|
|
Viterbo – (sil.co.) – Al volante ubriaco va fuori strada e dà la colpa ai caprioli, condannato a 6 mesi di arresto, 1667 euro di ammenda e due anni e mezzo di sospensione della patente.
È costato caro a un automobilista l’incidente fatto “tutto da solo” nel quale è rimasto coinvolto sulla Castrense il 7 marzo 2021 mentre viaggiava da Montalto di Castro in direzione di Canino. Ha anche rischiato la revoca della patente, mentre l’auto non è stata confiscata solo perché intestata a un’altra persona.
Protagonista un 39enne, finito fuori strada all’uscita da una curva senza il coinvolgimento di altre vetture. A dare l’allarme fu il conducente di un mezzo di passaggio, segnalando che vista la dinamica e l’auto riversa nella cunetta potevano esserci a bordo dei feriti.
Sul posto si precipitarono il 118 e i carabinieri che, sospettando che il ferito fosse ubriaco, lo sottoposero ad alcoltest, con esito positivo, facendo scattare la denuncia per guida in stato di ebbrezza, aggravata dall’avere prvocato un sinistro con feriti, ovvero se stesso.
Il processo si è concluso mercoledì davanti al giudice Jacopo Rocchi, cui l’imputato ha rilasciato spontanee dichiarazioni, per ribadire la versione dei “caprioli” fornita poco prima dall’unico testimone ella difesa, un giovane anche lui della zona, il cui veicolo sarbbe stato immediatamente dietro quello dell’imputato.
“All’uscita della curva, mi sono trovato davanti due caprioli che stavano attraversando la strada. Per non prenderli, ho sterzato e sono finito dentro la cunetta”, ha detto.
L’accusa, mettendo in dubbio la storia dell’attraversamento di animali selvatici e sottolineando che il reato contestato era la guida in stato di ebbrezza aggravata, ha chiesto una condanna a 4 mesi di arresto e mille euro di ammenda.
Più severo il giudice che, dopo avere sentito la difesa negare che il giovane fosse rimasto ferito nonostante sia stato medicato sul posto dai sanitari del pronto intervento alla presenza dei carabinieri, ha inflitto al 39enne in primo grado una condanna a 6 mesi di arresto e 1667 euro di ammenda con sospensione della pena e non menzione.
Ma soprattutto ha disposto a carico dell’imputato la sospensione della patente per due anni e mezzo. Che sembrano tanti, ma sono niente in confronto al rischio che la patente gli venisse revocata, in base all’inasprimento delle pene previste dal codice della strada per la guida in stato di ebbrezza aggravata.
Non gli è stato infine confiscato il mezzo, in quanto intestato a una terza persona.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
