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“Contrasto alle droghe: 100 arresti e sequestrati oltre 300 kg di stupefacente e 2200 piante di canapa”

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Viterbo - Festa dell'Arma dei carabinieri

Viterbo – Festa dell’Arma dei carabinieri

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo il discorso del comandante provinciale Massimo Friano in piazza San Lorenzo per i 210 anni dei carabinieri – A nome dei carabinieri del Comando Provinciale di Viterbo porgo alle autorità e ai gentili ospiti un cordiale saluto di benvenuto alla celebrazione del 210° annuale di fondazione dell’Arma. Grazie a tutti per aver reso importante e solenne questa cerimonia con il vostro intervento.

Rivolgo un deferente saluto al prefetto di Viterbo, Gennaro CAPO, la cui autorevole ed accorta azione ha garantito risposte efficaci e aderenti alle istanze della collettività.

Un cordiale saluto a Mauro Rotelli, Presidente della Commissione ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera.

Un cordiale pensiero a S.E.R. il Vescovo Orazio Francesco Piazza, oggi rappresentato dal Vicario Mons. Luigi Fabbri, che ha accolto con gioiosa disponibilità la proposta di svolgere la cerimonia odierna davanti alla Cattedrale. Insieme a lui saluto S.E.R. il Vescovo Marco Salvi ed S.E.R. Lino Fumagalli che hanno voluto onorarci della loro presenza.

Un saluto particolare e riconoscente rivolgo alla sindaca di Viterbo, Chiara Frontini, per la grande sensibilità che ha da sempre rivolto alle istanze dell’Arma.

Saluto il Presidente della Provincia di Viterbo, Alessandro Romoli, i sindaci dei comuni sede delle compagnie carabinieri dipendenti, Civita Castellana, Montefiascone, Ronciglione e Tuscania, e gli altri sindaci presenti, in rappresentanza dei 60 comuni della Tuscia a cui le nostre 56 Stazioni Carabinieri e i 13 nuclei Carabinieri Forestale, non fanno mai mancare collaborazione e sostegno per ribadirne il ruolo di punto di riferimento delle comunità che ci sono affidate e di cui intendiamo ogni giorno prenderci cura.

Un saluto ai membri del consiglio regionale, Consiglieri Daniele Sabatini ed Enrico Panunzi e un sentito ringraziamento per la loro presenza.

Un saluto deferente e un sentito ringraziamento rivolgo il presidente del Tribunale, dottor Francesco Oddi, al Procuratore Capo della Repubblica, dottor Paolo Auriemma, e ai sostituti procuratori, insieme a tutti i magistrati del Tribunale di Viterbo con cui quotidianamente collaborano tutti i presidi dell’Arma che operano nella Tuscia, in un rapporto leale, rispettoso e proficuo affinchè gli sforzi profusi nelle indagini di polizia giudiziaria siano sempre orientati, nel rispetto delle leggi, verso il bene comune dei cittadini.

Un saluto rispettoso desidero rivolgere ai colleghi delle altre Forze di Polizia, al Questore, Luigi Silipo, al quale rivolgo un cordiale benvenuto nella Provincia di Viterbo, al Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, Col. Carlo Pasquali, al Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco, Rocco Mastroianni, al Comandante della Polizia Locale di Viterbo, Mauro Vinciotti e a tutte le Polizie Locali dei comuni viterbesi, con i quali condividiamo, ciascuno secondo le proprie specifiche competenze e capacità, lo sforzo quotidiano nell’azione di rassicurazione sociale dei cittadini della Provincia.

Desidero poi rivolgere un cordiale saluto ad Anna Maria Dello Preite, direttrice della Casa Circondariale “Nicandro Izzo” e al Commissario Daniele Bologna, Comandante della Polizia Penitenziaria della stessa struttura detentiva.

