Viterbo – Il Pinocchio di Collodi regalato alle scuole elementari – Donate 3000 copie – La presentazione all’Unitus – Sergio Saggini
Viterbo – Il Pinocchio di Carlo Collodi con le illustrazioni inedite della viterbese Chiara Narduzzi, donato a 3mila bambini delle elementari di Viterbo, è arrivato in questi giorni in tutte le scuole primarie della città. In questa occasione pubblichiamo l’intervista a Sergio Saggini che con Saggini costruzioni ha sostenuto l’iniziativa, unica in Italia.
La Saggini costruzioni sostiene, insieme ad altre realtà, l’iniziativa di Piattaforma 2.0 di regalare una copia delle Avventure di Pinocchio di Carlo Collodi (Galeotti Editore) a tutti i bambini delle scuole elementari di Viterbo. Ci vuole raccontare il tipo di lavoro della sua azienda, il target a cui si rivolge, quanti sono i vostri dipendenti?
“L’azienda conta 48 dipendenti e ci occupiamo di sviluppo immobiliare, quindi partiamo dalla progettazione fino alla costruzione e alla vendita. Curiamo a 360 gradi tutto il processo edilizio. Da circa 16 anni in particolare costruiamo case a consumo zero. Ci siamo focalizzati su un prodotto diverso dagli altri introducendolo quando queste leggi non erano esistenti, un percorso innovativo per i tempi in cui lo abbiamo iniziato e che ci ha premiato. Con questa scelta abbiamo alzato tantissimo l’asta della qualità puntando, ad esempio, sull’insonorizzazione, risparmio energetico, sostenibilità. Il nostro target di riferimento sono prioritariamente le famiglie perché la nostra non è una casa che normalmente si cerca come puro investimento monetario, ma perché migliora la qualità della vita con determinate prestazioni. Il focus al centro di tutto è infatti il benessere. Tra i nostri clienti rientrano anche molte giovani coppie perché i giovani sono più sensibili alla tematica ecologica.
Possiamo quindi dire che in generale il nostro pubblico si sposa molto con l’iniziativa di regalare il Pinocchio di Collodi ai bambini delle scuole. D’altronde credo che le aziende oggi si siano rese conto che la responsabilità sociale di impresa, quindi il contribuire a iniziative che fanno crescere il territorio, è fondamentale per la reputazione dell’azienda stessa e per la comunità. È infatti basilare credere che un’azienda, oltre alla necessità di produrre reddito, debba reinvestire la ricchezza sul territorio. Un processo che può trovare vari sbocchi: sponsorizzando una squadra sportiva di ragazzi; supportando associazioni di beneficienza; investendo in aree verdi; sostenendo le biblioteche. Questi sono alcuni esempi di iniziative che portiamo avanti per la crescita della comunità e Pinocchio rientra pienamente in questo progetto”.
Perché la sua azienda ha deciso di sostenere l’iniziativa di regalare un libro cartaceo a 3mila bambini delle scuole elementari di Viterbo?
“Fin da subito mi è sembrata un’iniziativa molto intelligente, sia dal punto di vista del marketing, perché era proprio il target giusto per la mia azienda, e soprattutto proprio perché mi piaceva l’idea che i nostri figli potessero assaporare il gusto per la lettura, in particolare se pensiamo che le sollecitazioni avvengono soprattutto dal punto di vista elettronico e digitale. Ovviamente non voglio demonizzare tutto ciò che riguarda l’innovazione tecnologica perché anche quello aiuta nella crescita, però credo che sia necessario mescolare più sollecitazioni. Il problema del digitale è che già ti fornisce tutti gli stimoli possibili, lasciando poco spazio alla fantasia. Un libro invece ti permette di spaziare.
Ricordo che quando ero piccolo avevamo ancora il 45 giri a casa e io e mio cugino amavamo ascoltare la favola di Pinocchio o Biancaneve immergendoci completamente nella storia, ricorrendoci o spaventandoci a vicenda davamo vita a quelle parole creando le nostre immagini e le nostre avventure. Questo perché noi immaginavamo ciò che non avevamo visto. Un aspetto che oggi, con la tecnologia, è andato perso. Bastano le immagini di un film, magari come adattamento di un libro, per far lavorare meno la fantasia.
