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“Bomba in via De Gasperi, l’evacuazione è stata una scuola di umanità”

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Viterbo – “Bomba di via De Gasperi, l’evacuazione è stata una scuola di umanità”. Il vescovo Orazio Francesco Francesco Piazza, questa mattina durante la messa celebrata nella chiesa dei Santi Ilario e Valentino, nella parrocchia di Villanova dove è stato allestito il centro di accoglienza per i pazienti della clinica di Villa Rosa.


Viterbo - Disinnesco bomba - La messa a Villanova

Viterbo – Disinnesco bomba – La messa a Villanova


A celebrare la messa con il vescovo ci sono anche don Emanuele Germani e don Roberto Bracaccini.

“L’evacuazione – dice Piazza – è stata un’occasione di umanità. L’emergenza ci sta facendo vedere tante cose chr non vedevamo, realtà quotidiane che non conoscevamo”.


Viterbo - Disinnesco bomba - La messa al centro a Villanova


A intervenire in chiesa anche il prefetto Gennaro Capo, il questore Fausto Vinci e la sindaca Chiara Frontini. Assieme a loro, i comandanti provinciali di carabinieri e guardia di finanza, rispettivamente Massimo Friano e Carlo Pasquali.


Viterbo - Disinnesco bomba - Il centro accoglienza a Villanova


In sala, il presidente della Croce rossa di Viterbo Marco Sbocchia.

“Tutti – sottolinea il vescovo – stanno dando l’esempio chiaro di come si deve collaborare. Ringraziamo il Signore che ci ha permesso di scampare da un pericolo. Un pericolo gravissimo. Grazie agli artificieri dell’Esercito che stanno portando avanti questo delicato compito, rischiando la vita. Ringrazio poi don Emanuele Germani che in questa struttura ha permesso di risolvere problemi molto delicati”.


Don Emanuele Germani al centro di Villanova

Don Emanuele Germani


“Bisogna aprire il cuore e affrontare i problemi insieme – prosegue Piazza -. Questo è lo spirito di comunità. Le difficoltà si risolvono con la presenza non con l’indifferenza”.

“La sofferenza – conclude infine il vescovo – è l’altare quotidiano su cui si celebra l’intensità del proprio cuore. Un altare dove la presenza dei propri fratelli diventa importante”.

Daniele Camilli


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