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“Assolto in via definitiva dopo 6 anni in cui il mio nome è finito in prima pagina…”

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Viterbo - I cuori "solidali" sulla serranda della copisteria di Luca Fazi

Viterbo – I cuori “solidali” sulla serranda della copisteria di Luca Fazi

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Gentile direttore, sono Luca Fazi e avvalendomi del diritto di replica, essendo io la persona intorno alla quale ruota l’articolo di cui sopra, vorrei fare alcune precisazioni che, spero vorrà poi pubblicare nella forma che riterrà opportuna, ma senza che ne sia stravolto il contenuto o l’intenzione.

A leggere l’articolo pubblicato oggi, la sua giornalista S.C., riferisce la notizia di cronaca con dovizia di particolari e cita più volte il mio nome come quello di persona non colpevole, stimato artigiano e cittadino.

Bene, cosa dovrei dire, se non che è la verità acclarata, dopo 6 anni in cui la giustizia ha fatto il suo corso e che il verdetto è arrivato dalla Corte di Cassazione dopo il terzo grado di giudizio… sin qui tutto vero e perfetto.

Ora, forse,  S.C. non ricorda i molteplici articoli che lei stessa scrisse, a partire dal giorno in cui la vicenda iniziò. Io purtroppo non li ho dimenticati, così come la mia famiglia e i miei amici e i miei clienti non li hanno dimenticati. Nel dubbio sono anche andato a rileggerli e chiunque può ancora farlo perché sono ancora nel web, digitando: truffa/non solo copie/Fazi/arrestato titolare della copisteria/colpevole.

Bene, certo che ora anche lei si sia rinfrescato la memoria, potrà notare quello che a suo tempo sembrò a me e non solo come una “anomalia giornalistica” – in quanto, in molti di quegli articoli, le mie generalità per esteso, il nome della mia attività, il reato commesso e la mia complicità con gli altri indagati – venivano scritti in grassetto o come è corretto dire in carattere bold, cioè ispessito, con lo scopo di attirare ancora di più l’attenzione del lettore e dare maggiore risalto al reato commesso e a chi ne era l’insospettabile artefice.

Ho atteso in silenzio che questa “triste vicenda” di malagiustizia terminasse, nell’attesa di vedere, dopo il giusto riconoscimento di innocenza, se il suo giornale e la sua giornalista S.C. scrivessero un articolo con la stessa veemenza e con le stesse caratteristiche editoriali degli articoli sopra citati e niente, proprio niente altro che una stesura “normale” così come si conviene nel narrare un fatto di cronaca, in cui il giornalista illustra l’avvenimento con dovizia di particolari, e come voi precisate in calce con: “Presunzione di innocenza – Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. 

Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”; allora perché più e più volte negli articoli del 2018 e seguenti si scrisse “…il titolare di Non Solo Copie… colpevole di truffa ai piccoli risparmiatori… associazione a delinquere… arrestato insospettabile artigiano… Fazi Luca titolare della copisteria…”, quando ancora non era stata emessa nessuna sentenza?

Ora, sappiamo che le buone notizie non ricorrono a quella veemenza che suscita consensi. A partire dal giorno, in cui la vicenda ha avuto iniziò, nessuno ha dimenticato quelle parole che pesanti come un macigno, ad iniziare dai miei figli e dai miei cari. I miei figli divenuti adolescenti e che per mesi, come me, non hanno dormito serenamente, nell’attesa dello squillo notturno del campanello che significava “controllo quotidiano delle forze dell’ordine”.

Il loro amore con la frase “papà non ti preoccupare, andrà tutto bene”, quello della famiglia, degli amici e di chi in questa città ci conosce, hanno fatto scudo contro chi ha puntato il dito e espresso giudizi negativi contro di me.

Dopo aver illustrato, incontestabili fatti, mi chiedo perché? A cosa è giovato uno “scrivere” così incisivo e infervorato? Io e i miei cari non sappiamo darci una spiegazione, ma l’articolo di oggi, che non scalda gli animi né risveglia le coscienze, è un innegabile parametro di confronto sul modo di scrivere della stessa giornalista e del suo quotidiano in merito alla stessa vicenda.

Luca Fazi
Titolare di Non Solo Copie


– Piccoli risparmiatori truffati, assolto in via definitiva il titolare della copisteria del Paradiso


Solo cronaca come sempre. È questo che facciamo. Nessuno si infervora. Nessuno si accanisce. Anzi nel suo caso, spesso e volentieri è stata messa in evidenza la solidarietà che l’ha circondata fin dall’inizio. Le foto con i cuori del suo negozio in archivio lo testimoniano. In ogni caso lei fa una questione di toni e di stile. E non di fatti. Noi non vediamo le cose che lei afferma di vedere. Le frasi che riporta sono le accuse mosse, che ovviamente sono oggetto di cronaca, e non coloriture del giornalista di turno. 

In ogni caso le faccio notare che siamo stati gli unici a pubblicare l’assoluzione definitiva, proprio come è giusto che sia. E a noi sembra esattamente il contrario di quello che lei afferma vedere nei nostri articoli. Anche se non si comprende perché in tanti anni non abbia mai trovato il tempo per far valere il suo punto di vista, non su questioni di fatto ma sui toni e di stile. Ma, ripetiamo, si tratta solo di questioni di stile, sulle quali – su questo concordiamo – ogni lettore si può fare un’opinione. E si spera che almeno su questioni di stile i giornali abbiano una qualche libertà, ma non ci pare il suo il caso. Caso in cui ci si è attenuti alla pura cronaca.

Per quanto ci riguarda continueremo a fare cronaca nel modo corretto che ci distingue. Esattamente come nel suo caso. Quindi nessuna anomalia giornalistica, anzi. Unica anomalia questa lettera che ci invia, di cui non comprendiamo il senso fino in fondo, visto come il suo caso è stato trattato dalla nostra giornalista. Ma ovviamente è un nostro limite intellettuale.

C.G. 


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