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Maxifrode fiscale con falsi crediti Iva, tra i 42 indagati un imprenditore viterbese del settore carni

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Terni - Beni sequestrati dalla guardia di finanza

Terni – Beni sequestrati dalla guardia di finanza


Terni – (sil.co.) – Maxifrode fiscale con falsi crediti Iva, c’è anche un imprenditore viterbese del settore carni tra le 42 persone fisiche e di 39 persone giuridiche, a carico delle quali lo scorso 23 maggio, sono scattati sequestri preventivi per equivalente per oltre 12 milioni e mezzo di euro nell’ambito dell’operazione Lybra della guardia di finanza coordinata dalla procura di Terni. A carico del viterbese, in particolare, è stato disposto un un provvedimento cautelare patrimoniale per oltre 150mila euro. 

Nel corso dell’operazione scaturita da un sistema criminale che avrebbe aiutato le imprese a evadere il fisco sono stati sequestrati gioielli, orologi ed accessori vari di altissimo lusso, titoli bancari e denaro contante in valuta euro ed estera.

Il viterbese è un 69enne difeso dall’avvocato Alessandro Bacchi del foro di Perugia. Il nominativo della sua società sarebbe risultato dai cinque contratti di accollo rinvenuti in sede di primo accesso ispettivo presso la sede dello studio di consulenza tributaria e fiscale al centro delle indagini.

L’esame dei versamenti delle imposte a debito (Erario, Inps, Inail, Regioni) eseguiti dall’azienda tramite modelli F24, presenti nella banca dati dell’anagrafe tributaria-comparto riscossioni in uso al corpo ha permesso di rilevare quelli effettuati utilizzando in compensazione il credito inesistente delle società “accollanti”, con indicazione di “soggetto diverso dal fruitore del credito”. 


Terni - Beni sequestrati dalla guardia di finanza

Terni – Beni sequestrati dalla guardia di finanza


Sette gli indagati del capoluogo umbro, sei dei quali incensurati, difesi dall’avvocato Samuele De Santis del foro di Viterbo, alcuni dei quali con la pesante ipotesi di reato di associazione a delinquere. 

L’indagine è nata nel 2019 in seguito a un controllo fiscale effettuato nei confronti di una società di consulenza tributaria e fiscale, formalmente residente a Roma ma operante effettivamente nel Ternano, che svolgeva la funzione di “garante” nell’istituto dell’accollo tributario con il ruolo di intermediario tra il soggetto accollante ed il soggetto accollato.

L’amministratore unico è un 68enne difeso da De Santis. L’avvocato assiste anche il legale rappresentante del deposito di carburante sequestrato dalla finanza nella zona industriale di Terni, la cui compravendita, cinque anni fa, ha fatto scattare le indagini. 

Sarebbero subito emerse una serie di incongruità che ponevano appunto Terni al centro della maxi frode, perché qui sarebbe stato attivo lo studio di consulenza tributaria che avrebbe creato falsi crediti Iva per poi rivenderli a società terze. Queste ultime li avrebbero utilizzati per ridurre il loro debito con l’erario attraverso aziende fittizie aperte da prestanome, tutti nullafacenti, che generavano false fatture e quindi falsi crediti, poi venduti con un aggio.

Il provvedimento è stato emesso dal gip del tribunale di Terni per i reati di associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale, alle indebite compensazioni, all’emissione di fatture per operazioni inesistenti, al riciclaggio ed all’autoriciclaggio.

 Sono stati colpiti dal provvedimento ablativo complessi aziendali, beni e disponibilità finanziarie degli indagati nel territorio di Terni e di altre 14 province (Viterbo, Milano, Torino, Novara, Verona, Lucca, L’Aquila, Teramo, Roma, Napoli, Potenza, Catania, Sassari e Nuoro), nonché in Romania, grazie alla collaborazione delle autorità giudiziarie tramite Eurojust. 


 – Frode fiscale e riciclaggio, maxisequestro della finanza da oltre 12 milioni e mezzo di euro anche nella Tuscia


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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