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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “Maxirissa al Sacrario, la questione non è soltanto il degrado di un’area, ma anche i modelli educativi che vengono trasmessi ai giovani. È necessaria una seria e approfondita riflessione da parte di tutti, a partire dalle istituzioni. Non possiamo far finta di niente e derubricare quello che è avvenuto a un fatto episodico”. A dichiararlo è la segretaria generale della Uil scuola Viterbo Silvia Somigli in merito a quanto accaduto a piazza dei Caduti a Viterbo il 26 aprile scorso.
“Quanto abbiamo visto dalle immagini pubblicate da Tusciaweb – dice Somigli – è sconcertante. Per il livello di violenza espresso e per il fatto che tutto ciò sia avvenuto in pieno giorno e sotto gli occhi di tutti. Con il rischio di coinvolgere chiunque, famiglie, bambini, passanti”.
“Non solo – prosegue Somigli -, ma le modalità con cui il tutto sarebbe accaduto e la presenza di giovani e giovanissimi dovrebbe farci riflettere sui modelli educativi intervenuti in questi anni nei percorsi formativi dei ragazzi. Percorsi che si sviluppano spesso fuori dalle scuole e dai processi di socializzazione istituzionali”.
“È necessaria una riflessione seria e approfondita da parte di tutti, a partire dalle istituzioni – conclude Somigli -. Un momento di confronto in cui ci si guarda negli occhi e si decide di affrontare seriamente problematiche, che vanno dal degrado alla violenza urbana, che anche a Viterbo stanno configurando una vera e propria questione sociale. Senza nasconderci dietro a un dito”.
Uil scuola Viterbo