Il libro stampato inoltre amplia e arricchisce il vocabolario. Ricordo ad esempio di aver letto Pinocchio a mia figlia quando era più piccola e molti termini erano piuttosto aulici, non propriamente colloquiali e attinenti anche al dialetto toscano. Erano quindi uno stimolo in più ad imparare. Oggi tutto quello che è diffusione di massa parla con termini piuttosto semplici perché deve raggiungere un pubblico quanto più variegato possibile, un libro è un’altra cosa. Culturalmente ti eleva. Ti insegna un linguaggio congruo.
Senza dimenticare che ogni libro ha un suo odore, una sua materialità. C’è una sorta di magia nello sfogliarlo e appuntarlo. Diventa un po’ tuo”.
Viterbo – Il Pinocchio di Collodi regalato alle scuole elementari – Donate 3000 copie – La presentazione all’Unitus
Cosa pensa e come ha vissuto l’idea che il libro regalato fosse proprio Il Pinocchio di Collodi, libro universale, testo tradotto in tutte le lingue del mondo e divulgatore di valori senza tempo?
“Pinocchio è un libro pieno di valori, senza tempo e per tutte le generazioni. Valori universali. Io per esempio ci leggo in particolare il senso del rispetto delle regole, della crescita dell’uomo. Un insegnamento che ti ricorda che da piccoli siamo istintivi e poco razionali e quindi servono delle regole, ma che poi da grandi abbiamo anche la necessità di avere la nostra libertà.
Credo inoltre che Pinocchio ci inviti a riflettere sull’importanza dell’impegno. Nella favola si parte con un Pinocchio sbandato, ma che poi comprende che con l’impegno si possono realizzare i propri sogni. Un esempio che vale anche per noi imprenditori che siamo la testimonianza che i sacrifici possono portare a determinati risultati. Chiaramente poi nella vita il fattore fortuna aiuta, ma i ragazzi devo comprendere che il 90% delle persone raggiunge il suo scopo grazie al lavoro e alla dedizione. E poi, tra gli altri valori che possiamo trovare in Pinocchio, c’è anche quello della famiglia con un Geppetto che non abbandona mai suo figlio. Credo che alla fine, comunque vadano le cose, la famiglia sia un pilastro su cui, nella maggior parte dei casi, il singolo può sempre contare”.
Il libro regalato alle scuole è arricchito da 40 immagini dell’illustratrice Chiara Narduzzi, tributo ad Antonio Rubino. Uno stimolo in più per i ragazzi e la loro fantasia?
“Le illustrazioni di Chiara Narduzzi sono particolarmente belle. Mi sono piaciute perché sono diverse dalla solita immagine che nel nostro immaginario accompagna la favola di Pinocchio. La loro originalità risiede nell’aver scelto forme geometriche e squadrate. È un qualcosa che ti stimola, estremamente nuovo e innovativo. La sua forza è quella di essersi distaccata da un’illustrazione già vista e questo è di aiuto alla fantasia dei bambini. Il bambino capisce infatti che la fantasia non ha costrizione e che magari ci sono diversi modi di immaginare le avventure di Pinocchio”.
Il progetto di Piattaforma 2.0 non guarda solo al passato ma rimane anche al passo con i tempi. In particolare la copertina illustrata è arricchita dalla realtà aumentata. Un’idea che in qualche modo lega la lettura “tradizionale” a quella digitalizzata. Le è piaciuta questa idea?
“Questa idea mi è molto piaciuta, anche se, secondo me, non è quello che ha fatto la differenza perché Pinocchio rimane comunque un pilastro della narrativa per bambini. Diciamo che non è di per sé un valore aggiunto al libro, perché non ce ne era bisogno, ma invece è una bella idea come stimolo aggiuntivo per portare i piccoli alla lettura. È un qualcosa che si lega alla tecnologia a cui oggi i bambini sono particolarmente legati. Può rivelarsi quindi un incentivo in più alla lettura”.
Quanto è importante al giorno d’oggi avere il coraggio di continuare a investire nella cultura e nella formazione, in particolare a supporto delle nuove generazioni?
“Oggi è fondamentale investire nella cultura. Noi viviamo in un mondo in cui per molte persone la cultura è andare su Facebook dove però le notizie non sono filtrate e sempre veritiere. È vero, ed è giusto, che l’informazione deve essere libera ma bisogna stare attenti a non farsi manipolare.
