Soriano nel Cimino – Omicidio Bramucci, accusa pronta a stringere il cerchio attorno alle “sorelle diaboliche” Elisabetta e Sabrina Bacchio, nonché al compagno di quest’ultima. Sono i tre familiari, tutti dietro le sbarre, che avrebbero pianificato il delitto e reclutato i killer per l’uccisione del pregiudicato 58enne – all’epoca ai domiciliari – da parte di un gruppo di fuoco venuto a Soriano nel Cimino da Ponte di Nona nella capitale. Non a caso, l’agguato mortale sarebbe stato portato a termine la mattina di buonora, approfittando dei permessi lavorativi concessi dal giudice a Bramucci perché potesse occuparsi del canile.
A partire da sinistra dall’alto: Elisabetta Bacchio, Sabrina Bacchio, Alessio Pizzuti, Dan Constantin Pomirleanu, Lucio La Pietra e Antonio Bacci
Riprenderà lunedì primo luglio, davanti alla corte d’assise del tribunale di Viterbo. il processo ai sei imputati di omicidio premeditato in concorso per la morte di Salvatore Bramucci, il pregiudicato 58enne ucciso a colpi di pistola il 7 agosto 2022 a Soriano nel Cimino.
Cresce nel frattempo l’attesa per la testimonianza del fratello Isolino e della figlia di primo letto Mascia, entrambi parte civile contro gli imputati, tra cui la seconda moglie e la cognata della vittima, Elisabetta e Sabrina Bacchio.
Salvo imprevisti, Mascia e Isolino saranno sentiti durante l’udienza fiume in programma lunedì, nel corso della quale testimonieranno anche i due figli maschi Nico e Bryan, nati dalla relazione del 58enne con Elisabetta, in carcere dal 26 settembre con l’accusa di essere la mandante del delitto, pianificato con la sorella, che si sarebbe anche occupata col compagno del reclutamento dei sicari.
Secondo quanto emerso all’udienza del 20 maggio, la vedova di Bramucci sarebbe stata pronta a vendere il “tesoretto” di Rolex del marito.
A cose fatte, dopo la morte di Bramucci, le sorelle Bacchio avrebbero cominciato a fare programmi, dall’investimento da 250mila euro nel settore immobiliare alla società di ricambi per auto e moto chiamata Big Family, che avrebbe dovuto impiegare anche il figlio maggiore di Bramucci, in cui la vedova avrebbe dovuto mettere diecimila euro tramite la vendita di uno dei Rolex del marito.
A proposito del famoso “tesoretto” di orologi preziosi collezionati da Bramucci, Elisabetta Bacchio avrebbe mandato al compagno della sorella la foto di 9 Rolex, fatti valutare su sua richiesta, per un valore di 150mila euro.
“Durante la perquisizione dell’abitazione, dopo l’omicidio, ne abbiamo trovati tanti, nascosti in vari punti della camera da letto della coppia, tanto da consigliare alla moglie di metterli in un luogo più sicuro”, ha detto in aula uno degli investigatori.
Non solo orologi preziosi. Bramucci avrebbe “collezionato” anche soldi in contante, provento della sua fiorente attività di strozzinaggio, nascosti nelle intercapedini di casa e perfino sepolti sottoterra, movente economico del delitto, che in un colpo solo, secondo l’accusa, avrebbe dovuto liberare la moglie d un marito scomodo pronto a trasferirsi senza di lei a Tenerife non appena finito di scontare i domiciliari, a settembre, spianando la strada a nuovi e lucrosi investimenti dei quali avrebbe beneficiato tutta la famiglia.
Lo scorso 18 giugno, il pm Massimiliano Siddi ha interrogato la compagna di Lucio La Pietra, uno dei due presunti killer di Bramucci, in carcere dal 13 settembre 2022.
“Mio marito non sa sparare nemmeno con la pistola ad acqua”, ha detto la donna, negando di avere mai ammesso, mentre era intercettata, che l’uomo si fosse reso complice e colpevole di un omicidio.
Anzi. Ha detto di averlo trovato a letto al suo fianco quando si è svegliata, verso le 10, la mattina del 7 agosto 2022. Aggiungendo un prudente: “Non so se fosse uscito prima”.
Silvana Cortignani
Sei imputati di omicidio premeditato in concorso:
– Elisabetta Bacchio: nata nel 1977, detenuta a Civitavecchia dal 26 settembre 2023, difesa dagli avvocati Maurizio Filiacci e Walter Pella
– Sabrina Bacchio: nata nel 1974, detenuta a Rebibbia nuovo complesso dal 22 ottobre 2022, difesa dall’avvocato Paolo Delle Monache
– Dan Costantin Pomirleanu: nato nel 1990, detenuto a Regina Coeli dal 4 gennaio 2024, difeso dagli avvocati Giorgia Ciucci e Stefano Maranella
– Antonio Bacci: nato nel 1974, detenuto a Viterbo dal 13 settembre 2022, difeso dagli avvocati Giancarlo Costa e Chiara Fiore
– Lucio La Pietra: nato nel 1974, detenuto a Viterbo dal 13 settembre 2022, difeso dall’avvocato Antonio Rucco
– Alessio Pizzuti: nato nel 1990, agli arresti domiciliari dal 4 gennaio 2024, difeso dall’avvocato Lanfranco Cugini
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
