Viterbo – Oltre centomila foto tutte da guardare nello smartphone della 24enne viterbese che accusa di violenza sessuale, lesioni e maltrattamenti Rudy Guede. Oltre centomila, ma mancherebbe la fotografia considerata decisiva ai fini dell’accusa, per cercare e cristallizzare la quale la difesa ha chiesto l’incidente probatorio sullo smartphone della ex fidanzata che lo accusa. Lo spiega l’avvocato Carlo Mezzetti, che difende il 37enne. “Per ora nessuno è entrato nel merito”, dice il legale. Notte e giorno sulle carte il consulente di parte in vista della prossima udienza.
Rudy Guede con l’avvocato Carlo Mezzetti al tribunale di Viterbo
Il 37enne d’origine ivoriana che ha scontato 13 anni di carcere per la morte di Meredith Kercher, è sottoposto dal 6 dicembre alla misura cautelare del divieto di avvicinamento a meno di 500 metri dalla ex e da febbraio anche a un anno di sorveglianza speciale per i primi due reati, mentre il gip ha rigettato la richiesta di arresti domiciliari della pm Paola Conti.
Nel frattempo il difensore Carlo Mezzetti ha chiesto e ottenuto l’incidente probatorio sullo smartphone della presunta vittima, sul quale il gip Savina Poli ha disposto una perizia super partes, affidata all’esperto Luigi Gruttadauria di Roma, il quale ha illustrato come sia giunto all’elaborato, depositato il 2 maggio, all’udienza di mercoledì, rinviata alla prossima settimana per una integrazione tecnica e dare tempo alle parti di studiarsi le carte.
“Nulla è emerso se non che ci sono oltre 100mila fotografie e tra queste non ci sarebbe proprio quella che cercava la difesa, ovvero una foto allegata alla denuncia relativamente alla quale avevamo dei dubbi. Fermo restando che, visto il mare magnum, potrebbe ancora saltare fuori, un dato positivo, che va sicuramente a favore di Rudy Guede”, ci tiene a sottolineare il difensore Carlo Mezzetti.
“Nessuno è entrato nel merito, per cui non si è giunti a nessuna conclusione. Si è parlato delle migliaia di foto da esaminare, di messaggi, di chat, di scambi sui social, tra la parte offesa e il mio assistito e anche con due-tre altre persone. Ma si è trattato di una udienza meramente tecnica, in cui il perito non ha fornito alcun elemento di merito, ha detto di avere estratto più di 100mila foto e un numero enorme di dati, ma senza entrare nel dettaglio”, ci tiene a sottolineare l’avvocato Mezzetti.
“L’unica cosa detta è che non ha trovato una foto importante per la tesi accusatoria, proprio quella foto per cui avevamo chiesto l’incidente probatorio sullo smartphone della ragazza. Manca solo la foto indicata dalla parte offesa come elemento di prova contro Rudy Guede. Ripeto che in alcun modo il tecnico è entrato nel merito”, ribadisce il legale.
“Il nostro consulente di parte, il professor Sandro Salvati di Modena, che sta esaminando giorno e notte tutti gli atti, per il momento non ha visto nulla. Per il momento c’è solo da aspettare”, la conclusione dell’avvocato Carlo Mezzetti.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
