Viterbo – Rudy Guede accusato di violenza sessuale e lesioni dalla ex, al setaccio lo smartphone della presunta vittima. La perizia disposta dal tribunale, che sarà assunta in sede di incidente probatorio, è l’ultimo tassello che mancherebbe per la chiusura delle indagini. Indagini avviate l’estate scorsa dalla procura della repubblica di Viterbo a carico dell’ivoriano 37enne che nel carcere di Viterbo ha scontato la condanna per l’omicidio di Meredith Kercher, violentata e uccisa il primo novembre del 2007 a Perugia.
Rudy Guede con l’avvocato Carlo Mezzetti al tribunale di Viterbo
Su richiesta del difensore Carlo Mezzetti, il gip Savina Poli ha dato incarico a un perito informatico di Roma di effettuare un accertamento tecnico sull’intero contenuto del dispositivo in uso alla ragazza. L’avvocato Francesco Guido, che assiste la parte offesa, aveva chiesto, dal canto suo, l’estrazione di uno specifico file, una fotografia, ritenuta fonte di prova dalla vittima. Titolare del fascicolo il pubblico ministero Paola Conti, che a suo tempo, per prima, aveva chiesto una consulenza di parte sull’apparecchio.
La perizia, come detto, sarà assunta in incidente probatorio, a porte chiuse davanti al gip, con l’esposizione orale del perito e il conseguente esame dello stesso ad opera delle parti.
L’esito della perizia disposta dal tribunale potrebbe rivelarsi decisivo per il prosieguo giudiziario della vicenda. Rudy Guede, come è noto, è sottoposto dallo scorso 6 dicembre alla misura cautelare del divieto di avvicinamento rafforzato dal braccialetto elettronico a meno di 500 metri dalla sua ex, in seguito all’accusa di ripetute violenze sessuali e lesioni refertate al pronto soccorso.
Il 37enne è inoltre indagato anche per presunti maltrattamenti durante la convivenza, durata tra alti e bassi da settembre 2022 a agosto di quest’anno, quando è scattata la denuncia della ex fidanzata, una ragazza oggi 24enne. Da febbraio, inoltre, è stata disposta a carico di Rudy Guede l’ulteriore misura di un anno di sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, misura di prevenzione personale introdotta dal cosiddetto Codice Rosso.
Intervista al Tg1 della ex ragazza di Rudy Guede
La denuncia, come detto, è scattata ad agosto, dopo la rottura, avvenuta la primavera precedente, per sua volontà secondo Rudy Guede, che in sede di interrogatorio di garanzia ha indicato i nomi di numerosi testimoni. La relazione, tra alti e bassi, sarebbe durata meno di un anno, da settembre 2022 a agosto 2023. Ma sarebbe giunta in realtà al capolinea già tra marzo e aprile 2023.
Tra fine primavera e inizio estate, la 24enne, appassionata di equitazione, sarebbe andata a vivere da sola a Grosseto. Ma su chi cercava chi, le versioni sono state contrastanti. Lui si sarebbe soltanto reso utile, preoccupato per la 24enne che, tra l’altro, pur essendo un cavallerizza esperta, avrebbe avuto un incidente e subito delle lesioni, “fotografate” dalla ragazza sui social.
“Mi sono preoccupato per lei, ci siamo sentiti, sono andato a vedere come stava, le ho fatto la spesa”. ha detto Guede. “Ho capito che non si sarebbe fermato. Mi scriveva, mi chiamava, tre volte è venuto senza dirmelo, ha le chiavi di casa a Viterbo”, la versione invece di lei. E ancora: “Non avevo più una vita e non mi sarei perdonata se avesse fatto ad altri le cose cattive che ha fatto a me”.
“Un amore tossico, sono stato io a chiudere”, ha detto e ripetuto più volte Rudy Guede, riferendo al gip i retroscena della fine della relazione. “Lei è anche rimasta incinta e io avrei voluto tenere il bambino”, ha rivelato, sottolineando la profondità del legame con la presunta vittima. “Io l’ho sempre rispettata”, ha detto riferendosi in particolare alla sfera sessuale, parlando di una giovane psicologicamente fragile e con un passato “complicato” alle spalle.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

