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Ministero dell’Interno: “Bombe inesplose, il sottosuolo del nostro paese è ancora in guerra…”

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Viterbo – “Il sottosuolo del nostro paese è ‘ancora in guerra’. 22 milioni gli ordigni bonificati in Italia tra il 2017 e il 2022, 25 mila le bombe inesplose ancora da ritrovare”. Sono i dati del ministero dell’Interno e dell’associazione nazionale vittime di guerra (Anvcg) in merito ai residuati bellici e le bombe ancora presenti su tutto il territorio nazionale. Residuati e bombe, in particolar modo della seconda guerra mondiale, che uccidono ancora, a distanza di 80 anni dalla fine del conflitto. Solo nel 2023, sempre secondo i dati dell’Anvcg, le vittime sono state 5, tra loro anche un bambino di soli 10 anni. Diversi i feriti.


Una Blockbuster bomb della seconda guerra mondiale

Una Blockbuster bomb della seconda guerra mondiale


Pochi giorni fa il ritrovamento di una Blockbuster bomb di circa 2 mila chili in via De Gasperi a Viterbo durante i lavori per la costruzione di un complesso immobiliare.


Bombe Usaaf (in blu) e Raf (in rosso) sganciate sull’Italia, 1942-1945 (da Bombing Survey 1947) - Fonte ministero dell'Interno

Bombe Usaaf (in blu) e Raf (in rosso) sganciate sull’Italia, 1942-1945 (da Bombing Survey 1947) – Fonte ministero dell’Interno


“Tra il 2017 e il 2022 – spiega l’Anvcg – sono 13 mila interventi e 22 milioni gli ordigni bonificati”.

“Il sottosuolo del nostro paese – spiega un documento del ministero dell’Interno – metaforicamente parlando, è ‘ancora in guerra’. Gli artificieri, sub specie quelli del Genio Civile e quelli di altre forze militari, compiono ogni anno circa 3000 interventi, con una media di oltre 8 al giorno, per disinnescare i residuati esplosivi dei passati conflitti armati che hanno coinvolto il nostro territorio”.


Tonnellaggio mensile di bombe sganciate sull’Italia (da Bombing Survey 1947) - Fonte ministero dell'Interno

Tonnellaggio mensile di bombe sganciate sull’Italia (da Bombing Survey 1947) – Fonte ministero dell’Interno


“Ad oggi – prosegue il documento del Viminale – non ci sono solo bombe della seconda o addirittura della prima guerra mondiale, come bombe d’aereo anche di grandi dimensioni, ma innumerevoli sono anche piccoli residuati abbandonati da sconosciuti: frequente è infatti il rinvenimento di bombe a mano, granate di artiglieria e cartucciame vario, sicuramente dal potenziale esplosivo minore rispetto ad una bomba d’aereo, ma non meno letale”.


Viterbo - La bomba in via Alcide De Gasperi - Gli artificieri al lavoro

Viterbo – La bomba in via Alcide De Gasperi – Gli artificieri al lavoro


“Si tratta – spiega il ministero dell’Interno in un documento dedicato all’accesso alla qualifica iniziale della carriera prefettizia – di residuati bellici che ancor oggi rischiano di esplodere e provocare feriti o vittime in un paese che, di siffatta produzione, ha fatto in passato un fiore all’occhiello della sua produzione industriale, ma che, ad oggi, non appare fra quelli più esposti al pericolo mine. Le aree dove è maggiore la probabilità di imbattersi in un ordigno non sono solo quelle dove si sono combattute le offensive più significative (per esempio la costa siciliana, la costa di Salerno, Cassino, Anzio, la linea gotica) ma anche le città, i porti, le stazioni, i depositi e i ponti ferroviari, le grandi arterie stradali e ferroviarie, specie quelle utilizzate dalle colonne tedesche in ritirata dopo l’8 settembre 1943”.


Distribuzione del tonnellaggio di bombe sganciate sui vari paesi (da Bombing Survey 1947) - Fonte ministero dell'Interno

Distribuzione del tonnellaggio di bombe sganciate sui vari paesi (da Bombing Survey 1947) – Fonte ministero dell’Interno


I dati ufficiali delle forze Alleate, declassificati solo in anni recenti, dichiarano che tra il 1940 e il 1945, sono state sganciate sull’Italia da Raf e Usaaf 378.891 tonnellate di ordigni, pari al 13,7% del totale sganciato sull’Europa, corrispondenti secondo alcune stime a circa un milione di bombe.


Una Blockbuster bomb sganciata da un aereo durante la seconda guerra mondiale

Una Blockbuster bomb sganciata da un aereo durante la seconda guerra mondiale


“I ritrovamenti che nel corso degli anni si sono verificati su precise e non casuali porzioni del territorio della penisola – prosegue il documento del ministero – testimoniano che molti di quegli ordigni non deflagrarono completamente ed una frazione consistente degli stessi che secondo una stima sarebbe pari al 10%, non esplose del tutto. Nella migliore delle ipotesi, dunque, almeno una bomba su quattro è ancora da recuperare; si tratterebbe di 25 mila ordigni sul territorio nazionale. Le bombe che in particolare il sottosuolo custodisce, rimaste inesplose per decine e decine di anni, sono in prevalentemente quelle di aereo, che per peso e per configurazione raggiungono, nei terreni non rocciosi, profondità anche oltre i 5-8 metri. Questi ordigni in letargo, restano attivi, ma non costituiscono di fatto un pericolo diretto se non vengono smossi o toccati”.

Daniele Camilli


Multimedia: Fotocronaca: La bomba in via De Gasperi – Video: Gli artificieri in azione


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