Viterbo – “Offriamo al turista la possibilità di dormire in una torre di guardia, sarebbe bello se questa tipologia di struttura diventasse un elemento distintivo della città”. Gianmarco Merlani presenta così la Torre del Viterbino Experience, struttura ricettiva lungo viale Raniero Capocci a Viterbo. Una struttura che offre un’esperienza particolare al visitatore che potrà pernottare in una delle torri di guardia medievali lungo le mura della città.
“Mi piacerebbe che il prodotto Torre diventasse un qualcosa di distintivo per la città. Bisognerebbe valorizzare la torre come simbolo dell’accoglienza di Viterbo. Per offrire al turista la possibilità di pernottare stando a contatto con tutta la nostra storia e tradizione. E diciamo anche che, più in generale, mi piacerebbe che Viterbo venisse valorizzata, dandole quello spazio che giustamente merita”, aggiunge Gianmarco Merlani che si occupa di ricettività dal 2015.
Merlani è anche presidente dell’associazione culturale Tusciart Italia, realtà che insieme alla Galleria Chigi promuove eventi culturali nel territorio della Tuscia. Due le strutture che gestisce a Viterbo: Torre del Viterbino Experience e il b&b Il Viterbino in piazza Dante Alighieri. “Bisognerebbe investire nella comunicazione turistica. È impensabile che ci siano siti del comune fermi a natale o a febbraio – conclude -.Noi operatori ci sforziamo ogni giorno per la nostra città, ma il grosso lo deve fare anche l’amministrazione. Il comune potrebbe investire i soldi della tassa di soggiorno per una piattaforma dove offrire una promozione complessiva del territorio”.
Gianmarco Merlani
La “Torre del Viterbino esperienze” è una struttura ricettiva la cui forza è già nella sua struttura…
“Esattamente, la Torre del Viterbino è una struttura unica nel suo genere per il capoluogo della Tuscia. Si tratta di una torre del XIII secolo, l’unica di guardia abitabile delle quattro presenti lungo le mura della città. È un bene privato. Ha una forma pentagonale, in quanto un lato è attaccato alla cinta muraria. Le altre tre torri di guardia sono pubbliche, ma purtroppo versano in un pessimo stato conservativo. Un vero peccato, perché potrebbero essere un valore aggiunto per la città. Una ricchezza turistica di valore inestimabile. E proprio per questo la torre che gestisco è aperta al visitatore. Vogliamo offrire al turista la possibilità di trascorrere un’esperienza all’interno di una torre di guardia che ha alle spalle mille anni di storia. Ogni particolare nella struttura racconta la storia, la tradizione, i cambiamenti del territorio. Si tratta dell’unica torre di guardia medievale della città adibita a struttura ricettiva. Io me ne sono innamorato e ho creduto fortemente fin da subito in questo progetto”.
Come e quando è nata l’idea di ristrutturare una torre e adibirla a struttura ricettiva?
“Questa avventura è iniziata a febbraio dell’anno scorso. L’idea di ricavarci una struttura ricettiva nasce anche perché, essendo presidente di un’associazione culturale che cura eventi ed iniziative sul territorio, sono particolarmente attento al territorio e al tessuto cittadino. Ho pensato di mettere a disposizione del cittadino e del visitatore un bene che altrimenti non sarebbe stato fruibile. In quest’ottica ho creduto che il fine migliore sarebbe stato quello di adibirla a struttura ricettiva. Per dare un prodotto che potesse offrire un’esperienza, ma anche per realizzare un contenitore qualora un fotografo volesse fare un servizio o fotografare dell’oggettistica. Proprio qualche tempo fa, ad esempio, siamo stati scelti per un servizio fotografico che ha visto la collaborazione di una modella, un fotografo e Gaetano Labellarte che ci ha messo a disposizione gli abiti da far indossare. Gli scatti realizzati sono stati pubblicati sulla prima pagina di una rivista internazionale molto nota nei paesi scandinavi. Un’esperienza che è motivo di orgoglio perché comunque è un modo per far conoscere Viterbo fuori dai confini della Tuscia”.
La Torre è un bene restaurato? Come è la struttura all’interno? Quali i confort di cui può godere il turista?
