Viterbo – È caccia alla verità sul caso Rudy Guede. Ieri il gip Savina Poli ha disposto una “superperizia”, che andrà a integrare la relazione depositata il 2 maggio e sarà condotta sempre dall’esperto informatico del tribunale Luigi Gruttadauria. Al centro ancora lo smartphone della presunta vittima, che sarà ulteriormente passato al setaccio. Alla presenza stavolta di tutte le parti, compreso il consulente tecnico di fresca nomina della presunta vittima, che ha assunto l’incarico appena una settimana fa.
Rudy Guede e la 24enne che lo accusa durante un’intervista al Tg1
Ieri era presente in aula Rudy Guede, mentre non c’era la ex, in occasione della nuova udienza dell’incidente probatorio disposto su richiesta del difensore Carlo Mezzetti sui contenuti dello smartphone della 24enne viterbese che accusa il 37enne di violenza sessuale, lesioni e maltrattamenti.
Contenuti importanti perché, come si ricorderà, la presunta vittima avrebbe allegato alla querela dello scorso mese di agosto anche foto e chat incriminanti secondo l’accusa.
Al centro dell’udienza, che si è tenuta al solito a porte chiuse ed è durata un’ora e mezza, in particolare le richieste di ragguagli sulla sorte dei file cancellati dal dispositivo e sulla loro recuperabilità, nel senso dei contenuti e non solo degli avvenuti contatti tra le parti.
A chiedere l’ulteriore accertamento per chiarire alcuni punti controversi, dopo avere ottenuto il via libera alla richiesta di incidente probatorio, è stato anche stavolta il difensore Mezzetti che, va detto, ha trovato subito il consenso delle altre parti, dall’avvocato di parte civile Francesco Guido alla pm Paola Conti, la quale ha sollecitato il ricorso a una tecnologia ancora più sofisticata per sciogliere ogni dubbio.
Gruttadauria userà quindi, per estrarre i dati dallo smartphone acquisito dalla 24enne, un nuovo software particolarmente avanzato e opererà alla presenza dei due colleghi consulenti, Luciano Lattanzi per la parte civile e Sandro Salvati per la difesa, cui sarà consentito di partecipare attivamente all’ulteriore accertamento tecnico ponendo tutte le domande del caso, affinché ogni richiesta e ricerca venga esaudita.
Prossima udienza a luglio.
Silvana Cortignani
Rudy Guede con l’avvocato Carlo Mezzetti al tribunale di Viterbo
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