Il mio deferente e riconoscente saluto al Generale di Divisione Salvatore Annigliato, Comandante dell’Aviazione dell’Esercito e Comandante di Presidio. Un affettuoso e cordiale pensiero voglio rivolgere al comandante della Scuola Marescialli dell’Aeronautica Militare, Col. Gianluca Spina e al Vice Comandante della Scuola Sottufficiali dell’Esercito, Col. Fabrizio Barone e a tutti i colleghi delle forze armate presenti in provincia a cui siamo inscindibilmente legati da vincoli che affondano solide radici nella storia del nostro paese che abbiamo insieme contribuito, con il sacrificio di tanti nostri commilitoni, a scrivere. A rappresentarli tutti sono schierate innanzi a noi le insegne delle associazioni combattentistiche e d’arma i cui rappresentanti saluto con grande cordialità.

L’essere militari è per i carabinieri un tratto distintivo, un segno d’appartenenza a un sistema di valori che costituiscono la nostra “bussola etica” che custodiamo gelosamente e cerchiamo, con l’esempio del quotidiano agire, di preservare. Le stellette cucite sul bavero delle nostre uniformi sono il perno di quella cultura “dell’essere più che sembrare” che ci viene inculcata fin da giovanissimi nelle nostre scuole militari.

Un fattore irrinunciabile di coesione ed efficienza. Una fonte d’ispirazione e di stimolo per ogni Carabiniere, alla silenziosa umiltà nell’ascolto attento delle esigenze della popolazione e al coraggio di agire d’iniziativa; per ribadire quotidianamente il ruolo autentico del Carabiniere, la dedizione, l’obbligo di servire il cittadino.

Desidero rivolgere un ringraziamento particolare ai Comandanti di Stazione, molti dei quali sono oggi qui schierati. Voi siete l’espressione concreta della prossimità, della vicinanza alle comunità. Con l’esempio, con responsabilità, con sensibilità, voi indirizzate le donne e gli uomini che vi sono affidati per aderire alle puntuali esigenze dei cittadini, fornendo una fitta rete di protezione. Voi non prestate servizio nelle comunità. Le vivete. Siete punti di riferimento, certi e affidabili, accanto ai Sindaci, nelle città come nelle piccole contrade.

Un saluto affettuoso e riconoscente ai colleghi qui presenti che mi hanno preceduto nell’incarico e a tutti i carabinieri in congedo oggi con le insegne dell’ANC, che continuano a proseguire l’impegno del servizio attivo, con tante iniziative, tra le quali, cito, per ultimo, il sostegno che hanno fornito, come volontariato e protezione civile alla popolazione di Viterbo nelle delicate recenti operazioni di disinnesco di un ordigno bellico che ha richiesto l’evacuazione di gran parte della cittadinanza.

Un cordiale benvenuto ai rappresentanti delle Associazioni professionali a carattere sindacale.

Consentitemi ora di rivolgere un saluto particolare alle scolaresche, soltanto alcune delle tante con cui abbiamo continuato il percorso di sensibilizzazione e di cultura della legalità. Desidero ripetere un concetto che ho ascoltato da questo palco qualche giorno fa, volto a modificare un ripetuto luogo comune. Ragazze! Ragazzi! Voi siete il presente della nostra società, non il futuro. Voi siete cittadini che contribuiscono a costruire il presente di questa città e di questa provincia. Non solo il futuro vi appartiene ma anche il presente. Continuiamo a incontrarvi nelle scuole e vi invitiamo nelle nostre caserme per raccontare le nostre storie, per spiegare chi siamo e cosa facciamo. Consapevoli che l’azione repressiva non sia sufficiente per dare risposte efficaci e spiegare il disvalore di taluni comportamenti, cerchiamo di fornirvi esempi e valori positivi per stimolare la vostra fiducia nelle istituzioni.