“La Torre è stata restaurata grazie al lavoro di un signore viterbese che, vivendo anche lui nel capoluogo della Tuscia, ha a cuore Viterbo e le sue ricchezze territoriali. La torre e la zona circostante sono state oggetto di bombardamento durante la seconda guerra mondiale. In particolare la torre stessa era danneggiata. Negli anni quindi è avvenuto il restauro, con particolare cura e attenzione. Poi l’idea di adibirla a struttura ricettiva, con un occhio attento a conservare tutto ciò che è l’anagrafica e l’ossatura della struttura.
La protagonista è rimasta infatti la torre stessa. Io ho cercato di valorizzarla non riempiendola troppo. La cura è nei dettagli, molto attanti al territorio. Nei vari ambienti abbiamo una serie di opere d’arte di artisti contemporanei e anche locali. Troviamo opere di artisti come Aldo Pennello, Claudio Morucci. Ma anche quelle di Arialdo Miotti, artista viterbese che fa parte della scuderia della Galleria Chigi e la cui arte contemporanea è molto concettuale, simpatica e anche un po’ irriverente. Tra le sue opere c’è ad esempio ‘Lavami’, un quadro fatto da spugne con un significato intrinseco molto bello. Tra gli altri oggetti c’è anche un cavallo in legno che per 40 anni è stato all’interno del negozio di Aldo Pennello. Diciamo che abbiamo dato spazio alle eccellenze del territorio perché credo sia giusto valorizzare chi vive la nostra terra, la ama e la racconta con passione. Troviamo inoltre anche dell’oggettistica di antiquariato, come un cavallo di una giostra di fine Ottocento. In line generale diciamo che abbiamo inserito degli elementi che fossero in linea con lo stile della torre, proprio per cucirle addosso un vestito meno invasivo possibile, lasciando spazio alla bellezza della struttura stessa. E penso che siamo riusciti a toccare le corde giuste perché i feedback sono molto positivi. Le persone che ci vengono a trovare sono tutte molto soddisfatte dell’esperienza vissuta”.
Viterbo – La Torre dei Viterbino Experience
Cosa trova il visitatore varcando la soglia di ingresso?
“La torre si sviluppa su quattro piano, per 20 metri di altezza. Può ospitare fino a 4 persone. Il visitatore al piano terra troverà un ingresso dove abbiamo un salone, una sala, un divano. Con tanti dettagli, come i libri sulla storia di Viterbo e le opere di artisti locali. Si sale poi al primo piano dove c’è una camera da letto, con dei quadri di Arialdo Miotti, e un bagno. Al terzo livello si trova invece un ambiente con una cucina attrezzata e la possibilità di aggiungere altri due posti letto. C’è anche un bagno e una doccia attrezzata. Qui c’è anche Beatrice, una giraffa peluche degli anni ’70, alta ben due metri e 20 centimetri. Poi all’ultimo piano la terrazza che quest’estate verrà adibita a solarium, doccia esterna e prendisole. Protagonista di un po’ tutta la struttura è anche la scala a chiocciola, il cui corpo centrale è una rotaia di un binario di un treno che non ha punti di saldatura. Ha una lunghezza di oltre 20 metri.
Chiaramente poi offriamo numerosi servizi, come la colazione servita direttamente in torre, percorsi enogastronomici mirati sulla nostra città e le nostre eccellenze. C’è la possibilità di avere una scontistica per quanto riguarda gli impianti termali o di prenotare un appuntamento con un massaggiatore.
Diciamo che cerchiamo di offrire un’esperienza a 360 gradi, dal punto di vista culturale, enogastronomico e del relax”.
La struttura ricettiva è a due passi dal centro e dalla stazione. Un’ottima posizione per chi vuole visitare la città con facilità…
“Siamo infatti a pochi metri dalla stazione di Porta Fiorentina e a ridosso del centro storico. Due punti di forza molto importanti per permettere al turista di raggiungere e visitare la città con grande facilità. Non dimentichiamoci che siamo a pochi passi dal santuario e dalla casa di Santa Rosa. Da lì c’è poi Corso Italia, via Marconi e tutte le piazze che caratterizzano la nostra città. Fino al cuore, con la parte storica e medievale, il Duomo e il quartiere San Pellegrino. Tutto facilmente raggiungibile”.
Un luogo dove il visitatore può vivere un’esperienza. Una sorte di piccolo tutto nel passato. Nella storia e tradizione della città…
“Esattamente, all’interno della torre tutto parla di Viterbo. A partire dalle mura, fino alla cura del più piccolo dettaglio. È un bene unico che andrebbe valorizzato perché parla di noi, della nostra terra”.
