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Uno degli amici di Ubaldo Manuali: “Si compiaceva delle sue donne…”

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Processo a Ubaldo Manuali - Ammesse le telecamere in tribunale

Processo a Ubaldo Manuali – Ammesse le telecamere in tribunale


Viterbo – Netturbino accusato di essere uno stupratore seriale di donne conosciute su Facebook approfittando della somiglianza con Keanu Reeves, in aula la testimonianza di uno dei due amici cui Ubaldo Manuali ha inviato foto e video delle sue vittime. Il diretto interessato nel frattempo continua a proclamarsi innocente e a dire che loro erano consenzienti. 

L’amico. È uno degli elementi di prova portati ieri dall’accusa alla ripresa del processo al netturbino accusato di avere narcotizzato, violentato e filmato tre donne di 59, 50 e 48 anni, conosciute su Facebook, che si sono costituite parte civile al processo in corso davanti al collegio del tribunale di Viterbo. 

In tribunale, per l’occasione, le telecamere Mediaset di Quarto Grado e Mattino cinque news, tornati a intervistare i protagonisti della vicenda e in particolare Stefania Loizzi, la donna di Mazzano Romano che con la sua denuncia, il 15 gennaio dell’anno scorso, sospettando di essere stata drogata dopo essersi svegliata la mattina con l’imputato nel suo letto, ha dato il via alle indagini. Da segnalare qualche momento di tensione con la figlia dell’imputato, che non voleva essere ripresa. 

In aula anche la parte offesa di Capranica, che a differenza della Loizzi e della donna di Alatri, ha chiesto di testimoniare a porte chiuse. Non si dà pace: “Una si aspetta che certe cose possano capitare a una ragazzina, non a una donna adulta. Poi ti ci ritrovi e continui a chiederti come passa esserti successo”.


Tribunale - Intervistata da Mediaset prima dell'udienza una delle presunte vittime di Ubaldo Manuali

Tribunale – Intervistata da Mediaset prima dell’udienza Stefania Loizzi, una delle presunte vittime di Ubaldo Manuali


Condivisioni compiaciute con l’amico. “Mi ha mandato delle foto di una che si metteva il pigiama, ma anche delle foto forti, intime, una vagina e un sedere, che gli ho detto di non mandarmi più, perché non gradivo, non mi interessavano. Erano accompagnate da commenti compiaciuti ma non denigratori, c’era del narcisismo, era per esibire le donne con cui usciva”, ha riferito il teste, un 65enne romano. 

Due flaconi di benzodiazepine. Di due marche diverse, i due flaconi sono stati sequestrati uno in macchina e l’altro in casa. Li ha trovati la polizia che il 17 gennaio 2023, il giorno dopo la denuncia di Stefania Loizzi, ha sottoposto a perquisizione personale e domiciliare Ubaldo Manuali, prelevato dagli investigatori sul suo posto di lavoro a Rignano Flaminio e condotto presso la sua abitazione di Riano. La donna era stata trovata positiva alle benzodiazepine dai sanitari del pronto soccorso dell’ospedale San Pietro.

Dal pigiama ai video espliciti. Quel giorno sul cellulare del 59enne c’erano cinque foto si Stefania Loizzi, scattate la sera del 14 gennaio, tra le 21.58 e le 22.32, mentre stava seduta sul bordo del letto intenta a infilarsi il pigiama. La successiva perizia, come è noto, ha portato alla luce centinaia di fotografie e video sessualmente espliciti di una miriade di donne, tre sole delle quali identificate. “Centinaia di contatti con donne sul suo profilo Facebook”, ha spiegato un ispettore del commissariato Flaminio Nuovo, sentito come testimone. 

No a telecamere e porte chiuse. Intanto la difesa, avvocati Tiziana Ronchetti e Fabio De Luca, ottenendo l’estromissione dall’aula delle telecamere, si è vista però negare la prosecuzione del processo a porte chiuse. I legali di Manuali, riguardo proprio al sequestro dei due flaconi di benzodiazepine, hanno insistito che fossero farmaci “per uso personale”, “prescritti il  il 20 novembre 2022 dal medico di base (che sarà sentito alla prossima udienza, ndr) su ricetta bianca, quindi impossibile da acquisire”.

Testi chiave tossicologa e biologa. La difesa è tornata inoltre sulla presenza in casa Loizzi di “sonniferi”, che lei ha detto essere della madre nonché sulla presunta mancanza di prove cliniche di uno stupro consumato sulla donna, l’unica a nn essere stata filmata  da Manuali. A fine mese potrà essere fatta chiarezza con le deposizioni della tossicologa e della biologa che hanno esaminato i reperti. Sarà inoltre ascoltato il secondo amico con cui Manuali ha scambiato foto e video. 

Silvana Cortignani


Michele Adragna

Il pm Michele Adragna


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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