Roma – “Israele doveva discernere perché Hamas è un conto, il popolo palestinese è un altro. Ho l’impressione che con queste scelte Israele stia seminando odio”. Così il ministro della difesa Guido Crosetto, intervistato da SkyTg24, che ha criticato senza mezzi termini il raid aereo israeliano sul campo profughi a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. Il bilancio dell’attacco, al momento, è di oltre 40 morti e circa 200 feriti. Tra le vittime tantissime donne e bambini.
Guido Crosetto
“C’è una situazione sempre più difficile nella quale il popolo palestinese viene compresso senza tener conto di quelle che sono le drammatiche difficoltà, le esigenze e i diritti di uomini, donne e bambini innocenti che nulla hanno a che fare con Hamas – ha detto il ministro Crosetto riferendosi alle ultime azioni militari israeliane – Questa cosa non è più giustificabile”.
“Ci siamo tutti convinti, dopo il vigliacco attacco subìto, che Israele dovesse necessariamente risolvere il problema con Hamas . Ma fin dal primo giorno abbiamo detto che questa situazione doveva essere affrontata in modo diverso. Tutti gli stati hanno detto che Israele su Rafah doveva fermarsi perché un attacco militare avrebbe causato necessariamente danni ulteriori ai civili innocenti e avrebbe creato enormi problemi di migrazioni e spostamenti di persone che sarebbero rimaste senza un tetto sopra la casa”.
“Israele doveva tenere conto di tutte queste cose nel condurre le proprie azioni, ma non siamo stati ascoltati – ha continuato Crosetto -. Adesso guardiamo con disperazione la situazione. Noi possiamo aiutare le persone in difficoltà, lo stiamo già facendo curandole e mandando loro gli aiuti ma non bastano perché ormai la crisi ha delle proporzioni difficili da gestire. Ho l’impressione che con queste scelte, Israele stia seminando un odio che coinvolgerà i loro figli e i loro nipoti”.
“Avrei preferito una scelta diversa, pur condividendo tutte le ragioni che hanno portato alla reazione dopo la strage vergognosa e il rapimento degli ostaggi fatti da Hamas. Ma Hamas è un conto, il popolo palestinese è un altro. Dovevano discernere tra le due cose e fare una scelta più coraggiosa dal punto di vista democratico e del diritto internazionale. E intanto riconoscere quello che la comunità internazionale dice da tempo: che due popoli due stati è l’unico futuro possibile in quella parte del mondo”.
