Tel Aviv – Nella serata di ieri il gabinetto di guerra israeliano ha approvato all’unanimità l’operazione militare a Rafah, città palestinese a sud della Striscia di Gaza. A quanto si apprende, l’esercito di Tel Aviv ha già approvato i piani.
Bombardamenti a Gaza
A quanto si apprende, l’esercito israeliano ha chiesto alla popolazione palestinese di evacuare i quartieri orientali di Rafah. Tel Aviv ha infatti lanciato nella parte est della città palestinesi alcuni volantini con l’invito a spostarsi verso le aree umanitarie allargate di al-Mawasi e Khan Younis.
Alcuni cittadini di Rafah hanno già abbandonato le proprie abitazioni per cercare di mettersi in salvo dalle operazioni militari.
Sami Abu Zuhri, alto funzionario di Hamas, ha definito l’ordine di Israele di evacuare i quartieri orientali di Rafah in vista di un’offensiva come una “pericolosa escalation che avrà conseguenze”.
L’operazione militare potrebbe iniziare entro pochi giorni. Nel frattempo un raid aereo israeliano su Rafah avrebbe portato, secondo quanto riportano alcuni media arabi, alla morte di 21 persone.
Tra le voci internazionali fortemente contrarie all’operazione c’è anche quella dell’Unicef, l’agenzia delle Nazioni Unite per l’infanzia. Secondo l’Unicef, infatti, l’assedio e l’incursione militare a Rafah comporterebbe “rischi catastrofici” per gli oltre 600mila bambini attualmente rifugiati nella città palestinese.
Si stima infatti che a Rafah ci siano adesso circa 1,2 milioni di persone, metà delle quali bambini, in una città dove fino all’inizio della guerra abitavano 250mila persone. La situazione descritta dai dati dell’Unicef è drammatica: a Rafah circa 65mila bambini hanno una disabilità preesistente, circa 78mila hanno meno di 2 anni, almeno 8mila bambini sotto i 2 anni soffrono di malnutrizione acuta e circa 175mila piccoli sotto i 5 anni sono colpiti da una o più malattie infettive.
