I pazienti di Villa Rosa nel centro di accoglienza di Villanova
Viterbo – “Abbiamo evacuato Villa Rosa in un’ora”. Nevio Boscariol è il direttore della storica casa di cura che si affaccia sulla Teverina. A due passi dalla stazione di porta Fiorentina e da piazzale Gramsci. Viterbo. In piena zona rossa, il 7 maggio, durante le operazioni di bonifica dell’ordigno della seconda guerra mondiale ritrovato in via De Gasperi il 20 marzo.
“Abbiamo trasformato una giornata difficile – fa notare Boscariol – in una gita, in un giorno di festa”.
Viterbo – Nevio Boscariol e suor Mariella Giannina
Una blockbuster bomb con 1300 chili di esplosivo e duemila di peso. Una bomba che, 80 anni fa, non è esplosa per puro caso.190 pazienti in tutto, evacuati in meno di un’ora. Molti, quasi tutti, portati nel centro di accoglienza organizzato dalla parrocchia dei Santi Ilario e Valentino. A Villanova, quartiere a nord della città dei papi. Parroco, don Emanuele Germani, portavoce della diocesi e direttore della comunicazione. Sempre martedì scorso, e sempre nella parrocchia-centro di accoglienza di Villanova, il vescovo Orazio Francesco Piazza ha voluto organizzare una messa per le persone che avevano lasciato la propria abitazione per permettere agli artificieri di disinnescare e portarsi via la bomba. E di farlo in tutta sicurezza per la città e per chi ogni giorno la abita.
Viterbo – I mezzi utilizzati per evacuare Villa Rosa
Alla messa, assieme a loro anche il direttore Boscariol e la madre superiora, suor Mariella Giannina delle suore ospedaliere. “Abbiamo evacuato la casa di cura Villa Rosa in meno di un’ora – dice Boscariol al termine della messa -. Grazie a tutti gli operatori che si sono messi a disposizione. Alle 6,40 della mattina era già tutto finito. Tutto in grande tranquillità e gioia. Una giornata che ci deve insegnare tanto. Un insegnamento, collaborazione e solidarietà, che dobbiamo portarci appresso tutti i giorni”. Su cinque centri di accoglienza, uno dei quali negli spazi dell’aeronautica, 4 erano della diocesi. Nello specifico le parrocchie di Santa Maria della Grotticella alla Mazzetta, Sacro Cuore al Carmine, Santa Barbara e Villanova. Le periferie che circondano il centro storico. E che martedì 7 maggio lo hanno abbracciato. In nome di valori che hanno a che fare con l’umano.
Viterbo – Nevio Boscariol
“A Villa Rosa – racconta suor Mariella – abbiamo tre grosse unità. La prima è dedicata alla psichiatria. Un’unità suddivisa a sua volta in due nuclei: riabilitazione e post acuzie, 30 persone a testa. C’è poi la Rsa, anch’essa prevalentemente psichiatrica. In tal caso, i nuclei sono 4 nuclei, di bassa e alta assistenza. Ognuno di loro con 20 posti letto disponibili. Infine l’Hospice, con i pazienti terminali, 10 posti. Assistiamo infine 40 pazienti a domicilio, dalle porte di Roma alla bassa Toscana”.
Viterbo – Suor Mariella Giannina
“A Villa Rosa – aggiunge suor Mariella – vive anche una comunità di suore. Quelle in attività e un piccolo nucleo di sorelle tra gli 80 e i 90 anni”. Le persone evacuate il 7 maggio, con il coordinamento gestito da prefettura e comune, sono state 36 mila. Circa metà della popolazione cittadina. Quasi 500 sono stati accolti nei centri messi al sevizio dalle parrocchie. Prevalentemente persone fragili e famiglie di immigrati. “I pazienti di Villa Rosa – spiega suor Mariella – il 7 maggio sono stati distribuiti per patologie. 10 pazienti sono andati a Belcolle, 10, allettati, all’ospedale da campo dei militari, con un medico e 5 infermieri, 90 a villanova, gli altri nelle proprie case”.
Viterbo – Una volontaria della casa di cura Villa Rosa
“A Villanova – sottolinea suor Mariella – le persone sono state suddivise in due saloni: Rsa e psichiatria. Qui abbiamo socializzato, giocato, pranzato. E sono stati tutti quanti bene”.
Viterbo – La locandina che pubblicizzava l’evacuazione di Villa Rosa
Infine gli operatori in campo. A Villanova erano 108, più 13 volontari dell’associazione di Villa Rosa Solis, solidarietà e servizio, è una decina di volontari della parrocchia dei Santi Ilario e Valentino.
Daniele Camilli
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