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Oltre 3mila cittadini al primo TusciaPride

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Viterbo – Per i diritti queer e trans e contro ogni forma d’odio e discriminazione, è partito il primo TusciaPride della storia di Viterbo. Oltre 3mila le presenze. Un grande corteo per difendere i diritti di tutti i cittadini.

Oltre 3mila cittadini al primo TusciaPride della città dei papi

Oltre 3mila cittadini al primo TusciaPride della città dei papi


Il corteo è partito da via delle Fortezze-porta Romana. Dopodiché proseguirà per via Giuseppe Garibaldi, via Cavour, piazza del Plebiscito, via Roma, Corso Italia, piazza Giuseppe Verdi, via Guglielmo Marconi, piazza Martiri d’Ungheria, via Ser Monaldo, via San Giovanni Decollato, piazza Trinità, via Santissima Maria Liberatrice, piazza San Faustino e piazza Sallupara. Infine, a piazza Sallupara, concerto con band del territorio e Dj set.

“F(e)roce pe’ davvero” lo slogan della manifestazione.

Giancarlo Mazza e Mirko Giuggiolini

Giancarlo Mazza e Mirko Giuggiolini


Assieme al presidente e vice del TusciaPride Giancarlo Mazza e Mirko Giuggiolini, ci sono anche la consigliera regionale Marta Bonafoni, la senatrice Alessandra Maiorino (M5s) con Carolina Morace, la segretaria provinciale del Pd Manuela Benedetti, il coordinatore provinciale del movimento 5 Stelle Massimo Erbetti, gli assessori comunali Alfonso Antoniozzi, Elena Angiani ed Emanuele Aronne, i consiglieri comunali Francesco Buzzi, Alessandra Croci, Maria Rita De Alexandris, Alessandra Troncarelli, Francesca Sanna, Federico Tonnicchi, la senatrice accademica Lucia Ferrante, il segretario dei Giovani democratici Francesco Boscheri e la presidente di Kyanos Marta Nori. Enrico Mezzetti presidente Anpi Viterbo. La presidente della Pro Loco Viterbo Irene Temperini.

La sindaca Chiara Frontini è passata solo per un saluto.

“Una scelta, quella di piazza Sallupara – spiega il vice presidente del TusciaPride, Mirko Giuggiolini – tutt’altro che casuale. Oltre ad essere un luogo spesso marginalizzato, Sallupara è legata anche allo stupro di una ragazza da parte di due militanti di estrema destra. Terminare il Pride lì vuol dire riportare in quella piazza diritti, aggregazione e libertà”.


Oltre 3mila cittadini al primo TusciaPride della città dei papi


Molte le adesioni alla manifestazione di oggi, tra queste, oltre 20 amministrazioni, tra cui il comune e la provincia di Viterbo, l’università degli studi della Tuscia, i sindacati dei lavoratori e l’Arcigay.


Oltre 3mila cittadini al primo TusciaPride della città dei papi - Il vicesindaco Alfonso Antoniozzi

Oltre 3mila cittadini al primo TusciaPride della città dei papi – Il vicesindaco Alfonso Antoniozzi


Un Pride, quello di oggi, accompagnato da un manifesto politico con cui gli organizzatori, tra le altre cose, chiedono il matrimonio egualitario, un tavolo di dialogo permanente tra l’associazionismo queer e gli enti locali, l’istituzione di un servizio chirurgico pubblico per l’affermazione di genere, sportelli antidiscriminazione, panchine rainbow, sostegno alla creazione di luoghi di aggregazione per la comunità queer e l’adozione da parte delle persone queer.

Daniele Camilli


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