La collaborazione con l’Università della Tuscia e gl’istituti scolastici di ogni grado della provincia è obiettivo strategico. Saluto il professore Alvaro Marucci e tutti i dirigenti scolastici intervenuti. In particolare saluto le studentesse Chiara GIORGI e CLAUDIA Iacomelli, rispettivamente sindaca e vice sindaca del Consiglio comunale delle bambine e dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi e Luca SANTO, presidente della Consulta Studentesca Provinciale, Coordinatore di quella Regionale del Lazio e portavoce nazionale degli studenti al Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Durante l’anno scolastico ci siamo impegnati per accrescere nei giovani la cultura della legalità e la consapevolezza dell’importanza della sicurezza, favorendo la conoscenza e il rispetto delle regole. Abbiamo affrontato con oltre 5000 studenti della provincia di Viterbo, circa 250 classi e i rispettivi insegnanti, temi molto delicati come la sicurezza nella circolazione stradale, le sostanze di abuso e in particolare gli stupefacenti e l’alcool, il rispetto per le persone e la lotta a ogni forma di violenza e prevaricazione. Abbiamo ascoltato con attenzione le loro storie, esperienze, critiche e curiose domande. Abbiamo condiviso l’esigenza di “collaborare”, di “fare squadra”, per costruire insieme una società sempre più giusta, accogliente ed inclusiva.

Condividiamo questo impegno con tanti attori. Tra questi desidero ringraziare l’associazione Juppiter, i suoi straordinari operatori e il Presidente Salvatore Regoli. Con alcuni “ragazzi speciali” parteciperanno a breve a un importante progetto con destinazione Capo Nord. Insieme desidero ringraziare Gaetano Carramusa che è sempre vicino a quell’Arma che ha servito da carabiniere ausiliario e continua a servire come ha fatto oggi collaborando all’organizzazione di questa cerimonia.

Un affettuoso saluto ed un ringraziamento sentito all’Opera Nazionale Assistenza Orfani Militari dell’Arma, che assiste i figli dei nostri colleghi venuti a mancare prematuramente nell’adempimento del loro dovere.

Ogni anno onoriamo la memoria del Brigadiere Pietro Cuzzoli e dell’App. Ippolito Cortellessa caduti nella lotta al terrorismo nella vicina località di Ponte di Cetti nonché del Maresciallo Maggiore Antonino Rubuano, Comandante della Stazione Carabinieri di Montefiascone, vittima di un grave incidente stradale mentre era impegnato nelle incessanti ricerche dei terroristi.

Con loro voglio ricordare tutti gli altri nostri eroi meno conosciuti, che in silenzio sono caduti nel compiere il loro dovere, lasciando i loro cari. A loro e ai loro familiari, voglio rivolgere il mio pensiero ed un sentito caloroso abbraccio.

Desidero ora brevemente delineare le linee d’azione dell’attività svolta dai carabinieri nella provincia nell’ultimo anno. Abbiamo continuato a dare grande impulso all’attività informativa sul territorio, coniugandola con l’azione di vigilanza e controllo, anche al fine di incrementare le attività investigative a contrasto dei diversi fenomeni criminali.

L’Arma dei Carabinieri nell’anno appena trascorso ha perseguito oltre l’80% dei reati commessi nella Provincia di Viterbo. Tale percentuale si è addirittura accresciuta nei primi 5 mesi del 2024 superando il 90%.  Più di 7.500 sono state le comunicazioni di notizie di reato inoltrate all’autorità giudiziaria, deferendo in stato di libertà quasi 2.000 persone e quasi 300 in stato d’arresto. E’ stata incrementata notevolmente la attività di prevenzione sul territorio con oltre 37.000 servizi perlustrativi, con più di 66.000 militari impegnati, che hanno portato a controllare oltre 80.000 automezzi ed i identificare quasi 150.000 persone, cui vanno aggiunti i quasi 2000 servizi di ordine pubblico, svolti da circa 4000 carabinieri.

Massima attenzione viene posta al contrasto ai reati di natura predatoria, che costituiscono sicuramente il fattore che incide maggiormente sulla sicurezza percepita da parte dei cittadini, in particolare i furti in abitazione. L’impegno quotidiano messo in atto nei servizi di controllo del territorio ha fatto sì che gl’indicatori siano sostanzialamente stabili rispetto al 2022 e che soprattutto sia su livelli minimi il numero delle rapine, quasi tutte di lieve entità. E’ un risultato lusinghiero perché la prevenzione sul territorio, svolta dagli equipaggi in servizio di pattuglia, è un’attività silenziosa e costante, ma faticosa e apparentemente avara di grandi soddisfazioni sul momento.

