Oriolo Romano – (sil.co.) – Carabiniere picchiato dai ladri sorpresi a rubare nella sua abitazione di Oriolo Romano, i banditi erano “specializzati” nei furti in abitazione tra Natale e Capodanno, approfittando dell’assenza dei padroni, fuori casa per le festività. La “festa” è finita dopo la Befana, quando sono andati oltre, prendendo a pugni la vittima, il carabiniere che li inseguiva, intimando loro di fermarsi, esattamente come avrebbe fatto se li avesse sorpresi a rubare a casa altrui.
Carabinieri e 118
Due banditi e una complice. È entrato nel vivo ieri con l’ascolto di uno dei militari del nucleo investigativo dei carabinieri che hanno svolto le indagini il processo alla presunta complice dei due giostrai di Cerveteri accusati di sei colpi messi a segno tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020, tre a Roma e tre a Oriolo Romano, tra cui la rapina con pestaggio dell’8 gennaio di quattro anni fa.
Imputata una viterbese. Residente in una frazione del capoluogo, presente per la prima volta in aula, accanto al difensore Luigi Mancini, finita a processo “in solitaria” davanti al collegio con l’accusa di rapina aggravata in concorso con la coppia di giostrai, cognati tra loro. La donna, che ha chiesto di essere interrogata, sarà ascoltata all’udienza del prossimo 24 settembre, quando è prevista anche la discussione.
Il falso alibi. Il giorno dopo la rapina al carabiniere, la donna provò a fornire un alibi ai banditi in cambio di 4mila euro e di un Rolex d’oro, recandosi presso la questura di via Romiti per denunciare il furto dell’auto a noleggio usata per il colpo, una Fiat Cinquecento bianca. Alla polizia disse che le era stata rubata a Roma, avendola lasciata per sbaglio aperta con le chiavi sul cruscotto.
Il satellite spia. Peccato che il sistema di tracciamento Gps collocasse la vettura a Oriolo Romano nei pressi della casa della vittima. come ha spiegato il testimone, aggiungendo che furono anche passati al setaccio i filmati della videosorveglianza del paese. La Fiat 500 bianca, lavata e tirata a lucido probabilmente per cancellare ogni traccia dei banditi, fu trovata il giorno stesso della denuncia “abbandonata” nel parcheggio di un lavaggio auto a Manziana.
Smascherati e incastrati. “L’auto era stata noleggiata dalla stessa imputata a Ladispoli, in tutto tre volte – il 29 novembre 2019, il 19 dicembre 2019 e il 2 gennaio 2020 – ma sempre utilizzata dai due giostrai, come confermato dalla sovrapposizione dei tracciati Gps e delle celle telefoniche dei tre indagati”, ha proseguito il militare, spiegando come la “tecnologia” si sia rivelata preziosa per smascherare e incastrare i banditi.
Sei colpi sotto le feste. Secondo l’accusa, i giostrai di Cerveteri si sarebbero resi responsabili di sei colpi: il 12 dicembre 2019 a Oriolo Romano; il 28 dicembre 2019 a Roma; il 29 dicembre 2019 a Oriolo Romano; il 31 dicembre 2019 a Roma; il 2 gennaio 2020 a Roma; l’8 gennaio 2020 a Oriolo Romano. L’ultimo è quello che li ha traditi.
Il processo alla presunta complice riprenderà a settembre. Nel frattempo è giunto alle battute finali quello alla coppia di giostrai.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
