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“Sono abusivi, non mi pagano da un anno e mezzo e c’è un decreto di sfratto da settembre 2023”

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Viterbo – “Sono abusivi, non pagano da un anno e mezzo e c’è un decreto di sfratto da settembre 2023”. A parlare è il signor Giovanni davanti alla telecamere di Fuori dal Coro. La sua è una richiesta di aiuto, andata in onda sul programma di Rete 4 la sera dell’8 maggio


Viterbo - Servizio Fuori dal Coro sullo sfratto a casa del signor Giovanni

Viterbo – Il signor Giovanni – Servizio Fuori dal Coro sullo sfratto della sua casa 


Il signor Giovanni è tra gli invitati del programma. Qui il giornalista Mario Giordano spiega brevemente la sua storia per poi lanciare l’approfondimento.

Nel servizio, titolato ‘Ladri di case: non paga da un anno, ha lo sfratto ma non se ne va’, il giornalista della trasmissione arriva a Viterbo e incontra Giovanni. Sotto la sua abitazione, quella dove ci sono delle persone all’interno che a oggi, come spiegano nel servizio, risulterebbero “abusive”. 

A spiegarlo il giornalista: “Andrea De Bernardini insieme alla compagna Roxana occupano la casa del signor Giovanni”. 

Al giornalista, che dalla strada parla con la coppia affacciata alla finestra, viene risposto: “Gli affittuari, non occupanti”. Ribadendo poco dopo: “Non siamo occupanti”.

Ma è poi il giornalista a specificare, mostrando il verbale di prima udienza del tribunale di Viterbo, che: “Si definiscono affittuari, però non pagano l’affitto. E hanno uno sfratto deciso con sentenza del giudice già a settembre”. “Si erano presentati dicendo che avevano un lavoro – aggiunge poi il giornalista -, in realtà non ce l’hanno. Vivono alle spalle di Giovanni”.

Ed è proprio il proprietario a spiegare che “Non pagano da un anno e mezzo”. Specificando anche: “Si sono presentati come dipendenti privati”. Aggiungendo: “Hanno pagato solo per qualche mese e poi hanno smesso di pagare. Mi sono sentito preso in giro e ho iniziato l’azione legale”. Nel corso del servizio il signor Giovanni afferma: “Ho perso circa 10mila euro e pago anche il mutuo perché era stato un investimento. L’ho fatto per trasferirmi qui anche in futuro, andando incontro alla vecchiaia pensavo di avere una casa più comoda. Vorrei proprio rientrare in possesso dell’appartamento per venirci ad abitare io”. 

E aggiunge: “Sono abusivi perché c’è un decreto di sfratto da settembre 2023. Avrebbero dovuto abbandonare la casa per intimazione entro gennaio e di fatto abitano ancora lì, facendo il comodo loro a spese mie”. E nel documento mostrato si specifica infatti che gli occupanti dovevano rilasciare l’immobile il 31 gennaio 2024.

Al giornalista che chiede come mai di questo comportamento, Andrea De Bernardini dalla finestra spiega: “Perché adesso non ci arrivavo con l’affitto a pagare”.

Nel corso del servizio la situazione si scalda quando la compagna di Andrea De Bernardini inizia a filmare dalla finestra il giornalista e il proprietario, aggiungendo: “Non avete nessun diritto di farlo”. Per poi affermare: “Vi sembra che abbiamo fatto un crimine? Non siamo i primi che hanno fatto uno sfratto”.

Vengono chiamate anche le forze dell’ordine che chiedono al giornalista di identificarsi. Gli agenti dopo il controllo vanno via e proprio poco dopo la situazione si complica. A giungere sul posto la madre di Andrea De Bernardini che interrompe l’intervista del giornalista rivolgendosi con insulti al proprietario dell’appartamento. La donna grida, facendo riferimento alle condizioni della nuora: “Adesso chiamo l’autoambulanza che sta male”.

E gli insulti sono anche per il giornalista. “Le do una borsata a lei che lo rigiro, imbecille”.

Si tenta un chiarimento ma la donna è alquanto aggressiva. “Zitto, zitto – grida avvicinandosi al signor Giovanni -. Ti do una borsata che t’accoppo”. E ancora: “Che ti credi che mi fai, quattr’occhi rimbecillito”. 

La speranza di Giovanni, spiega in ultimo il servizio, “è quella di rientrare in possesso prima possibile dell’appartamento”.

“Nonostante il primo tentativo dell’ufficiale giudiziario andato a vuoto, ora Giovanni attende fiducioso il secondo accesso previsto a fine mese”, aggiunge il giornalista. 

Un servizio che non riesce a riportare la calma e alcun chiarimento. Finito con una scena alquanto offensiva rivolta al signor Giovanni e al giornalista. Sull’uscio della porta una persona si cala i pantaloni e mostra il sedere. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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