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Il medico di Ubaldo Manuali: “Non è impotente” – L’amico di palestra: “È un sempliciotto”

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Tribunale - Ubaldo Manuali e Stefania Loizzi

Tribunale – Ubaldo Manuali e Stefania Loizzi

Tribunale di Viterbo - Ubaldo Manuali

Tribunale di Viterbo – Ubaldo Manuali

Immagini di Quarto Grado riguardanti Ubaldo Manuali

Immagini di Quarto Grado riguardanti Ubaldo Manuali mentre fa pesi in palestra

Viterbo – Ubaldo Manuali non voleva essere ripreso ieri all’uscita del tribunale di Viterbo dopo l’udienza. Con lui la compagna e i difensori Tiziana Ronchetti e Paolo De Luca. Poco lontano Stefania Loizzi e gli avvocati delle tre vittime che si sono costituite parte civile, “identificate” tramite foto, video e chat inequivocabili sullo smartphone del netturbino 59enne di Riano accusato di violenza sessuale plurima, agli arresti domiciliari da settembre. 

“Il triplo di benzodiazepine”. “Nel corpo di Stefania Loizzi c’era il triplo di benzodiazepine rispetto a una dose terapeutica”, ha spiegato la tossicologa Sabina Strano Rossi, che ha condotto le analisi sul contenuto delle due confezioni di farmaci sedativi sequestrate a casa e sull’auto dell’imputato, messe a confronto coi campioni biologici, sangue e urina, prelevati sulla vittima all’ospedale romano dove la donna si è recata il 17 gennaio 2023 prima di  sporgere denuncia al commissariato di polizia Flaminio Nuovo.

Per accusa e difesa il medico di base. L’udienza è proseguita con la testimonianza del medico di base che a novembre 2022 ha prescritto su ricetta bianca, quindi non registrata sul sistema informatico sanitario nazionale, un sonnifero all’imputato che “soffriva di insonnia”. Uno dei cavalli di battaglia della difesa, per spiegare il possesso delle due boccette da parte di Manuali. 

Marca diversa. Peccato che la marca delle benzodiazepine prescritte dal dottore, ovvero il Minias su ricetta ripetibile al massimo tre volte, sia diversa da quelle dei flaconi posti sotto sequestro, anche se la difesa potrebbe fornire una spiegazione alternativa in sede di discussione. 

“Nessun problema di impotenza”. “Manuali non era depresso, semmai ansioso. Nel 2016 aveva avuto un brutto incidente, quando fu costretto a lanciarsi dal finestrino dal furgone che aveva preso fuoco, per cui mi disse che sentiva dolore alla gamba che si era fratturata e di non dormire bene”, ha spiegato il medico. “Nessun problema di impotenza o disfunzione erettile”, ha risposto il teste a specifica domanda, negando più in generale che il paziente avesse problemi di salute, “uno di quelli che non vengono mai, nemmeno per le analisi”. 

“Eravamo solo amici di palestra”. È poi toccato a uno degli “amici” con cui Manuali avrebbe illecitamente foto e video delle vittime a contenuto sessuale esplicito mentre erano sotto l’effetto di narcotici. Testimone un “amico di palestra” di 36 anni, con cui l’imputato avrebbe condiviso i pesi presso una struttura di Castelnuovo di Porto, chat, partite di calcetto e qualche pizza col gruppo. “Io e lui siamo usciti insieme solo 2-3 volte, andando in due diverse sale da ballo, serate senza donne”, ha spiegato, dicendo di conoscere da una decina di anni il 59enne e di avere ricevuto foto e video il 25 settembre 2022. 

Si è parlato quindi della donna di Capranica. Conosciuta come le altre su Facebook, di cui il netturbino avrebbe abusato a sua insaputa per l’appunto a inizio autunno di due anni fa. La prima in ordine cronologico delle tre vittime individuate dagli investigatori nel corso delle indagini, durante le quali sono stati passati al setaccio i dispositivi del “Keanu Reeves” di Riano. In particolare lo smartphone con cui si sarebbe divertito a riprendere le donne mezze nude, a letto con lui e durante atti sessuali di cui erano inconsapevoli in quanto palesemente “drogate”.

“Quante volte te la sei scop… ?”. “Quante volte te la sei scop…?”, avrebbe chiesto il testimone a Manuali, che gli avrebbe confermato di averci fatto sesso. Con l’occasione il 36enne si è lasciato sfuggire che l’imputato gli avrebbe mandato “foto di una con cui stava di cui nulla so” anche “tra il 2017 e il 2018”. Come si ricorderà il 59enne ha un procedimento pendente a Roma, per fatti “datati”, scaturiti dalla denuncia di una ex, che non voleva essere ripresa.

“Uno scemo sempliciotto”. Una curiosità, emersa durante il contro esame della difesa che, al teste in comune col pm Michele Adragna, ha chiesto perché durante le sommarie informazioni rilasciate alla polizia giudiziaria avesse definito Ubaldo Manuali “un sempliciotto” e “uno scemo”. “Intendevo nel senso buono, un simpaticone”.

Si torna in aula il 4 e l’11 giugno. 

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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