Palazzo di giustizia
Viterbo – “La decisione della gip non sposta di un centimetro la situazione”. Così Stefano Falcioni, avvocato di Marco Bruzziches, dopo la decisione della gip Rita Cialoni di respingere la richiesta di giudizio immediato per la sindaca Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini avanzata dai pm.
“Si tratta innanzitutto – spiega Falcioni – di una notizia che ho appreso dalla stampa e da persone che hanno assistito in diretta alla seduta del consiglio comunale. Ufficialmente a me non è stato comunicato niente. Basandomi poi su quello che leggo, posso dire che la decisione della gip non sposta di un centimetro la situazione. Il gip ha semplicemente rimesso in mano le carte ai pubblici ministeri. Di fatto si ritorna al momento in cui i pm hanno avanzato la richiesta di giudizio immediato. Non si tratta di certo di un’archiviazione o di una pronuncia processuale”.
I pm Massimiliano Siddi e Chiara Capezzuto avevano chiesto il giudizio immediato per la sindaca Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini con l’accusa di minaccia a corpo politico, articolo 338 del codice penale. Richiesta respinta dalla gip come annunciato in consiglio comunale dalla stessa Frontini.
Un’indagine, quella dei pm, partita da una denuncia presentata da Bruzziches a dicembre. Il tutto dopo una cena a casa del consigliere, il 26 settembre dell’anno scorso, durante la quale Cavini avrebbe detto: “Se io voglio fare male, capisco chi del tuo stato di famiglia è più debole e poi vado a colpire quella persona”. E aggiunto: “Purtroppo io sono la sua anima nera ed è per questo che sono molto odiato, perché a volte devo fare delle cose anche molto brutte”.
Per Roberto Massatani, avvocato di Chiara Frontini, “la sindaca si è dichiarata completamente innocente e del tutto estranea”. Per Giovanni Labate, legale di Fabio Cavini, “l’ipotesi di reato non sussiste”.
Viterbo – L’avvocato Stefano Falcioni
Un commento sulla decisione della gip di respingere la richiesta di giudizio immediato per Chiara Frontini e Fabio Cavini?
“Si tratta innanzitutto di una notizia che ho appreso dalla stampa e da persone che hanno assistito in diretta alla seduta del consiglio comunale. Ufficialmente a me non è stato comunicato niente. Basandomi poi su quello che leggo, posso dire che la decisione della gip non sposta di un centimetro la situazione. Il gip ha semplicemente rimesso in mano le carte ai pubblici ministeri. Di fatto si ritorna al momento in cui i pm hanno avanzato la richiesta di giudizio immediato. Non si tratta di certo di un’archiviazione o di una pronuncia processuale”.
Da adesso in poi cosa succede?
“A questo punto i pm hanno due strade. Fare ulteriori indagini e chiedere il rinvio a giudizio al gup oppure andare direttamente davanti al gup senza fare altre indagini. Una volta arrivata la richiesta di rinvio a giudizio da parte dei pm, il gup a quel punto convoca un’udienza preliminare con le parti in cui deciderà se ci sono elementi sufficienti per sostenere l’accusa nel corso di un eventuale processo ovvero, se gli elementi non ci sono, prosciogliere gli indagati. Se la scelta fosse quella di prosciogliere gli indagati, la decisione del gup può essere impugnata. Se invece la scelta cadesse sul rinvio a giudizio, a quel punto si andrebbe direttamente a processo. Detto ciò, se per andare a giudizio immediato il gip deve essere convinto dell’evidenza della prova, per essere rinviati a giudizio in sede di udienza preliminare devono emergere elementi sufficienti per giustificare un dibattimento processuale”.
Secondo lei quale delle due strade sceglieranno?
“Presumo che potrebbero scegliere di chiedere il rinvio a giudizio davanti al gup”.
Come mai i legali di Frontini sanno che la gip ha respinto la richiesta di giudizio immediato e lei no?
“I legali di Frontini potrebbero averlo saputo per vie secondarie. Si tratta infatti di una decisione rimasta ‘interna corporis’ nel rapporto tra gip e pm”.
Che vuol dire “interna corporis”?
“Vuol dire che si tratta di una decisione interna ai rapporti tra l’ufficio del gup e quello dei pm. Si tratta inoltre di una decisione che non è impugnabile, ma ha solo una valenza processuale. Anche la richiesta di giudizio immediato non dovrebbe essere stata notificata a nessuno. A me no di sicuro”.
Viterbo – La sindaca Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini
Se l’aspettava la decisione della gip oppure è stato un fulmine a ciel sereno?
“Non conosco gli elementi su cui si basava la richiesta di giudizio immediato. Ho semplicemente immaginato che per i pm fosse fondata. La scienza giuridica non è matematica. Quindi ci sta che per un pm ci siano elementi per giustificare un rito immediato e per un gip no. Sono differenze di opinioni”.
Anche alla luce della documentazione che ha depositato in procura al momento della denuncia?
“Se devo essere sincero sono rimasto colpito dalla richiesta di giudizio immediato. Pensavo infatti che le indagini si sarebbero concluse con la richiesta di rinvio a giudizio davanti al gup, seguendo cioè le vie ordinarie. Quando invece ho saputo, sempre dalla stampa, la scelta di chiedere il rito immediato ho pensato che evidentemente la procura aveva delle emergenze probatorie tali da giustificare questo percorso”.
Viterbo – Il consigliere Marco Bruzziches
Se la gip ha scelto di respingere la richiesta di giudizio immediato vuol dire però che è mancata l’evidenza della prova.
“Immagino di sì. Potrebbe essere anche un problema formale”.
Frontini, in consiglio comunale, ha però parlato di “assenza degli estremi probatori del reato che è stato contestato”.
“Non so da cosa Frontini lo abbia desunto. Perché, ripeto, a me non è stato comunicato nulla”.
Si tratta tuttavia di una dichiarazione che fa pensare che sia mancata l’evidenza della prova.
“Se è vero quanto ha dichiarato Frontini, secondo la gip non c’era l’evidenza della prova richiesta per il giudizio immediato”.
Daniele Camilli
– Chiara Frontini: “Il gip ha ritenuto di rigettare la richiesta di giudizio immediato”
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.



