Viterbo – (sil.co.) – Il boss Bouyn ai domiciliari a due passi dalla splendida Villa Lante di Bagnaia tra proselitismo via social, traffico di migranti dai Balcani, droga e contrabbando.
Mafia turca – A Viterbo la cattura del boss Baris Boyun
Baris Boyun, il mafioso turco quarantenne arrestato per terrorismo lo scorso 22 maggio a Bagnaia, dove si trovava dal 21 marzo ai domiciliari, avrebbe gestito alcune pagine social, dove avrebbe fatto attivamente proselitismo.
L’organizzazione smantellata il mese scorso in Italia – con 18 arresti, dieci dei quali nel Viterbese tra cui un 31enne del capoluogo, l’unico italiano – si sarebbe “finanziata” tramite il traffico internazionale di migranti (attraverso la rotta che passa per i Balcani), quello di droga (principalmente cocaina e stupefacenti di natura chimico-sintetica come Mdma-Extasy-Anfetamina” ) nonché il contrabbando di sigarette gestito anche da gruppi terroristici.
Contrabbando nel quale oltre alla Turchia. da dove proveniva la merce, sarebbero stati coinvolti anche Belgio e Paesi Bassi. Secondo gli investigatori, l’organizzazione di Boyun poteva contare sul supporto di impiegati delle dogane corrotti che operavano in diversi porti olandesi.
“Baris Boyun rappresenta un nuovo stile di organizzazione criminale. Si tratta di una realtà che cresce per strada e usa le moto per agire”, dice Timur Soykan, uno dei massimi esperti della criminalità organizzata in Turchia, descrivendo così il profilo di Boyun, così come riporta il Manifesto. Dalla Turchia se ne sarebbe andato nel 2019, poco prima di un’operazione della polizia contro la sua organizzazione. “La rotta della fuga dei criminali come Baris Boyun ormai è la stessa. Prima vanno in Georgia, dove hanno legami e cercano di portare avanti il loro business, e poi scappano in Europa”, dice sempre Timur Soykan, spiegando la scelta delle organizzazioni criminali turche.
In una conversazione dello scorso 3 marzo, quando Boyun era ancora ai domiciliari a Crotone, il boss invita l’interlocutore a stipare il carico nei doppi fondi delle autovetture spiegando che le stesse potrebbero trasportare fino a 50 pacchi di sigarette (“Baris Boyun dice di provare a fare 50 pacchetti di sigarette, e vedere quante ce ne stanno. Dopo dice che secondo lui ‘da lato a lato’ fanno 50. Anche il ‘ragazzo’ avrebbe detto che 50 ci stanno”).
Tornando alle droghe, c’è una conversazione tra Boyun e la convivente, captata da un ambientale all’interno dell’abitazione di Bagnaia, in cui il boss spiega alla compagna che i guadagni derivanti dalla produzione di “zuccheri” sono da commisurarsi in riferimento alla zona in cui saranno venduti, indicando i prezzi di 24, 27, 28 e 29 a seconda della vendita a Izmir o a Istanbul. “In questo caso – si legge nell’ordinanza di arresto del gip di Milano – i prezzi potrebbero riferirsi al commercio di eroina che, sul mercato all’ingrosso è vendibile dai 24mila ai 30mila euro al chilogrammo”.
Oltre all’Italia, dove si è visto un coinvolgimento sinergico fra polizia di stato e guardia di finanza, la complessa indagine ha visto anche l’importante contributo delle forze dell’ordine turche. La polizia turca ha collaborato con agenti del Kom, la sezione specializzata nella lotta al crimine organizzato e al contrabbando, che opera quotidianamente contro la mafia turca a Istanbul.
Inoltre, l’operazione ha visto il coordinamento di Europol, che ha inviato due esperti in intelligence. L’organizzazione di polizia europea, tramite Empact (European multidisciplinary platform against criminal threats) coordina gli sforzi dei paesi membri nella lotta a ogni tipologia di crimine transnazionale, da quello cyber, fino al traffico di esseri umani e il terrorismo jihadista, fornendo intelligence strategica e rafforzando la cooperazione fra le diverse forze di polizia.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
