Salvatore Bramucci e la moglie Elisabetta Bacchio
Soriano nel Cimino – La vedova Elisabetta Bacchio pronta a vendere il “tesoretto” di Rolex di Salvatore Bramucci, mentre il killer Tonino Bacci avrebbe nascosto circa diecimila euro del delitto in un barattolo di vetro sotterrato sotto la paglia di un vecchio pollaio fatiscente.
Sono due degli elementi nuovi emersi durante l’udienza di ieri del processo in corte d’assise per omicidio premeditato ai sei imputati della morte del pregiudicato 58enne freddato a colpi di pistola vicino casa, il 7 agosto 2022, nelle campagne di Soriano nel Cimino.
Supertestimone del pubblico ministero Massimiliano Siddi, ancora una volta, il luogotenente dei carabinieri chiamato a fare il punto sulle indagini che hanno portato nell’arco di un anno e mezzo agli arresti di Antonio Bacci, Lucio La Pietra, Sabrina Bacchio, Elisabetta Bacchio, Dan Costantin Pomirleanu e Alessio Pizzuti.
A partire da sinistra dall’alto: Elisabetta Bacchio, Sabrina Bacchio, Alessio Pizzuti, Dan Constantin Pomirleanu, Lucio La Pietra e Antonio Bacci
Società “Big Family” coi soldi di Bramucci. A cose fatte, dopo la morte di Bramucci, le sorelle Bacchio avrebbero cominciato a fare programmi, dall’investimento da 250mila euro nel settore immobiliare alla società di ricambi per auto e moto chiamata Big Family, che avrebbe dovuto impiegare anche il figlio maggiore di Bramucci, in cui la vedova avrebbe dovuto mettere diecimila euro tramite la vendita di uno dei Rolex del marito.
Tesoretto di Rolex da 150mila euro. A proposito del famoso “tesoretto” di orologi preziosi collezionati da Bramucci, Elisabetta Bacchio avrebbe mandato al compagno della sorella la foto di 9 Rolex, fatti valutare su sua richiesta, per un valore di 150mila euro. “Durante la perquisizione dell’abitazione, dopo l’omicidio, ne abbiamo trovati tanti, nascosti in vari punti della camera da letto della coppia, tanto da consigliare alla moglie di metterli in un luogo più sicuro”.
Killer con la passione del rap. Bacci, dal canto suo, si sarebbe dato alla musica. “Si era messo a fare il manager di un rapper romano, ‘Er Bombolino’, per cui aveva curato il videoclip di una canzone intitolata ‘Ce vo’ un millon’. Abbiano trovato foto e video sul suo telefonino”, ha spiegato il luogotenente.
“Er Gomma” e i motori del piano diabolico. La Pietra sarebbe stato presentato a Bacci a ridosso del 25 luglio 2022 dal vicino di casa Pizzuti. Molto è emerso dalle intercettazioni ambientali e tramite gps della compagna di La Pietra dopo gli arresti del 13 settembre quando la donna, che aveva in uso auto e telefono del presunto killer, avrebbe incontrato e parlato con tutta una serie di personaggi, tra i quali spicca un meccanico dal colorito soprannome di “Er Gomma”. Avrebbe un ruolo nella famosa vicenda dei motori veri per due Smart di famiglia e del “motore per tua madre” usato nel gergo della pianificazione del delitto.
Cena di pesce la sera del delitto. Domenica 7 agosto, Bacci, La Pietra e Pizzuti sarebbero andati a cena fuori in un ristorante di pesce dalla capitale. Nei giorni successivi è un moltiplicarsi di contatti e incontri aventi per tema i soldi tra Bacci e il cognato della vittima Pomirleanu, che va e viene anche più volte al giorno da Soriano a Roma. Bacci parla di soldi anche col nipote cui pochi giorni dopo l’omicidio ha inviato una foto di banconote da 50 euro, dicendogli “te ne porterò tanti”.
Soldi del sicario sepolti nel pollaio. È nelle campagne dove vive il nipote che lo scorso 17 agosto, nel corso di una perquisizione, sono stati sequestrati i diecimila euro di Bacci nascosti nel barattolo, ritenuti dagli investigatori provento del delitto. L’imputato, al riguardo, ha chiesto di rilasciare spontanee dichiarazioni, in collegamento video dal carcere di Mammagialla: “Erano miei risparmi, soldi ottenuti dalla assicurazioni per alcuni incidenti in cui ero rimasto coinvolto a da un vicino per una causa vinta”.
“Bacci, infame fracico”. Bacci viene definito dalla compagna di La Pietra “infame fracico”, mentre di La Pietra dice che non avrebbe ascoltato i consigli di un suo ex compagno di cella. “Le prove le vedi pure sul giornale”, dice la compagna del killer, riferendosi ai fermo-immagine delle telecamere che hanno ripreso le due auto e i due occupanti della Smart a noleggio del gruppo di fuoco durante la trasferta omicida. L’ex compagno di prigione commenta: “Avrebbe dovuto quantomeno mettersi dentro il bagagliaio”. D’accordo pure il cognato, cui anche i banditi avrebbero chiesto di partecipare, che quel “lavoro”non fosse da fare: “Adesso non scappi più, c’è la tecnologia, qualsiasi cosa fai ti spogliano”.
Vero e falso per coprire la pianificazione. Nel frattempo è stato lo stesso sostituto Siddi a spiegare alla corte d’assise che i famosi biglietti arerei per la Grecia della coppia composta dal figlio maggiore di Bramucci e dalla fidanzata fossero effettivamente andata e ritorno, così come ci sono riscontri di una visita di Elisabetta Bacchio al Gemelli il 20 giugno 2022, pochi giorni dopo avere parlato di “professore, operazione e 30mila euro” con la sorella Sabrina. Secondo l’accusa, come la storia dei motori, fa parte dello stesso misto di gergo e verità, nel caso specifico come copertura mentre le presunte sorelle diaboliche parlavano del costo dell’ingaggio di Bacci come sicario.
Silvana Cortignani
Omicidio Bramucci – I cognati della vittima imputati di concorso in omicidio, Dan Costantin Pomirleanu e Sabrina Bacchio
Sei imputati di omicidio premeditato in concorso:
– Elisabetta Bacchio: nata nel 1977, detenuta a Civitavecchia dal 26 settembre 2023, difesa dagli avvocati Maurizio Filiacci e Walter Pella
– Sabrina Bacchio: nata nel 1974, detenuta a Rebibbia nuovo complesso dal 22 ottobre 2022, difesa dall’avvocato Paolo Delle Monache
– Dan Costantin Pomirleanu: nato nel 1990, detenuto a Regina Coeli dal 4 gennaio 2024, difeso dagli avvocati Giorgia Ciucci e Stefano Maranella
– Antonio Bacci: nato nel 1974, detenuto a Viterbo dal 13 settembre 2022, difeso dagli avvocati Giancarlo Costa e Chiara Fiore
– Lucio La Pietra: nato nel 1974, detenuto a Viterbo dal 13 settembre 2022, difeso dall’avvocato Antonio Rucco
– Alessio Pizzuti: nato nel 1990, agli arresti domiciliari dal 4 gennaio 2024, difeso dall’avvocato Lanfranco Cugini
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


