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“Non riusciamo più a pescare il coregone, nei prossimi anni proveremo a salvarci con il lattarino e le anguille”

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Montefiascone – “Da mesi non riusciamo più a pescare il coregone, non sappiamo se i prossimi anni riusciremo a salvarci solo con il lattarino e l’anguilla”. È il grido, se non disperato quanto meno disilluso, di una delegazione di pescatori del lago di Bolsena che ieri sera ha incontrato a Montefiascone l’eurodeputato di Forza Italia Salvatore De Meo.

Montefiascone - I pescatori Daniele Papi e Carlo Gentili incontrano l'eurodeputato Salvatore De Meo

Montefiascone – I pescatori Daniele Papi e Carlo Gentili incontrano l’eurodeputato Salvatore De Meo


Prima infatti che iniziasse un evento elettorale forzista al ristorante “La carrozza d’oro” di Montefiascone, una piccola delegazione di pescatori martani si è fermata a parlare con De Meo, accompagnato all’incontro dal presidente della provincia e segretario provinciale di Forza Italia Alessandro Romoli.

“Siamo stanchi perché sta scomparendo la pesca del coregone che è una tradizione secolare che appartiene a questa terra”, hanno fatto presente all’eurodeputato i pescatori Daniele Papi, 30enne, e Carlo Gentili, di 67 anni. Al centro delle loro lamentale, infatti, ci sono le direttive europee che negli ultimi anni non hanno riconosciuto il coregone come specie autoctona del lago di Bolsena proibendone di fatto le nuove semine. Che autoctono non è, in effetti, ma che è stato immesso nelle acque del lago di Bolsena oltre un secolo fa diventando negli anni un’eccellenza gastronomica nazionale.

A fine 2023 il governo italiano è riuscito ad ottenere una deroga a questa direttiva europea, strappando dunque il permesso di fare nuove semine di coregone nel lago del viterbese. “Ma la situazione ormai è critica – ha spiegato il giovane Daniele Papi -. Devono passare almeno quattro anni prima che il coregone, con la semina del 2024, possa essere pescato. Non so se nel frattempo riusciremo a salvarci con il lattarino e l’anguilla”.

“Non c’è ricambio di esemplari, è stato interrotto un ciclo e tanti giovani pescatori stanno abbandonando l’attività – ha aggiunto -. La pesca di coregone rappresenta circa il 70 per cento del fatturato dei pescatori del lago di Bolsena perché è il pesce di maggior valore. Se non riusciamo a pescarlo, la nostra situazione nei prossimi anni sarà davvero difficile”.

“Dobbiamo sollecitare l’Unione europea – ha detto loro l’eurodeputato Salvatore De Meo -. L’obiettivo dell’Italia deve essere quello di riuscire a togliere questi vincoli che non fanno bene ai cittadini”.


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