Altra importante area d’intervento è rappresentata dal contrasto alle truffe in danno di anziani. Mi preme sottolineare che, grazie alla campagna di prevenzione, fatta di incontri nei centri ricreativi, nelle parrocchie e grazie ai continui appelli che rilanciamo con il contributo degli amici della stampa, che sentitamente ringrazio, siano in costante aumento i casi di privati cittadini che si rivolgono immediatamente alle nostre caserme ed al numero 112 d’emergenza europeo per segnalare prontamente i tentativi subiti. Dà soddisfazione constatare che grazie a questo incessante lavoro di prevenzione e la forte sinergia con le altre forze di polizia,  il numero delle truffe sventate e degli anziani messi in salvo dai nostri appelli alla prudenza sia in sensibile crescita.

L’altro settore dove sono stati raggiunti risultati lusinghieri è stato il contrasto allo spaccio di stupefacenti, con più di 100 arresti effettuati nell’anno. Sono state svolte importanti operazioni antidroga, con oltre 300 kg di stupefacente di vario tipo posto sotto sequestro, tra cui spiccano i 46 kg di hashish a Civita Castellana sequestrati ad un “corriere” della droga o i 100 kg di “kief” sequestrati il 5 giugno di un anno fa dai Carabinieri di Tuscania, dagli stessi militari che al mattino erano stati premiati alla Festa dell’Arma per un’altra brillante operazione di servizio.

Si aggiunge il sequestro, nel mese di settembre, di più di 2.200 piante di canapa indiana trovati dai carabinieri della Compagnia di Viterbo in un capannone industriale, per un giro d’affari di svariate centinaia di migliaia di euro.

Molto importante poi l’attività posta in essere dalle Compagnie di Tuscania e Montefiascone per stroncare il fenomeno dello spaccio di droga in aree boschive e all’interno di pinete, fenomeno esistente da anni nella vicina costa toscana e giunto per propagazione anche sul litorale viterbese e nell’alta Tuscia.

Si tratta per lo più di giovanissimi spacciatori di origine nordafricana, per lo più irregolari sul territorio nazionale, spesso armati e particolarmente spregiudicati e aggressivi che in due occasioni hanno gravemente aggredito i comandanti di Stazione impegnati nelle battute di ricerca. Per dare un’idea del lavoro svolto contro tale recrudescenza dello spaccio di droga, che ha creato non poche problematiche per l’ordine e la sicurezza pubblica, e allarme sociale, contro il degrado e, non da ultimo, l’abbandono di rifiuti ed il pericolo di incendi, nei primi cinque mesi del 2024, solo in quell’area, sono state arrestate 23 persone per spaccio di sostanze stupefacenti, denunciate in stato di libertà 7, segnalati almeno 50 assuntori di stupefacenti e sequestrati 46.000 euro in contanti. Il valore commerciale della sostanza stupefacente complessivamente sequestrata ammonta a circa due milioni di euro.

Un cenno desidero fare al grandissimo impegno profuso nel contrasto alla violenza di genere. Al fine di restare al passo con le importanti novità in materia previste dal legislatore, d’intesa con gli altri attori istituzionali e sociali impegnati nella tutela alle vittime vulnerabili, come le associazioni del “terzo settore”, sono stati organizzati corsi destinati al personale dei Nuclei Operativi delle Compagnie e di tutte le Stazioni Carabinieri, per uniformare lo standard operativo in risposta al fenomeno.

L’obiettivo, ambizioso, è avere operatori specializzati per far sì che ogni potenziale vittima sappia che ovunque ci sia l’insegna “Carabinieri”, li troverà il volto dello stato che accoglie, ascolta e soccorre. A volte con un gesto di comprensione semplice ma in grado di cambiare la vita delle persone, strappandola al pericolo.

