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Segreti a luci rosse nel telefonino di Manuali, spuntano altre vittime e un altro procedimento a Roma

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Ubaldo Manuali

Ubaldo Manuali


Viterbo – Ci sarebbero altre vittime e un altro procedimento penale a suo carico a Roma. È emerso durante l’udienza di ieri del processo al presunto stupratore seriale Ubaldo Manuali, il netturbino 59enne di Riano agli arresti domiciliari da settembre con l’accusa di avere narcotizzato, violentato e filmato tre donne adescate sui social, condividendo poi i video di due delle vittime con gli amici. 

Dei segreti a luci rosse custoditi nello smartphone di Manuali ha parlato davanti al collegio il professor Cristian Franciosi, il superconsulente informatico dell’Aquila che ha passato al setaccio i dispositivi dell’imputato, anche ieri presente in aula. E per l’appunto, a quanto è dato sapere, indagato nell’ambito di un altro filone della stessa inchiesta a Roma. 

Al processo in corso a Viterbo si sono costituite tre parti civili. Sono la romana che lo ha denunciato a gennaio 2023 nonché le donne di Capranica e Alatri, “narcotizzate” da Manuali a settembre 2022 e dicembre 2022, che hanno saputo dell’accaduto quando sono state convovate dalla polizia.

Della donna romana, in particolare, nel telefonino di Manuali sono state rinvenute cinque immagini ma come è noto nessun filmato. Delle altre due parti offese, invece. esistono due video, uno di un minuto e 16 secondi e l’altro di quattro minuti e cinque secondi, in cui appaiono sul letto seminude e semincoscienti. Una mentre fa sesso con l’imputato. Entrambi i filmati, così come diverse foto, sono stati condivisi con due amici dell’imputato, identificati e interrogati a suo tempo dagli investigatori.

Proprio nel corso della deposizione del professor Franciosi, il pubblico ministero Michele Adragna ha sottolineato, e il consulente ha confermato, come ci siano altre donne nello smartphone di Manuali preso in esame: “Altre persone e un altro procedimento pendente a Roma”. L’imputato è difeso dagli avvocati Tiziana Ronchetti e Fabio De Luca. 

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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