Viterbo – Dopo 40 anni di carriera tra libri e banchi di scuola nelle vesti di professore, Antonello Ricci va in pensione. Meritata e tanto attesa. Ma non si ferma. È tempo di bilanci e di rilanci. Per festeggiare il traguardo ha deciso di donare a tutti i presenti uno spettacolo musicale-racconto in programma per venerdì 14 giugno al Bistrot del teatro San Leonardo, in via Cavour 9.
Antonello Ricci
Sarà un’occasione speciale, per amici e famigliari che saranno presenti quella sera, nel vedere Antonello Ricci esibirsi in pubblico mentre suona la chitarra e l’armonica bocca, due strumenti che hanno segnato la vita di Ricci, accompagnata dal canto. Una sfida con sé stesso che ha accettato di affrontare mettendosi in gioco a 60 anni.
Al suo fianco, ci saranno i musicisti angeli custodi della band Rollin’ Thunder Revue. Silvio Ciapica (chitarra acustica, pianoforte, voce e controcanti), Massimo Giacci (chitarra elettrica); Dario Tredicucci (chitarre acustiche), Marco D’Aureli (armonica a bocca), Olindo Cicchetti (letture e canti).
La copertina di “Dylaniana”
A partire dalle 17,30 si potrà accedere al Bistrot in attesa della performance prevista per le 18. A seguire un calice di vino accompagnato da qualche stuzzichino, sarà offerto a tutti i presenti per festeggiare e brindare il traguardo di Antonello.
A ogni partecipante sarà donato uno dei suoi ultimi scritti: Dylaniana, edito da Effigi Editori, Arcidosso 2024, una generosità dell’editore Mario Papalini.
“Dylaniana è l’ultimo libro d’amore e d’incanto per la parola orale – racconta l’autore – che ho scritto. Per me, Dylaniana, è stato un ritorno alle origini. Questo libricino è la memoria di canzoni che mi hanno accompagnato in questi lunghi anni. È la memoria del corpo di brani che hanno rispecchiato le mie passioni a 18 anni. Dove tutto ha avuto inizio. Bob Dylan è stato per me la porta. È stata quella scossa, quella corda suonata a vuoto che ha risvegliato qualcosa dentro di me, nascosto nel profondo del corpo. Il corpo ricorda, non scorda, non tradisce ma tramanda”.
Tra una traduzione e l’altra dei brani, tra lo scorrere delle pagine di Dylaniana, ci sono alcuni ritratti di Antonello Ricci, realizzati con il “graffio stilistico” del figlio Lorenzo. “Quei ritratti sono come mi vede lui oggi – spiega -, come mi ricorda quando era piccino e come mi sogna-essere-stato prima che nascesse”. La copertina del libro, invece, è il risultato della creatività e dell’inventiva grafica di Silvia Cruciani.
Poche pagine scritte e stampate che descrivono a pieno la figura di Antonello Ricci, “un poeta della narrazione, un levigatore della parola”, come lo definisce Silvio Ciapica, il fratello di sempre e compagno di avventure di Ricci. Attraverso la musica di Bob Dylan, Ricci narra ricordando le esperienze più significative che hanno segnato tappe della vita e attraverso la quale ha riscoperto sé stesso. Momenti bui e in solitudine alternati ai momenti di felicità e condivisione con gli altri.
Dylaniana non sarà il suo ultimo scritto. Antonello ha già in cantiere diversi progetti. “Posta per me”, una raccolta di 50 lettere scambiate tra corrispondenti da ’84 al 2004. Sarà un autoritratto intellettuale condiviso con gli amici, un’analisi antropologica. Una raccolta di lettere scritte o trascritte al computer, a mano, inviate per mail, stampate o firmate, sms quando al tempo non esistevano i social network o WhatsApp.
“La lengua vitorbese” sarà un viaggio nella dialettalità della città dei papi percorso dall’autore attraverso prose e poesie. “Canti del porco corpo”, invece, una serie di canti e inni al corpo come custodia dell’identità dove il sapere e la memoria trasmettono cultura e tradizione.
La partecipazione all’evento del concerto-racconto di Antonello Ricci è gratuita, ma per questioni organizzative, è preferibile prenotarsi. Ciascun per sé. Il numero di riferimento è 3668782880.
Antonello Ricci va in pensione e con Dylaniana sarà l’inizio di un nuovo capitolo della sua vita.
Federica Focaracci

