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Acquapendente – (sil.co.) – Compra una carabina nuova di zecca e quaranta munizioni in un’armeria dell’Orvietano, ma non della città di Orvieto, a distanza di tre mesi viene denunciato a piede libero per detenzione illegale di armi.
È successo il 4 febbraio 2021 a un cacciatore di Acquapendente, convocato in caserma dai carabinieri che, in base al rapporto periodico sul possesso di armi, avevano scoperto che il 10 novembre 2020 aveva comprato una carabina Winchester e 40 munizioni della stessa marca, che non risultavano essere state denunciate nell’arco delle successive 72 ore come previsto dalla normativa.
Nonostante l’uomo, difeso dall’avvocato Angelo Di Silvio, abbia prontamente consegnato ai militari la carabina e le munizioni, eccetto 11 proiettili che nel frattempo aveva usato, non gli è bastato a evitare il processo, entrato nel vivo ieri davanti al giudice Jacopo Rocchi.
Si è scoperto così che l’imputato all’epoca dei fatti aveva il porto d’armi e altre tre armi regolarmente denunciate. Non un dilettante, insomma, ma un esperto. Un esperto che nell’autunno del 2020 aveva deciso di dare via una carabina vecchia per una nuova.
“Sono andato in armeria e abbiamo concordato la permuta di una mia vecchia carabina Benelli con cartucce calibro 6 con una carabina Winchester con cartucce calibro 8”, ha spiegato al giudice l’imputato.
“Le ho portato l’arma che avevo e ho preso l’arma nuova con quaranta munizioni. Ho pagato, dopo di che la signora mi disse che era a posto così e che avrebbero pensato a tutto loro. Tant’è che ho detto ‘qui conviene venirci, pensano a tutto loro’ sia all’amico che era entrato con me, sia a quello che ci aspettava in macchina, tutti cacciatori”, si è giustificato.
Gli amici hanno confermato la versione del “pensiamo a tutto noi”, nonostante in fondo al contratto di acquisto, esibito in aula, ci sia scritto a chiare note che spetta al compratore denunciare le armi entro 72 ore. Per chiarire se veramente l’armeria ha indotto il cliente in errore, non resta che sentire la titolare, come disposto dal giudice per la prossima udienza. Destinata a concludersi con discussione sentenza.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