Ci spieghi meglio. Quale il suo sogno?
“Mi piacerebbe che il prodotto Torre diventasse un qualcosa di distintivo per la città. Viterbo nel Medioevo contava più di 150 torri. Oggi in piedi sono rimaste all’incirca 40 o 44. Alcune sono pubbliche, come le altre 3 di guardia lungo le mura esterne della città. Su questo bisognerebbe investire. Mi auguro che la nostra struttura ricettiva sia di buon auspicio per far conoscere il più possibile il prodotto torre e che possa incrementare un’offerta ricettiva turistica il quanto più possibile variegata. Bisognerebbe valorizzare la torre come simbolo dell’accoglienza a Viterbo. Per offrire al turista la possibilità di pernottare stando a contatto con tutta la nostra storia e tradizione. Questo è ciò che mi riempie il cuore di gioia, un discorso che credo possa valere per tutti i gestori di strutture ricettive. Diciamo anche che, più in generale, mi piacerebbe che Viterbo venisse valorizzata, dandole quello spazio che giustamente merita. Il mio sogno è che tutta la passione e amore che metto nel mio lavoro si possa tramutare il più possibile in servizio per la città”.
Viterbo – La Torre dei Viterbino Experience
Bisognerebbe fare qualcosa di più per la città?
“Viterbo merita tanto. Noi operatori ci sforziamo ogni giorno per la nostra città. Cerchiamo di dare un’offerta con un quadro a 360 gradi della città, raccontando tutte le ricchezze di Viterbo. è anche vero però che abbiamo bisogno di sostegno. Noi cittadini, e chi risiede dentro palazzo dei Priori, ha l’obbligo morale, civico, di promuovere Viterbo con tutti gli strumenti che si hanno a disposizione. Noi abbiamo una città che vanta una storia millenaria, abbiamo tantissimi prodotti da offrire come: termalismo, la storia con i sette papi e il conclave, l’architettura, il centro storico medievale, le torri, i lavatoi. Ma il grosso lo deve fare anche l’amministrazione. Noi imprenditori ci sentiamo un po’ soli. Non vedo ancora degli investimenti importanti a livello di comunicazione per promuovere la città. Tra le ultime novità reputo molto interessante l’apertura a Vetralla del complesso termale Tuscia Terme, che aiuta ad ampliare l’offerta. Però diciamo che abbiamo bisogno di una mano anche da parte dell’amministrazione. Viterbo non ha niente in meno delle altre città. Non abbiamo niente da invidiare a nessuno. La Tuscia stessa non ha nulla in meno della Toscana. E non vedo perché dobbiamo essere fanalino di coda”.
In specifico cosa per la ricezione turistica?
“Innanzitutto bisognerebbe investire nella comunicazione. Poi si dovrebbero scegliere dei testimonial a cui affidare i nuovi modi di promuovere un prodotto. Senza dimenticare di considerare che oggi la promozione, anche di una città, passa inevitabilmente pure attraverso i social.
Inoltre, bisognerebbe dare una destinazione concreta, tangibile e visibile di dove vanno a finire i soldi della tassa di soggiorno. Il comune, visto e considerato che chi ha una struttura ricettiva ha in capo a sé l’obbligo di tenere i soldi della tassa di soggiorno e darli poi al comune, potrebbe ad esempio investirli in una piattaforma di prenotazioni. Un strumento, curato seriamente, che potrebbe fungere da vetrina per fornire puntuali informazioni a chi sceglie di visitare Viterbo. Una piattaforma, che fa capo al comune, dove trovare gli eventi e le strutture ricettive, con promozione complessiva del territorio. È impensabile che ci siano, come ho letto, siti del comune fermi a natale o a febbraio. Questo non è possibile. L’ente istituzionale dovrebbe essere accanto agli imprenditori e a chi investe nel turismo.
Sarebbe anche importante creare un tariffario dei pernotti, perché non è possibile che magari un collega svenda una stanza a discapito dell’altro. Bisognerebbe allinearci tutti quanti, fare quadrato.
Il nostro territorio ha uno spasmodico bisogno di farsi conoscere. Viterbo è una vera e propria bomboniera, ma abbiamo bisogno di farla conoscere. Il capoluogo della Tuscia non è secondo nessuno. Affligge vederlo così: con negozi chiusi e l’immobiliare che svaluta”.
Maurizia Marcoaldi


