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La supertestimone: “La moglie di Bramucci sapeva che lui aveva un’amante…”

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Omicidio Bramucci - I sicari diretti a Soriano nel Cimin

Omicidio Bramucci – I sicari diretti a Soriano nel Cimino


Soriano nel Cimino – Uccisione di Salvatore Bramucci, ieri è stato il giorno della vedova. Sotto torchio la supertestimone. Dal mare magnum delle prove a carico dei sei imputati di omicidio pluriaggravato premeditato in concorso spunta un giallo. Anzi tre: la malattia della moglie accusata di essere la mandante, il viaggio lampo ad Atene del figlio maggiore e la presunta amante della vittima. Tutti venuti fuori durante l’interrogatorio della super testimone, ovvero l’allora “consuocera” e confidente di Elisabetta Bacchio, accusata di essere la mandante. Grande protagonista dell’udienza. 


Elisabetta Bacchio con Salvatore Bramucci

Elisabetta Bacchio con Salvatore Bramucci


Il giallo del viaggio in Grecia. Un viaggio in Grecia premeditato secondo il pm Siddi, “improvvisato” secondo la testimone, quello del figlio di Bramucci con sua figlia. Sarebbero state lei e Elisabetta a insistere, dopo il 31 luglio, quando erano rientrate da  una villeggiatura insieme a Sperlonga perché la coppia facesse una vacanza in Grecia. Per la figlia “un viaggio a sorpresa” organizzato dal figlio di Bramucci, che il 4 agosto, giorno del’ultimo sopralluogo prima dell’omicidio, ha prenotato un volo per Atene per sabato 6 agosto. Un volo last minute “solo andata”, ha fatto notare il pm Siddi. Per poi rientrare a Soriano il giorno successivo, domenica 7 agosto, in seguito all’omicidio. “Un viaggio organizzato in fretta e furia per far andare via i figli”, ha detto il pm. 

Il giallo dell’amante.”La rottura è arrivata perché per Bramucci contavano solo i soldi e non gli importava di cambiare vita per la famiglia. E poi perché la moglie sapeva che aveva un’amante, una divorziata con una figlia, per questo gli aveva messo l’app di geolocalizzazione sul telefonino, per sapere dove andava”, ha proseguito la super testimone. Sollecitata più volte a farne il nome dal presidente Francesco Oddi e dal giudice togato Jacopo Rocchi, alla fine si è decisa, mentre dal pubblico presente in aula qualcuno gridava “bugiarda”. “Nessun mistero” per Siddi, intervenuto per dire che la circostanza dell’amante era stata verificata e non c’era alcun collegamento. 

Il giallo della malattia della vedova. La consuocera-confidente della moglie di Bramucci ha tirato fuori che Elisabetta Bacchio era malata e che a giugno lei stessa l’avrebbe accompagnata per una vista intra moenia da un professore di cui “non ricordo il nome” al Gemelli. In quei giorni avrebbe assistito di persona a uno scambio con la sorella Sabrina sull’argomento”professore, chirurgo, operazione”, secondo l’accusa da collegare alla premeditazione del delitto. Dalle intercettazioni emergono 30mila euro, che sarebbero il prezzo del sicario. “La sorella le diceva che voleva portarla da un professore che conosceva lei per l’operazione, per 300 euro”, ha poi proseguito la teste. Una somma di gran lunga inferiore rispetto ai “30mila euro chiesti dal professore per l’operazione” di cui Elisabetta e Sabrina Bacchio parlano nelle intercettazioni. “Trecento euro erano il costo della visita, non dell’operazione, quella era da programmare dopo”,  ha detto la teste, non cogliendo la differenza.


A partire da sinistra dall'alto: Elisabetta Bacchio, Sabrina Bacchio, Alessio Pizzuti, Dan Constantin Pomirleanu, Lucio La Pietra e Antonio Bacci

A partire da sinistra dall’alto: Elisabetta Bacchio, Sabrina Bacchio, Alessio Pizzuti, Dan Constantin Pomirleanu, Lucio La Pietra e Antonio Bacci


Secondo l’accusa Bramucci sarebbe stato ucciso da un commando armato su mandato della moglie Elisabetta Bacchio con la mediazione della sorella Sabrina e del cognato Costantin Dan Pomirleanu, che si sarebbero occupati dei rapporti con i tre pregiudicati romani, ingaggiati tra Guidonia e Ponte di Nona, coimputati nel processo ripreso ieri davanti alla corte d’assise del tribunale di Viterbo.  

Presunti killer Antonio “Tonino” Bacci e Lucio La Pietra, con la complicità di Alessio Pizzuti, l’unico ai domiciliari e non in carcere, che giusto ieri si è scoperto essere a sua volta “imparentato” con Bacci. “L’arresto di Bacci e La Pietra, il 13 settembre 2022, dopo appena un mese, è scattato perché Bacci stava per scappare in Germania con la sorellastra di Pizzuti con cui aveva una relazione”, ha spiegato uno dei carabinieri che si sono occupati fin dalla prim’ora delle investigazioni.

Bramucci sarebbe voluto invece “scappare” a Tenerife, una volta finito di scontare i domiciliari. E non ci sarebbe stato nessun contrasto con la moglie tale da spingerla a farlo ammazzare, a sentire la testimone. “Con la moglie, tra fine giugno e inizio luglio, avevano trovato un accordo per una separazione consensuale, lei sarebbe rimasta a casa e lui sarebbe andato alle isole Canarie”, ha detto la donna. “La moglie avrebbe potuto mantenere il suo tenore di vita grazie al canile, convenzionato con tantissimi comuni”, ha proseguito.

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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