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Frontini e Cavini verso l’udienza preliminare, le difese: “Finalmente leggeremo le carte”

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Fabio Cavini e Chiara Frontini

Fabio Cavini e Chiara Frontini

Gli avvocati Roberto e Francesco Massatani

Gli avvocati Roberto e Francesco Massatani

Giovanni Labate

Giovanni Labate

Viterbo – Si dilatano per il sindaco Chiara Frontini i tempi della vicenda giudiziaria che la vede coinvolta col marito Fabio Cavini, dopo il no del gip Rita Cialoni alla richiesta di giudizio immediato, che avrebbe significato per la coppia il processo subito, quindi in teoria tempi brevi per arrivare alla sentenza.

Adesso l’attesa si concentra sullo svelamento delle carte che hanno convinto l’accusa dell’evidenza della prova. 

Niente processo col giudizio immediato, come annunciato nella tarda mattinata di ieri dalla stessa Frontini al consiglio comunale. “Il gip ha ritenuto di rigettare la richiesta di giudizio immediato che era stata formulata dal pubblico ministero, per l’assenza degli estremi probatori del reato che è stato contestato”, ha spiegato. Il che significa passaggio dall’udienza preliminare. 

In seguito al rigetto dell’istanza depositata lo scorso 13 aprile dalla procura, si procederà in modalità ordinaria, con avviso di chiusura indagini e richiesta di rinvio a giudizio, quest’ultima da decidere in sede di udienza preliminare, davanti al gup Giacomo Autizi oppure Savina Poli, essendo diventata nel frattempo la Cialoni incompatibile per via della decisione presa ovvero del parere espresso. 

Una volta fissata l’udienza preliminare, i difensori Roberto e Francesco Massatani e Giovanni Labate potranno valutare l’opportunità di ricorrere a riti alternativi come il patteggiamento o l’abbreviato, che prevedono lo sconto di un terzo della pena, oltre ad essere celebrati a porte chiuse, ovvero in camera di consiglio, senza la presenza del pubblico. Altrimenti si procederà con l’ordinario e in caso di rinvio a giudizio con pubblico processo davanti al collegio del tribunale di Viterbo. 

Impossibile, allo stato attuale, prevedere i tempi. Il gip Cialoni, nel frattempo, rigettando l’istanza della procura, ha rinviato gli atti ai pubblici ministeri Massimiliano Siddi e Chiara Capezzuto. Sono loro, come si ricorderà, i sostituti titolari del fascicolo scaturito dalla denuncia dell’ex consigliere di maggioranza Marco Bruzziches, in seguito alla famigerata cena dello scorso 26 settembre, sfociata per il duo Frontini-Cavini nell’accusa di minaccia aggravata a corpo politico. Secondo Siddi e Capezzuto, va sottolineato, la prova della colpevolezza degli indagati Frontini e Cavini è così evidente da avere chiesto l’immediato.

Il tassello mancante. “Il gip non ha ravvisato la minaccia a corpo politico in quanto la minaccia non è volta a influenzare l’ente collegiale a forzare un atto amministrativo – spiega l’avvocato Roberto Massatani, che col figlio Francesco assiste Frontini – quello che mancava era proprio questo. Ci saranno state minacce? Sono minacce, non sono minacce? Ma a che pro? Invece la procura ritiene che anche genericamente possa sussistere questo reato”. 

Cosa accadrà adesso? “Finalmente – risponde Massatani – leggeremo le carte e secondo quello che leggeremo decideremo il da farsi”. Frontini potrebbe ricorrere a riti alternativi per sveltire i tempi? “Diciamo che ora come ora è prematuro parlare di rito abbreviato. Intanto per me resta il fatto che il reato non c’era, quel tipo di reato ipotizzato non era ipotizzabile “, conclude il legale.   

“Per il giudice non c’è l’evidenza della prova”, sottolinea il difensore di Cavini, avvocato Giovanni Labate. “La situazione – prosegue il legale del marito della Frontini – ora è un po’ diversa, non c’è emergenza anzi c’è una valutazione da parte di un giudice”.

“Nei prossimi giorni – prosegue Labate – avremo anche modo di leggere l’ordinanza. E ovviamente, grazie al 415 bis, l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, potremo non essere più al buio e leggere finalmente le carte”.

Per il legale, il no del gip Rita Cialoni alla richiesta di giudizio immediato è un punto a favore della difesa: “Sono soddisfatto – conclude – io assisto Cavini e il reato non c’è, poi se c’è altro si vedrà”. 

Silvana Cortignani


 – L’avvocato di Bruzziches: “Caso Cavini-Frontini, la decisione della gip non sposta di un centimetro la situazione”


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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