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Pusher alla sbarra, in casa aveva eroina e una munizione da guerra

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Viterbo – (sil.co.) – È entrato nel vivo ieri, cinque anni e mezzo dopo il blitz dei carabinieri del Norm all’esterno di un bar di via Carlo Cattaneo a Viterbo, il processo a un presunto spacciatore di eroina che oltre alla droga deteneva clandestinamente in casa anche tre munizioni, una delle quali un proiettile da guerra per fucili lungo una decina di centimetri in uso alle truppe Nato. L’uomo, che non era un militare, è finito in manette il 14 dicembre 2018 ed è imputato davanti al giudice Jacopo Rocchi di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e per le cartucce.


Viterbo - Controlli dei carabinieri

Viterbo – Controlli dei carabinieri


Il 14 dicembre 2018, secondo quanto riferito da una fonte confidenziale agli investigatori, un pusher vestito in maniera caratteristica e con un cappello da baseball in testa si sarebbe trovato all’interno del locale per prendere gli ordinativi dagli assuntori per poi recarsi a prendere le dosi a casa sua evitando di uscire con una quantità indeterminata di droga in tasca. 

“Ci siamo appostati in abiti civili, a bordo di un’auto civetta. Erano circa le sei del pomeriggio quando, dopo averlo notato nel locale, che faceva spesso la spola tra l’ingresso e il bagno, abbiamo invitato il sospetto pusher a seguirci fuori del bar e deciso di procedere con una perquisizione domiciliare”, ha spiegato al giudice uno dei militari che hanno condotto l’operazione. 

“Nella sua abitazione, una casa grande stile liberty tra i Cappuccini e piazza Crispi, abbiamo rinvenuto la droga nella sua camera, dove c’erano i suoi effetti personali e dove regnava il caos più assoluto”, ha riferito il maresciallo del radiomobile.

“La sostanza era posta in bella vista proprio sul letto, dove c’erano 10 dosi di eroina più vari frammenti della stessa sostanza per altri 3,7 grammi, 1,89 grammi di hashish più frammenti per altri 0,84 grammi, oltre a sostanza da taglio, una confezione di cellophane e vari ritagli circolari, un paio di forbici e un taglierino di quelli che si usano per dividere l’eroina, intriso di sostanza”, ha proseguito il testimone della procura, aggiungendo che nel portafogli che aveva con sé c’erano cinque banconote da 20 euro l’una.

“Sempre in camera da letto, abbiamo inoltre trovato, dentro una scatola di cartone, tre cartucce illegalmente detenute, due a pallini e una da fucile, da guerra, di quelle in dotazione alle truppe Nato, lunga una decina di centimetri “, ha concluso, spiegando perché è imputato pure per le munizioni clandestine.

Per quanto riguarda la droga sequestrata, invece, è emerso che è risultata positiva al narcotest ma non è stata sottoposta a ulteriori analisi. Motivo per cui al termine dell’udienza il giudice, su richiesta del difensore Giovanni Recanati, ha disposto che venga effettuata una perizia tossicologica, prima di discussione e sentenza. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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