Viterbo – (b.b.) – Caldo, afa e umidità. Nel giorno del solstizio d’estate si sono registrati picchi di 36 gradi nella Tuscia. Giornata dalle temperature bollenti quella di ieri su tutto il territorio Viterbese per cui dal ministero della Salute è stato diramato un bollino di allerta arancione.
Ondata di caldo
I termometri ieri hanno segnato alle 8 del mattino 27 gradi, saliti poi a 35 alle 14 del pomeriggio. Con un grado in più di temperature percepite a causa dell’elevata umidità dell’aria. Oggi, temperature in leggera diminuzione, con termometri che segneranno durante il corso della giornata picchi di 33 gradi attorno alle 14. 34 saranno i gradi percepiti a causa della temperatura dell’aria e della relativa umidità.
L’intera giornata sarà contraddistinta da un allerta di tipo giallo – livello 1 -, mentre già da domani i dati scenderanno ulteriormente. Con temperature che torneranno in linea con le medie di stagione. 21 gradi alle 8 del mattino e 29 alle 14 (percepiti 30).
Intanto da giorni ormai, il cielo sopra l’intera provincia così come nel resto di Italia e in gran parte di Europa, si è colorato di “giallo”. Una cappa insolita che assieme alle elevate temperature del periodo sta contribuendo all’elevata percezione del calore. La riposta al fenomeno è da ricercare nello scattering, la diffusione della luce del sole attraverso le molecole dell’aria. Nel caso specifico del cielo giallo, a essere riflessa dai raggi del sole è la polvere del deserto del Sahara, spinta dai venti meridionale. La polvere, di colore rossastro, contiene minerali che sono ossidi di ferro, come ematite, magnetite, e maghemite, presenti in grande quantità nel suolo nel Sahara.
Ecco cosa fare e quali sono i consigli degli esperti
Evita di esporti al caldo e al sole diretto nelle ore più calde della giornata (tra le 11.00 e le 18.00): temperatura e umidità elevate possono provocare sintomi associati al caldo e ustioni. Evita le zone particolarmente trafficate, in particolare per i bambini molti piccoli, gli anziani, le persone con asma e altre malattie respiratorie, le persone non autosufficienti o convalescenti. Recati in luoghi pubblici come parchi e giardini nelle ore più fresche della giornata. Esci nelle ore più fresche. Trascorri le ore più calde della giornata nella stanza più fresca della casa, bagnandoti spesso con acqua fresca. Assicura un adeguato ricambio di aria: la ventilazione naturale determina un miglior ricambio dell’aria rispetto alla ventilazione meccanica. Utilizza correttamente il condizionatore o il ventilatore. Indossa indumenti chiari, leggeri in fibre naturali (es. cotone, lino), riparati la testa con un cappello leggero di colore chiaro e usa occhiali da sole. Proteggi la pelle dalle scottature con creme solari ad alto fattore protettivo. Bevi liquidi, moderando l’assunzione di bevande gassate o zuccherate, tè e caffè. Evita, inoltre, bevande troppo fredde e bevande alcoliche.
Segui un’alimentazione leggera, preferisci la pasta e il pesce alla carne, evitando i cibi elaborati e piccanti; consuma molta verdura e frutta fresca. Fai attenzione alla corretta conservazione degli alimenti deperibili (es. latticini, carne,) in quanto elevate temperature possono favorire la proliferazione di germi patogeni causa di patologie gastroenteriche. Se assumi farmaci, non sospendere autonomamente terapie in corso ma consulta il tuo medico curante per eventuali adeguamenti della terapia farmacologica. Fai attenzione alla corretta conservazione dei farmaci, tienili lontano da fonti di calore e da irradiazione solare diretta e riponi in frigorifero quelli che prevedono una temperatura di conservazione non superiore ai 25-30°C. Se l’auto non è climatizzata evita di metterti in viaggio nelle ore più calde della giornata (ore 11.00-18.00). Non dimenticare di portare con te sufficienti scorte di acqua in caso di code o file impreviste. Non lasciare persone non autosufficienti, bambini e anziani, anche se per poco tempo, nella macchina parcheggiata al sole. Assicurati che le persone malate e/o costrette a letto, non siano troppo coperte. Offri assistenza a persone a maggiore rischio (ad esempio anziani che vivono da soli) e segnala ai servizi socio-sanitari eventuali situazioni che necessitano di un intervento. Nelle persone anziane un campanello di allarme è la riduzione di alcune attività quotidiane (spostarsi in casa, vestirsi, mangiare, andare regolarmente in bagno, lavarsi) che può indicare un peggioramento dello stato di salute. In presenza di sintomi dei disturbi legati al caldo contatta un medico.
L’ordinanza anti caldo del presidente della regione Lazio Francesco Rocca
A seguito dell’innalzamento delle temperature stagionali, la regione Lazio, attraverso un’ordinanza firmata dal presidente Francesco Rocca, ha stabilito di adottare nuove misure per la tutela della salute dei lavoratori esposti al caldo eccessivo, con particolare attenzione ai settori agricolo, florovivaistico e ai cantieri edili. I lavoratori impiegati in questi ambiti, infatti, sono maggiormente a rischio di stress termico e colpi di calore, a causa della prolungata esposizione al sole e alle elevate temperature” fanno sapere in una nota dalla regione Lazio.
Francesco Rocca
L’orario più a rischio è quello tra le 12,30 e le 16. “L’Inail, con il progetto Woeklimate, ha reso disponibili mappe nazionali di previsione del rischio di esposizione al caldo sul sito worklimate.it – prosegue la nota della regione -. In questo senso, la regione ha deciso di vietare le attività lavorative all’aperto dalle ore 12,30 alle 16, con efficacia immediata fino al 31 agosto 2024, nei giorni in cui il rischio di esposizione al sole con attività fisica intensa è segnalato sul sito https://www.worklimate.it/scelta-mappa/sole-attivita-fisica-alta/ come “Alto”.
Obiettivo principale dell’ordinanza è quello di ridurre l’impatto dello stress termico e di prevenire le conseguenze gravi per la salute dei lavoratori. “La regione Lazio – spiega il presidente Francesco Rocca -, dice stop ai lavori usuranti nelle giornate di massimo calore. Infatti, con la firma di questa importante ordinanza, vietiamo in queste giornate ogni attività lavorativa nei settori agricolo, florovivaistico e nei cantieri edili. Questa è una misura a protezione dei lavori e della sicurezza pubblica: non vogliamo più morti e incidenti sul lavoro. Si tratta di una delle tante iniziative, oltre all’aumento dei tecnici Spresal nelle Asl territoriali, per garantire e migliorare la qualità e la sicurezza nei luoghi di lavoro in tutto il territorio regionale”.


