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Botte al sicario mancato, il killer alla cognata di Bramucci: “L’ho aperto in due come ‘na cozza”

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Soriano nel Cimino – “L’ho massacrato, l’ho aperto in due come ‘na cozza”, si sarebbe vantato uno dei sicari con la cognata di Bramucci, parlando della lezione data al “terzo uomo” che si era tirato indietro, sostituito all’ultimo momento con “un  albanese, nel senso che è di Albano vicino a Ariccia”, secondo quanto riferito a Sabrina Bacchio dal presunto killer 48enne Antonio “Tonino” Bacci. Soggetto perfino dotato di spirito, secondo quanto emerso, oltre che spietato ed estremamente pericoloso come sostenuto dall’accusa. 


Antonio Bacci

Antonio “Tonino” Bacci


Sempre presente in aula, il fratello della vittima, Isolino, lunedì non ce l’ha invece fatta a resistere ed è uscito durante la deposizione del medico legale Benedetta Baldari che, con l’aiuto del maxischermo, ha illustrato davanti alla corte d’assise l’esito dell’autopsia, all’ultima udienza del processo per l’omicidio di Salvatore Bramucci.

Una deposizione quella della dottoressa Baldari – con un passato da commissario nella polizia di stato e per questo pratica di armi – nel corso della quale è emersa tutta la ferocia dei killer che hanno freddato a colpi di pistola sparati da distanza ravvicinata il pregiudicato 58enne all’interno della sua mcchina, nelle campagne di Soriano nel Cimino, alle 8,20 della mattima di domenica 7 agosto 2022. Secondo la consulente il revolver è stato usato da qualcuno “avvezzo all’uso delle armi”. 

Una deposizione quella della dottoressa Baldari – con un passato da commissario nella polizia di stato e per questo pratica di armi – nel corso della quale è emersa tutta la ferocia dei killer che hanno freddato a colpi di pistola sparati da distanza ravvicinata il pregiudicato 58enne all’interno della sua macchina, nelle campagne di Soriano nel Cimino, alle 8,20 della mattina di domenica 7 agosto 2022. Secondo la consulente il revolver è stato usato da qualcuno “avvezzo all’uso delle armi”. 

Un’azione da professionisti, come ribadito dal colonnello Marcello Egidio, all’epoca comandante del nucleo investigativo dei carabinieri, che nell’immediatezza ha fatto pensare alla mano della criminalità organizzata, anche alla luce dei precedenti ultradecennali per estorsione e usura della vittima. 

Invece mandante e pianificatrice, secondo le indagini, sono state la moglie e la sorella, a processo per omicidio pluriaggravato in concorso col compagno di quest’ultima e tre pregiudicati romani prezzolati per uccidere.

Tra loro Alessio Pizzuti, l’unico a non essere in carcere ma ai domiciliari, che avrebbe dovuto far parte del gruppo di fuoco, tirandosi indietro all’ultimo minuto, motivo per cui il 29 luglio 2022 è stato picchiato alla testa da Antonio Bacci, che poi se ne è vantato inviandone la foto a Sabrina Bacchio: “L’ho massacrato, l’ho aperto in due come ‘na cozza”.

Non è ancora emerso chi abbia preso il suo posto alla guida della Giulietta grigia rubata a Ronciglione al seguito della Smart Fourfour bianca a noleggio con cui i due sicari Bacci e La Pietra, immortalati dalle telecamere durante il viaggio, sono venuti a Soriano la mattina del 7 agosto. Dalle intercettazioni si capisce che il terzo uomo è stato reclutato il 5 agosto, appena due giorni prima del delitto, e viene indicato ironicamente da Bacci a Sabrina Bacchio come l’albanese: “Sì albanese, di Albano vicino a Ariccia”. 



Antonio Bacci, Costantin Dan Pomirleanu e Sabrina Bacchio

Antonio Bacci, Costantin Dan Pomirleanu e Sabrina Bacchio


Ciononostante Bacci, intercettato in carcere il primo ottobre 2022 durante un colloquio con la sorella, dichiarando di essere lui alla guida della Smart, sosteneva di essere stato “incastrato”.

Salvo poi lasciarsi sfuggire considerazioni in merito a consistenti somme di denaro (oltre a quanto già percepito evidentemente a titolo di anticipo) che pretendeva dalle sorelle Bacchio per mantenere il silenzio: “Mi devono dare ancora tre quattro piatte, per stare zitto”.

Interrogato dal pm il 25 novembre ha poi provato a ridimensionare il suo ruolo, dicendo che a causa delle vessazioni cui era sottoposta la moglie del Bramucci, era stato incaricato da Sabrina Bacchio di dare una “lezione” al Bramucci, specificando che per “lezione” intendeva “menare”. 

Di sicuro Tonino Bacci è giunto fino a Soriano nel Cimino la mattina del delitto ed è passato davanti alla futura scena del crimine con la Smart, a bordo della quale secondo l’accusa viaggiava con Lucio La Pietra. Smart che secondo il pm Massimiliano Siddi dalle 7,44 alle 8,25 sarebbe rimasta parcheggiata nella zona industriale in n località Sanguetta, mentre il/ i killer tendevano l’agguato mortale a Bramucci recandosi sul posto con la Giulietta e tornando a recuperare la Smart dopo averlo ucciso per poi ripartire subito alla volta di Roma. 

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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