Civita Castellana – “Fare sempre la cosa nuova e farla per primi. Si può andare ad affrontare le tematiche comuni insieme”. Il segreto di Marco Giuliani, direttore generale dell’azienda ceramica Simas, per il mercato estero e le spinte verso il green. La Simas produce sanitari di grande livello qualitativo e di raffinato design. Un’azienda proiettata sul mercato internazionale.
Marco Giuliani, direttore generale Simas
Quanti dipendenti avete e qual è stato il vostro ultimo fatturato?
“Noi abbiamo 130 dipendenti e il fatturato lo scorso anno è stato intorno ai 17 milioni di euro”.
Quanta tradizione c’è oggi nel lavoro ceramico, e quanto invece è stato improntato negli ultimi anni?
“Diciamo che ormai le aziende sono aziende completamente diverse rispetto agli inizi del dopoguerra. La nostra è un’azienda che inizia a produrre nel 1955, si stampava tutto a mano e si cuoceva con le fornaci a legna; quello è un mondo abbastanza distante che non esiste più. Oggi le aziende, soprattutto quelle di dimensioni più grandi, sono tutte molto organizzate da un punto di vista dell’automazione, diciamo che noi come Simas cerchiamo ancora di avere al prodotto un approccio chiamiamolo “sartoriale”, per non dire artigianale, perché c’è in alcuni passaggi manuali una cura ancora artigianale. Però oggettivamente oggi il lavoro si svolge in maniera completamente diversa”.
Marco Giuliani, direttore generale Simas
Qual è il segreto della pluridecennale continuità produttiva dell’industria ceramica di Civita Castellana?
“Io penso che la caratteristica migliore di Civita sia la flessibilità unita alla capacità di capire le tendenze, poi succede quello che capita un po’ in tutti i distretti industriali: tante aziende che fanno lo stesso lavoro, concentrate in un piccolo territorio, favoriscono la circolazione delle informazioni e cercano di fare sempre qualcosa di più e qualcosa di nuovo. È una spinta molto forte che io credo ci abbia dato un vantaggio competitivo nei confronti di tutto il mondo. Ci tengo a sottolineare che Civita dal punto di vista delle quantità costituisce pochissimo nel mondo, ma è comunque molto conosciuta e presente nei mercati internazionali. La scelta è stata quella di differenziarsi da chi può far ricorso a manodopera a basso costo, e quindi si è andati sulla qualità e sulla collaborazione con architetti e designer. Cerchiamo di differenziarci e al tempo stesso di essere sempre un passo avanti. Fare sempre la cosa nuova e farla per primi”.
Simas
Cosa servirebbe per fare sistema e aumentare il peso nel settore?
“Ci sono degli argomenti che abbiamo imparato ad affrontare insieme. Le aziende, pur competendo sul mercato, si sono consorziate, ad esempio, nel Centro Ceramica, attraverso il quale abbiamo risolto qualche problematica, come la gestione dei rifiuti. Ormai non si producono più rifiuti ceramici, sia i fanghi che i gessi esausti vengono apportati al Centro Ceramica che attraverso una rilavorazione li rende disponibili come materie prime secondarie, e vengono rivenduti per altri utilizzi in altri settori. Cosa simile è capitata ai contratti relativi all’energia: oggi abbiamo delle aziende che fanno dei contratti individuali ma consorziati in modo da poter avere delle opportunità migliori. Si può andare ad affrontare le tematiche comuni insieme invece che sprecare energie; dal punto di vista commerciale risulta un po’ più difficile”.
Quanto sono cresciute le politiche green nella ceramica e quanto ancora può progredire?
