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Orte – (sil.co.) – Messa in sicurezza dell’ex convento di San Bernardino, il Tar del Lazio dà ragione al comune. È stato bocciato dal Tar del Lazio il ricorso presentato dal custode giudiziario nominato nell’ambito della procedura esecutiva, pendente presso il tribunale di Viterbo, di vendita della proprietà del complesso.
Il custode ha presentato ricorso contro l’ordinanza con cui il primo ottobre 2021 il commissario straordinario del comune di Orte gli ha ordinato l’adozione di misure a tutela dell’igiene pubblica.
“Entro il più breve tempo possibile e comunque non oltre 15 giorni – si legge nell’ordinanza – il custode giudiziario dovrà procedere all’interdizione all’ingresso dell’immobile mediante apposizione di idonea recinzione; la messa in sicurezza dell’immobile e delle strutture pericolanti; la messa in atto di attività di pulizia straordinaria, sanificazione e bonifica dai rifiuti presenti”.
Il 7 febbraio 2023 l’ex convento di San Bernardino, per il suo stato di abbandono, è finito anche su Striscia la notizia, in seguito al blitz di Jimmy Ghione nei panni di Indiana Jones.
Sempre nel 2023, la scorsa estate, dopo l’incendio divampato la notte tra il 4ì5 e il 6 agosto, il comune ha dichiarato l’inagibilità della struttura, notificata alla società proprietaria e al liquidatore della società.
Tornando al ricorso al Tar, il custode giudiziario ha eccepito, tra le altre cose, di non avere “la materiale detenzione del complesso immobiliare cui si riferiscono gli interventi ordinati dal comune” e di non avere “la giuridica disponibilità delle somme necessarie per l’esecuzione degli interventi né potrebbe essere costretta ad anticiparle”.
“La circostanza relativa al mancato materiale spossessamento del debitore non influisce sui compiti istituzionalmente spettanti al custode per adempiere ai quali egli ha il dovere di adottare tutti gli atti, a tal fine, necessari”, si legge nella sentenza, pubblicata ieri.
E ancora: “Per quanto concerne, poi, la dedotta mancanza di risorse, essa costituisce mera circostanza di fatto inidonea ad influire sulla legittimità del provvedimento impugnato, fermo restando che, come evidenziato già nell’ordinanza n. 662/22 reiettiva della domanda cautelare formulata dal ricorrente, il custode, ai fini dell’esecuzione dell’ordinanza commissariale, non è tenuto ad anticipare personalmente alcunché e che eventuali risorse per l’esecuzione della stessa potranno essere rinvenute nell’ambito della procedura espropriativa, ove disponibili”.
“In definitiva, le circostanze di fatto, prospettate nel gravame e relative alla mancanza della disponibilità materiale del compendio immobiliare e delle risorse necessarie, non si riverberano sulla legittimità ma sulla mera eseguibilità della gravata ordinanza comunale. Per questi motivi il ricorso è infondato e deve essere respinto”, è la conclusione.
Il giudice per l’esecuzione del tribunale di Viterbo, nel frattempo, il 3 febbraio 2022, ha emesso un provvedimento di autorizzazione al comune di Orte a porre in essere “quanto necessario per limitare l’accesso ai terzi non autorizzati al compendio pignorato, in collaborazione con il custode alla preservazione del compendio pignorato”.
Il provvedimento aveva permesso di mettere in sicurezza e preservare la struttura dagli atti vandalici, costituendo un presupposto per il progetto di recupero del complesso che si estende su settemila metri quadrati.


