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Cena dei veleni, Cavini a Bruzziches spiega: Letizia Chiatti deve essere trattata come “il nemico numero uno”…

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Viterbo – “Letizia Chiatti deve essere trattata come il nemico numero uno”. Lo dice Fabio Cavini durante la famosa cena in casa Bruzziches. Tutto nero su bianco nella richiesta di rinvio a giudizio presentata dai pm Massimiliano Siddi e Chiara Capezzuto nei confronti della sindaca Chiara Frontini e di suo marito Cavini, con l’accusa di minaccia a corpo politico in concorso, articoli 338 e 110 del codice penale.

La ex presidente del consiglio comunale Letizia Chiatti è tra le persone offese indicate dai pm.

Le altre due persone offese, sempre da richiesta di rinvio a giudizio da parte dei pm, sono il consigliere comunale Marco Bruzziches e la moglie Annamaria Formini, rappresentati entrambi dall’avvocato Stefano Falcioni.

Fissata inoltre per il 21 novembre a palazzo di Giustizia l’udienza preliminare per decidere il rinvio a giudizio o il proscioglimento della sindaca e del marito, quest’ultimo descritto dalla procura come “suo consigliere politico de facto”.


Letizia Chiatti

Viterbo – La consigliera comunale, ex presidente del consiglio, Letizia Chiatti


Una richiesta, quella dei pm, arrivata dopo le indagini a seguito di una denuncia presentata dal consigliere comunale Marco Bruzziches.

Il tutto dopo la cena a casa di Bruzziches, il 26 settembre dell’anno scorso, durante la quale Cavini ha detto: “Se io voglio fare male, capisco chi del tuo stato di famiglia è più debole e poi vado a colpire quella persona”. E aggiunto: “Purtroppo io sono la sua anima nera ed è per questo che sono molto odiato, perché a volte devo fare delle cose anche molto brutte”.

I pm avevano già chiesto per Frontini e Cavini il giudizio immediato respinto dalla Gip Rita Cialoni.

Tra le fonti di prova acquisite dalla procura, oltre alla denuncia di Bruzziches e la registrazione della cena del 26 settembre depositata dallo stesso, ci sono anche le sommarie informazioni rese da sette persone. Tra esse anche quelle di Bruzziches, la segretaria della sindaca Martina Indiveri e la ex segretaria comunale Annalisa Puopolo.


Chiara Frontini con Fabio Cavini

Viterbo – La sindaca Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini


Tra la documentazione prodotta da Bruzziches, non c’è solo la registrazione della cena di settembre dell’anno scorso, ma anche, come scrivono i pm nella richiesta di rinvio a giudizio, “una comunicazione del segretario generale del comune di Viterbo, una raccolta di mail inviate da Bruzziches a dirigenti, assessori e sindaco, contenenti segnalazioni e richieste relative alla qualità di delegato alla valorizzazione del patrimonio immobiliare del comune, copia di una lettera manoscritta inviata da Bruzziches a Chiara Frontini a seguito degli eventi del 26 settembre 2023”.

Gli avvocati di Chiara Frontini e Fabio Cavini sono rispettivamente Francesco e Roberto Massatani e Giovanni Labate.

Frontini e Cavini sono infatti imputati “del reato di cui agli articoli 110 e 338 codice penale – spiega la richiesta di rinvio a giudizio dei pm -, perché, in concorso tra loro, Chiara Frontini in qualità di sindaco del comune di Viterbo e Fabio Cavini, coniuge della predetta e suo consigliere politico de facto, durante una cena presso l’abitazione di Marco Bruzziches, consigliere comunale con delega alla valorizzazione del patrimonio comunale e della di lui coniuge Anna Formini – cena organizzata su espressa richiesta della sindaca –, nel corso di una conversazione avente a oggetto le modalità di espletamento della delega conferita al predetto consigliere Bruzziches e il suo disappunto per il ritenuto mancato riscontro dell’amministrazione alle sue iniziative e sollecitazioni, nonché la conseguente possibilità che il predetto potesse lasciare il gruppo di maggioranza, lo minacciavano per impedirne o, comunque, turbarne l’attività quale componente del consiglio comunale”.


Marco Bruzziches

Viterbo – Il consigliere comunale Marco Bruzziches


“In particolare – prosegue la richiesta di rinvio a giudizio dei pm -, il Cavini pronunciava le seguenti frasi: ‘Vedi, io ho imparato una cosa che mi devo sempre preoccupare per il domani, è uno dei miei compiti, e il domani è la tutela della maggioranza. Prima di Chiara e poi la maggioranza. Allora io, noi quando vogliamo colpire, o abbiamo qualcosa o la inventiamo. Ora, proprio come fare non te lo dico. E questo lo facciamo in casi estremi. No, questo a tua conoscenza. Non siamo dei principianti. Se lo voglio fare, capisco chi del tuo stato di… – venendo qui interrotto dal Frontini che aderiva espressamente, dicendo: ‘soprattutto se so che stai a fa’ – e proseguiva: ‘… chi del tuo stato di famiglia è più debole e vado a colpire quella persona. 

Purtroppo io so’ la sua anima nera e per questo sono anche molto grato perché, a volte, devo fa le cose molto brutte e a volte molto belle.  Ma purtroppo, come diceva, appunto, Rino Formica, è sangue è merda e quindi sappiamo come fare’, per poi ammonirlo a fidarsi totalmente della sindaca e ricordargli che Letizia Chiatti – che si era precedentemente dimessa dalla carica di presidente del consiglio comunale e con la quale il Bruzziches si era incontrato pochi giorni prima – doveva essere trattata come il ‘nemico numero uno’. Lasciandogli intendere che quelle erano le condizioni per ottenere maggiore libertà d’azione nell’espletamento dell’attività di consigliere delegato alla valorizzazione del patrimonio comunale”.

Per Roberto Massatani, avvocato di Chiara Frontini, “la sindaca si è dichiarata completamente innocente e del tutto estranea”. Per Giovanni Labate, legale di Fabio Cavini, “l’ipotesi di reato non sussiste”.

Daniele Camilli


– Caso Cavini-Frontini, fissata l’udienza preliminare per decidere sul rinvio a giudizio


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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