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Viterbo – (sil.co.) – Si scaglia contro agente della penitenziaria e lo colpisce, detenuto condannato. Protagonista un pregiudicato per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti e rapina aggravata, che l’anno scorso ha aggredito un agente della polizia penitenziaria del carcere di Mammagialla.
Per questo è finito a processo con l’accusa di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale un detenuto 51enne originario della provincia di Frosinone, comparso ieri davanti al giudice Giovanna Camillo in collegamento video dalla casa circondariale di Salerno dove è stato nel frattempo trasferito.
La procura ha chiesto una condanna a un anno e quattro mesi per resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale. Il giudice, sentita la difesa, lo ha condannato a cinque mesi con la continuazione e lo sconto di un terzo della pena del rito abbreviato.
L’agente, in seguito all’aggressione, è stato costretto a ricorrere alle cure dei sanitari del pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle.
L’imputato, difeso dall’avvocato Giancarlo Di Giulio del foro di Roma, secondo l’accusa si sarebbe scagliato contro il penitenziario, minacciandolo e aggredendolo perché non avrebbe voluto che gli facesse rapporto per un episodio risalente al giorno precedente. L’agente sarebbe stato sorpreso dal 51enne mentre stava accompagnando un detenuto in un’altra zona del carcere “Nicandro Izzo”.
Tra il detenuto e il penitenziario c’è stato un “contatto” fisico, ammesso dallo stesso 51enne il quale però, come sottolineato durante la discussione dalla difesa, avrebbe fornito una ricostruzione opposta rispetto a quella della parte offesa, sostenendo che a colpire era stato il penitenziario tanto da avere riportato una ferita a una mano.
“Alla direttissima il mio assistito aveva una mano fasciata e ha anche detto di non essere stato prontamente curato e assistito”, ha detto il legale. “È da anni in carcere, ha sempre seguito un percorso corretto, lavora, è ben inserito”, ha proseguito.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