Resta quindi di vitale importanza investire sulla cultura vera che è l’arte, la musica, la lettura. Il mondo dell’imprenditoria devo supportare la formazione perché purtroppo oggi la cultura fatica a sostenersi da sola. Serve una sorta di mecenatismo moderno con l’aiuto dei privati e delle aziende. Per questo auspico una detrazione dei contributi dati alla cultura. Questo sarebbe da grande stimolo perché come azienda io dono delle risorse, recupero quanto investito e ho sostenuto qualcosa di buono. Dovrebbe essere fatto per lo sport e la cultura in generale. Non dimentichiamo infatti che la crescita non è solo la scuola, ma è anche la scuola”.
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Il progetto di regalare un libro alle bambine e ai bambini ha messo insieme il mondo della scuola, le istituzioni e gli imprenditori. Quanto è importante fare rete sul territorio per promuoverne la crescita e valorizzarlo?
“Fare rete è importantissimo e ne abbiamo avuto prova proprio il giorno di presentazione dell’iniziativa di Piattaforma 2.0 e della Galeotti Editore quando sono intervenute diverse realtà locali: l’università, il provveditorato agli studi, le imprese, gli insegnati. Tutti insieme animati dalla comune consapevolezza che la cultura può realmente fare la differenza. Chiaramente da soli si può agire, ma se fai squadra sei più incisivo, perché più forte mediaticamente, e più efficace da un punto di vista economico. In particolare con le piccole-medio imprese, come le nostre, è fondamentale mettersi insieme per contribuire alla crescita del territorio”.
Crede che possa essere formativo estendere questo progetto anche ad altre scuole, oltre a quella di Viterbo?
“Credo che il progetto sia molto valido, formativo ed efficace. Estendere l’iniziativa sarebbe un valore aggiunto per i territori che verrebbero interessati. Per farlo però credo sia necessario un coinvolgimento delle realtà locali dei singoli comuni. Bisogna interfacciarsi e trovare anche partner locali. Io sono convinto che le aziende piccole siano consapevoli dell’importanza di investire nella territorialità. Potrebbe inoltre esserci anche un apporto da parte delle varie associazioni di categoria, come Confindustria o Unindustria, che hanno una risonanza più ampia. Magari potrebbero fungere da ponte per agganciare le aziende locali. C’è bisogno anche qui di una rete”.
Alla presentazione dell’iniziativa di Piattaforma 2.0 hanno partecipato tantissimi bambini, un evento che li ha particolarmente coinvolti. Qual è stata l’emozione più forte nel vivere l’intera iniziativa e quella giornata?
“Tutta la giornata è stata particolarmente emozionante anche perché ho una figlia piccola e rivedevo i suoi occhi in tutti quelli dei bambini in sala. C’è stato però un momento particolarmente carino e simpatico in cui Antonello Ricci al temine del mio intervento si è rivolto alla platea di bambini e ha detto, facendo riferimento al giorno in cui è stata disinnescata l’ordigno bellico ritrovato in via De Gasperi: “Bambini questo è il signore che vi ha fatto stare a casa il giorno 7 maggio”. A quel punto ho avuto una standing ovation e tutti hanno iniziato ad applaudire e gridare. Mi è rimasto particolarmente impresso anche perché ho visto tutto il loro coinvolgimento e la loro spensieratezza”.
Maurizia Marcoaldi
Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi, donato a 3mila bambini delle elementari di Viterbo da istituzioni e imprese, è un grande e unico evento culturale ideato e realizzato da Piattaforma 2.0 in collaborazione con la fondazione Carivit, Unitus, provincia di Viterbo, Nou Group, Eleonora Bonucci, We-Com, Saggini costruzioni. E con il patrocinio dell’ufficio scolastico regionale Lazio-ambito territoriale di Viterbo, della diocesi di Viterbo, della Biblioteca consorziale di Viterbo, del Sodalizio facchini di Santa Rosa, e di Majakovskij comunicazione e design studio.
Articoli: Luigi Pasqualetti, presidente Fondazione Carivit: ““Il Pinocchio a 3mila bambini: una favola che continua a insegnare, ispirare e stimolare…” – Il rettore dell’Unitus Stefano Ubertini: “L’idea di donare Pinocchio a 3mila bambine e bambini delle elementari mi ha subito entusiasmato…” – Il vescovo Orazio Francesco Piazza: “Pinocchio donato a 3mila bambini, è come aver ridato colore e calore, sapere e sapore al vivere, attraverso un piccolo libro” – Il Pinocchio di Collodi donato a tutti i 3mila bambini delle scuole elementari – Romoli: “In un mondo sempre più digitale, far riscoprire il cartaceo ai bambini ha una straordinaria potenza”


