Gli scappa una frase di troppo. Intanto il presidente Gioiosi ha deciso: “Sospendo e do i termini per presentare gli emendamenti”.
Ma si possono fare emendamenti a emendamenti, visto che si tratta di modifiche al vecchio regolamento e non è un nuovo regolamento? E gli emendamenti si devono fare la vecchio testo o al nuovo? Capolinea. Gioiosi fa scendere tutti: “Sospendo la commissione” e la maggioranza batte in ritirata.
Giuseppe Ferlicca

