Viterbo – “Nel corso della cena che doveva rimanere fra noi, tra due persone, di cose se ne sono dette”. Chiara Frontini torna a parlare in consiglio comunale degli argomenti di discussione nella serata del 26 settembre scorso, insieme all’ex consigliere comunale Marco Bruzziches e relativi consorti.
Viterbo – Consiglio comunale
Cena le cui registrazioni sono arrivate in tribunale e nei confronti della sindaca e del marito è stato chiesto il rinvio a giudizio, con l’accusa di minaccia a corpo politico in concorso. Udienza fissata per il prossimo 21 novembre.
Ne parla in consiglio, ma ne farebbe volentieri a meno. “Livello di dibattito infimo – dice Frontini – su cui non voglio scendere. Desolante, veramente degradante”.
Sollecitata dal consigliere comunale Alvaro Ricci (Pd) riferendosi alle pubblicazioni su Tusciaweb, ultima delle quali, sugli asili nido: “Tema di cui a me notoriamente non me frega un cazzo, perché i figli non ce l’ho”, le parole di Frontini come riportato nelle trascrizioni.
Il capogruppo Pd, l’ultima frase l’ha giudicata molto grave. “Quando si esprimono concetti quali non ho figli e non me ne importa, colpisce dal punto personale e istituzionale. Vanno interpretate. Vogliamo capire il contesto”.
Quindi la richiesta: “Distribuisca la trascrizione di questa registrazione, ometta i nomi che ritiene e consenta al consiglio e alla città di contestualizzare. Finiamola con questa telenovela. La stampa fa il suo mestiere, ma si genera un sistema d’incertezza pure negli uffici e nella politica. Renda pubbliche le trascrizioni e ognuno tirerà le sue conclusioni. Perché prese così sono frasi gravi, inaccettabile pure che le pensi”.
Frontini fino a un certo punto ci arriva: “È giusto che Viterbo sappia della vicenda giudiziaria, la sindaca non ha nulla da nascondere. Mi dispiace e mi scuso con la città che deve subire questo livello di dibattito infimo, su cui non voglio scendere. Desolante, veramente degradante”.
Poi insiste, più che sul contesto, sul luogo. “Nel corso di una cena che doveva rimanere tra noi di cose se ne sono dette. Il contesto era di due persone che discutono su alcune pratiche, priorità che si riteneva andassero troppo lente e poi impostate con tempi giusti, andate e vanno a dama”.
Come i nidi: “Nonostante sia qualcosa di lontano dal mio vissuto non ho contezza, diretta mi scuserà la città per il turpiloquio, ma in un contesto privato sfido chiunque a non averlo mai utilizzato. Nonostante quello l’abbiamo fatto e quella riforma la rivendichiamo”.
Sul fatto che la stampa, Tusciaweb nello specifico, pubblichi parti di quanto trascritto: “Non ho l’ansia di sapere cosa esce, sto qui a lavorare e non voglio farvi attirare in questo vortice di dibattito”. Suggerimento di Ricci, almeno per ora non accolto.
Giuseppe Ferlicca