Posso dire con orgoglio che ormai è già in atto una rete efficiente approntata tra ogni Stazione Carabinieri e le figure professionali, pubbliche e private, che nel territorio operano nel delicato settore, applicando in buona sostanza, quello che è sempre stato da più di duecento anni l’approccio tipico del carabiniere nei piccoli come nei più grandi centri, vale a dire la promozione di una collaborazione fattiva tra tutte le figure istituzionali o comunque di riferimento, in grado di dare un contributo determinante all’interno di ogni comunità.

I dati nello specifico settore sono ragguardevoli: parliamo nel 2023 di ben 228 comunicazioni di notizia di reato inoltrate all’autorità giudiziaria inerenti al cd. “codice rosso”, che hanno portato a 180 denunce in stato di libertà e 17 in stato d’arresto, cui vanno aggiunte l’emissione di 38 misure cautelari, dalla restrizione in carcere o agli arresti domiciliari all’allontanamento della casa familiare o al divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima. La media è sicuramente elevata, parliamo di 2 nuovi episodi ogni 3 giorni, ed i dati relativi ai primi 5 mesi del 2024 ci dicono che ci stiamo avvicinando a grandi passi alla media di un caso al giorno su scala provinciale.

E’ importante sottolineare il prezioso, talvolta risolutivo contributo svolto dai comparti di specialità dell’Arma. La sinergia tra reparti territoriali e specializzati realizza un binomio operativo di grande efficacia.

Tra questi una particolare menzione va i carabinieri del Nucleo Antisofisticazione e Sanità, che in 12 mesi hanno effettuato circa 1000 ispezioni, riscontrando 220 violazioni, che hanno portato alla chiusura di 19 attività, elevando al contempo sanzioni per importi complessivi superiori a 130.000 euro, con 36 persone deferite all’autorità giudiziaria.

Ricordo anche i colleghi del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro, la cui attività viene svolta a tutela dei lavoratori e delle aziende che operano correttamente nel mercato, andando a colpire quelle che invece infrangendo leggi e regolamenti, svolgono concorrenza sleale. I dati anche quest’anno sono significativi: più di 100 aziende sono state ispezionate, 25 delle quali sono state oggetto di proposta di provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale, ed è stato verificato che 177 lavoratori sono stati assunti ed impiegati in modo irregolare, mentre più di 50 completamente in nero; inoltre 4 imprenditori sono stati denunciati per caporolato. In quest’ambito spicca l’indagine svolta per la morte, a causa della prolungata esposizione sotto il sole, di un bracciante agricolo di orgine tunisina, avvenuta l’estate scorsa nei campi tra Tarquinia e Montalto; i responsabili sono stati tratti rapidamente in arresto.

Un accenno alla collaborazione con i Carabinieri posti a tutela del patrimonio culturale con i quali le Stazioni territoriali sono impegnate ogni giorno nella tutela dello straordinario patrimonico storico, archeologico, culturale e paesaggistico della Tuscia. Domani proprio il T.P.C. riconsegnerà alla cittadinanza alcune opere di eccezionale valore trafugate alcuni anni fa e recuperate nell’ambito di un’operazione internazionale contro il traffico di beni d’arte rubati.

Tra tutti i comparti di specialità, la sinergia operativa più marcata è sicuramente con i Carabinieri del Gruppo Forestale, Comandanti dal Ten. Col. Leonardo Mareschi, e che ormai da anni dividono con noi la nostra stessa sede. La maggior parte dei controlli di loro pertinenza sono stati orientati alla tutela del territorio (circa 60%), con particolare riguardo alla tutela delle aree verdi, ma anche alla tutela delle acque interne dagli inquinamenti, in particolare nell’ambito del bacino idrico del fiume Marta, ponendo l’attenzione anche sulla legittimità delle captazioni di acque dai corsi d’acqua di superficie e dal sottosuolo.

