|
|
Vetralla – (sil.co.) – “Preso a bastonate al bar durante gli europei di calcio, aveva lanciato in un giardino una bomba carta”. Ricostruito in tribunale un sanguinoso episodio avvenuto mentre nel locale c’era una folla di tifosi della nazionale incollati al maxischermo.
La mattina avrebbe tirato una bomba carta in un giardino, la sera stessa è stato preso a bastonate al bar ed è finito all’ospedale di Belcolle con entrambe le mani rotte.
Vittima un giovane di Vetralla che verso le sette e mezza di sera del 20 giugno 2021 ha provato a sfuggire alla spedizione punitiva messa in atto da padre e figlio muniti di due bastoni di legno lunghi un metro rifugiandosi in un bar di Vetralla pieno di tifosi della nazionale, perché stavano dando su maxischermo la partita dell’Italia agli Europei di calcio.
La barista che stava dietro al bancone ha fatto appena in tempo a vedere la persona offesa che correva cercando di proteggersi la testa con le braccia e due che lo inseguivano coi bastoni.
“Quando ho visto il primo alzarlo in alto e poi ho sentito il rumore del colpo che gli aveva sferrato ho strillato ed è scoppiato il finimondo, con la gente accorsa per sedare la rissa”, ha detto ieri, testimoniando al processo davanti al giudice Giovanna Camillo in cui è imputato di lesioni aggravate il figlio. sottoposto per questa ragione a obbligo di firma fino al prossimo 24 novembre.
Il “bastonato” è parte civile con l’avvocato Domenico Gorziglia, l’imputato è difeso dall’avvocato Luca Ranalli del foro di Roma. Tra i testimoni la madre della vittima, che ha riferito di successive minacce da parte dell’imputato ai genitori.
“Tuo figlio al processo lo mando con la sedia a rotelle”, “Io faccio 20 anni, ma tuo figlio lo ammazzo”m avrebbe detto al padre, mostrando un video sfocato da Instagram per dire “vostro figlio è un tossico, uno spacciatore”. “Un’altra volta è venuto a cercarci a casa e sono venuti a mandarlo via i carabinieri”, ha aggiunto.
Supertestimone un carabiniere che era fuori servizio la sera dell’aggressione. “Ero in auto sulla Cassia quando ho visto padre e figlio andare verso il bar con due bastoni in mano, un chilometro più avanti ho fatto inversione e tornando indietro li ho visti che tornavano senza bastoni, il figlio anche senza maglietta, palesemente agitati”.
Nel corso dell’udienza si è scoperto che anche la madre dell’imputato sarebbe stata al bar dopo l’aggressione, Il militare e altri testi hanno detto di averla sentita che, urlando, giustificava il figlio: “Ha fatto bene, così impara a tirare le bombe carta nel giardino delle case”. Sembra fosse successo quella stessa mattina.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