“Mi piace sottolineare che le aziende a Civita hanno affrontato il tema dell’economia circolare quando ancora non era stato definito. È quasi venti anni che riduciamo al minimo i rifiuti, la nuova frontiera è l’autoproduzione di energia elettrica attraverso pannelli solari e quant’altro. Il prossimo passo probabilmente sarà quello delle emissioni, anche se queste aziende non sono particolarmente impattanti sull’ambiente da questo punto di vista. Siamo tutti indirizzati nel rispetto di quelle che si definiscono Esg – Environment Social Governance, inoltre le più grandi hanno adottato un modello di responsabilità aziendale secondo la legge 231. Anche al livello sociale c’è un grosso lavoro per affrontare quella che è la problematica della salute dei lavoratori: attraverso collaborazioni con la Asl si è messo a regime delle buone pratiche relative al contenimento della tematica della silice cristallina, dove sono stati raggiunti risultati importanti. Adesso l’argomento del momento è la movimentazione manuale dei carichi, dove sempre insieme alla Asl, attraverso dei tavoli, si sta cercando di stabilire quelle che sono corrette pratiche per gestire al meglio questi aspetti. È una spinta che qui in questo distretto esiste da tanti anni. Secoli fa c’era un grosso problema con la silicosi, sono anni che non ci sono più casi di silicosi qui a Civita Castellana, questo perché si sono stabilite delle buone pratiche, le aziende hanno investito, tutti hanno collaborato – aziende, sindacati, Asl e quant’altro – e quindi i risultati sono stati ottenuti; la strada deve continuare ad essere questa: collaborazione per cercare di rispettare l’ambiente esterno e rendere quello interno il più salubre possibile”.
Simas
Quanto conta l’esportazione?
“In percentuale l’esportazione conta un 40%, che è un po’ una media nel distretto; poi ovviamente qualcuno fa qualcosa in più, qualcuno in meno”.
In quali nazioni esportate e quali sono le più importanti?
“Le aziende di Civita esportano un po’ in tutto il mondo. Sicuramente l’Europa è una parte importante, ma storicamente lavorano molto bene anche in Medio Oriente, negli ultimi anni poi Stati Uniti o Australia. Stiamo tutti un po’ cercando di affacciarci nel Far East che è un mercato molto difficile, qualche azienda già fa buoni affari in Giappone e Cina, ma cerchiamo sempre di cercare nuovi mercati, e molto spesso in questi ci sono delle specifiche tecniche richieste ai prodotti, diverse dalle nostre abitudini, ma anche qui flessibilità e voglia di esser presenti dappertutto fa sì che ci siano sviluppi di prodotti dedicati a quei paesi lì”.
Marco Giuliani, direttore generale Simas
C’è concorrenza dalla Cina? Come state rispondendo?
“La Cina fa molta concorrenza sui prezzi bassi, ma non è l’unica perché c’è anche il Nord Africa, la Turchia e l’Est Europa con Romania e Bulgaria. La risposta è quella che diamo quotidianamente, cercando di fare prodotti che si distinguano, di qualità superiore, e soprattutto un servizio molto puntuale sia in prevendita che in postvendita, che comunque fa la differenza in Italia e non solo”.
Marco Giuliani, direttore generale Simas
Quali sono i più importanti appuntamenti fieristici? Quanto ci puntate?
“Gli appuntamenti internazionali non contano più come in passato. Ci sono due o tre fiere di settore che fanno da riferimento, una è sicuramente il Cersaie a Bologna, per una tipologia di clientela, un’altra è il Salone del Mobile di Milano, o anche Francoforte, poi fiere un pochino più piccole e tematiche, indirizzate magari all’interior designer o all’architetto. Direi che la fiera è importante, sì, ma fondamentale è il lavoro che si fa con i funzionari commerciali durante l’anno. Noi abbiamo due persone presenti in Italia che escono tutte le settimane, e tre funzionari che escono nei paesi internazionali, quindi c’è una presenza costante. Ovviamente ci sono dei momenti importanti rappresentati dalle fiere , che ti permettono in un periodo concentrato, soprattutto se hai delle novità, di raggiungere una platea abbastanza vasta di visitatori”.
Alessandro Maestri