Nella loro attività di tutela dell’ambiente e di prevenzione dei reati che lo danneggiano i carabinieri Forestali hanno effettuato oltre 11.000 servizi, con oltre 3000 persone identificate e più di 500 veicoli ispezionati, mentre l’attività di iniziativa ha consentito di accertare 624 illeciti amministrativi, elevando sanzioni per oltre 350.000 Euro e rilevare 142 illeciti penali con deferimento all’Autorità Giudiziaria di 105 persone; contemporaneamente i nuclei territoriali hanno svolto più di 50 deleghe dell’Autorità Giudiziaria nel settore della tutela dell’ambiente e dell’abusivismo edilizio.

Le attività che fin qui vi ho sommariamente illustrato sono state svolte in perfetta sinergia e in continuo scambio informativo con le altre forze dell’ordine che ancora una volta ringrazio, per la comune sensibilità e impegno a fornire un servizio efficiente alla cittadinanza.

Questa attività sono solidamente basate sui valori fondanti che hanno contraddistinto l’Arma dei Carabinieri nel suo viaggio di 210 anni sempre al servizio del cittadino. Nel richiamare questi valori desidero ricordare l’80° anniversario dei fatti che riguardarono la guerra di liberazione nel 1944, che per Viterbo fu un anno difficile e doloroso.

In particolare mi unisco al ricordo delle vittime dei bombardamenti che proprio il 5 giugno di 80 anni fa devastarono gli abitati di Ronciglione, Soriano nel Cimino, Canepina e Vejano, con più di 800 morti, quasi un decimo della popolazione di quei comuni.

Quest’anno ricorre anche l’80° anniversario del sacrificio dei carabinieri martiri di Fiesole, La Rocca, Sbarretti e Marandola, che il 12 agosto 1944 si immolarono per salvare la popolazione dalla rappresaglia dei nazisti in ritirata. È un episodio poco conosciuto, mentre è a tutti nota la storia del vicebrigadiere Salvo D’Acquisto, che nella vicina Torre di Palidoro sublimò, in un modello perfetto, il comandante di Stazione che protegge i cittadini della sua giurisdizione, arrivando ad offrire sé stesso sino all’estremo sacrificio. Ma è di pari grandezza quanto compiuto dai martiri di Fiesole, giovani ragazzi appena ventenni, che durante l’occupazione tedesca avevano continuato a svolgere il loro servizio a beneficio della collettività, mentre nel contempo collaboravano attivamente con la resistenza. Nell’imminenza dell’arrivo delle truppe alleate ricevettero l’ordine di ricongiungersi con i reparti della resistenza e le truppe alleate in avanzata. La missione era compiuta.

Tuttavia vennero raggiunti dalla notizia che gli occupanti tedeschi, scoperta la loro collaborazione con la resistenza, avevano catturato dieci ostaggi che minacciavano di passare per le armi qualora non si fossero consegnati. Ebbene questi 3 ragazzi, saputo di questo vile ricatto, non ebbero alcuna esitazione. Tornarono indietro ad affrontare morte certa, che li raggiunse di lì a poche ore, sacrificando la loro vita in cambio di quella dei civili inermi presi in ostaggio.

Nel concludere il mio intervento, mi rivolgo ai carabinieri che ho il privilegio e l’onore oggi di rappresentare. Coltivate ogni giorno, con il vostro silenzioso impegno, l’orgoglio di appartenere ad un’Istituzione efficiente, apprezzata e ben voluta dalla popolazione, e che qui in provincia come ovunque nella nostra amata patria è fondamentale nel garantire il buon andamento della vita dei nostri concittadini. Un’organizzazione che compendia in se le caratteristiche di forza militare e di polizia, con una singolare poliedricità d’impiego, che non ha eguali a livello internazionale.

Un’organizzazione salda, che ha attraversato la storia d’Italia, nel succedersi delle forme di Stato e di Governo, restando fermamente ancorata alla Patria e agli italiani e, per questo, ha guadagnato il suo motto distintivo: nei secoli fedele.

VIVA LA PROVINCIA DI VITERBO!   

VIVA L’ARMA DEI CARABINIERI!

VIVA L’ITALIA!


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