Polstrada – Operazione The River
Viterbo – Riciclaggio internazionale di auto di lusso, tutti prosciolti i 24 imputati coinvolti nell’operazione The River del 2012. Ma il pubblico ministero Massimiliano Siddi, ritenendo sussistente il reato di associazione per delinquere, ha chiesto pene esemplari per quattro imputati, complessivamente per oltre venti anni di reclusione.
Nello specifico, il sostituto ha chiesto la condanna a sei anni e mezzo ciascuno di reclusione per i due presunti promotori dell’associazione per delinquere, difesi dagli avvocati Giuseppe Sinatra e Walter Pella, mentre ha chiesto la formalizzazione della prescrizione per i meri partecipanti all’associazione. L’accusa inoltre, confermando l’ipotesi di riciclaggio puro per una Mercedes e una Bmw, entrambe rubate, la prima in Francia, ha chiesto la condanna a cinque anni e a due anni e otto mesi di reclusione, rispettivamente, di un terzo imputato e della titolare di un’agenzia di pratiche auto.
Tra assoluzioni e prescrizioni, a distanza di dodici anni dalle misure cautelari nei confronti degli indagati, è finita col proscioglimento di tutti gli imputati da parte del collegio del tribunale di Viterbo, presieduto dal giudice Jacopo Rocchi.
Polstrada – Operazione The River
Le indagini sono iniziate nel 2011. Gli imputati, rinviati a giudizio il 25 ottobre 2016, erano accusati di associazione per delinquere nell’ambito di un’indagine su un presunto maxi giro di riciclaggio internazionale di veicoli sgominato il 24 ottobre 2012 nel corso di un blitz messo a segno dalla polizia stradale, sfociato in 16 misure di custodia cautelare e 11 indagati a piede libero.
A capo del “cartello”, secondo l’accusa, ci sarebbero stati un cinquantenne, originario di Castel di Sangro ma residente a Bagnoregio, la compagna 44enne d’origine romena e il fratello 52enne dell’uomo, anche lui residente a Bagnoregio.
Undici le parti offese, società di autonoleggio come Avis, Europcar, Hertz, con sede in mezza Europa, da Roma a Bolzano, Madrid, Parigi, Amsterdam, Bruxelles.
Traffico internazionale da 6 milioni di euro. La stradale sequestrò 25 auto di lusso, tra cui Bmw, Audi, Mercedes e Citroen, per un valore di oltre un milione di euro. L’indagine ha poi portato a galla un traffico internazionale per 6 milioni di euro. Alle macchine, quasi sempre di grossa cilindrata, venivano modificati il numero del telaio e la targa, quindi venivano rivendute sulle piazze di Roma, Napoli e in Sicilia.
In autostrada con la scorta le auto da riciclare. Da Roma, sarebbero partiti in aereo i corrieri, diretti nel paese europeo prescelto. Avrebbero noleggiato l’auto e sarebbero tornati in autostrada. Durante il viaggio, spesso, le macchine da riciclare sarebbero state scortate da un’auto “apripista”, per segnalare eventuali posti di blocco o impedimenti durante il tragitto.
In azione poliziotti italiani, tedeschi, romeni e bulgari. Una volta giunti in Italia, la macchina avrebbe cambiato completamente volto. La targa sarebbe stata sostituita con quella di un altro paese europeo, il numero di telaio sarebbe stato modificato e sarebbero state compilate carte di circolazione rubate con nuovi dati. Il risultato sarebbe stato un’auto apparentemente regolare, con un numero di telaio corrispondente a una vettura simile, posseduta legalmente in un altro paese.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

